domenica 03 Marzo 2024,

News

Ξ Commenta la notizia

Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

L’On. Emanuele Fiano, responsabile Pd per le riforme istituzionali e la sicurezza, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito agli attentati di oggi a Bruxelles. “Esprimo il mio cordoglio per le vittime e ovviamente anche la nostra preoccupazione –ha affermato Fiano-. Siamo di fronte ad un fenomeno che è indice di una forza di questi assassini, di una capacità organizzativa e di una capacità di tenuta di questa organizzazione nel tempo. La lotta al terrorismo è asimmetrica e si sviluppa su piani diversi. Da un lato c’è una complessa situazione internazionale, in secondo luogo c’è una questione di prevenzione sui territori europei. Nessuno può pensare, nonostante l’ampiezza delle forze disponibili, di essere impermeabile a questo tipo di attacchi perché non esiste l’impermeabilizzazione completa. Si possono però fare molte azioni preventive, Francia e Belgio in questo senso hanno mostrato delle falle purtroppo. Questi attentati arrivano a 4 mesi dagli episodi del Bataclan e la conseguente fuga degli attentatori. Fa un po’ impressione che in Belgio in questi mesi non si sia riuscita a neutralizzare questa rete estesa di organizzazione terroristica. L’Italia invece, anche forse per l’esperienza con il terrorismo negli anni di piombo, dal punto di vista della prevenzione si è dimostrata molto efficiente. Ritengo molto alta la capacità del nostro sistema anti-terroristico. Poi c’è una dimensione europea per cui la collaborazione tra i sistemi di sicurezza di tutti i Paesi europei deve essere continuamente rafforzata. E’ ovvio che l’aumento delle necessità della sicurezza comportano la diminuzione dei livelli di libertà. Questo è un tema difficile, va fatto e ragionato con molta attenzione. Noi abbiamo messo in campo pochi mesi fa un decreto anti-terrorismo, approvato dal Parlamento, che ha messo in campo nuove tipologie di reato, come quello di arruolamento, e che ha dato molti frutti nel nostro Paese. Noi non abbiamo limitato le libertà individuali. Prima ancora della limitazione della libertà individuale, ci può essere la necessità di rendere più complicata la vita dei cittadini. Ad esempio, se fossimo di fronte alla necessità di una risposta durissima, si potrebbe prevedere che le aree sensibili come le stazioni della metropolitana e gli aeroporti, dovrebbero essere tutti filtrati. Questo è lo scopo dei terroristi, rendere la nostra vita più difficile. Nessuno chieda a nessun Paese di dire che non succederà mai niente, perché questo non si potrà mai dire”.
L’analisi dei fatti ci porta a riconoscere delle differenze tra noi, la Francia e il Belgio –ha spiegato Fiano-. Questi due Paesi hanno una storia di colonialismo i cui effetti si vedono ancora. In una telefonata tra uno degli attentatori del Bataclan e suo padre, lui diceva al padre: tu hai scelto la Francia per vivere, io non lo sento il mio Paese. Nelle periferie parigine c’è un fenomeno di non integrazione che ha le sue radici in un odio derivante dal fatto che la Francia fu il Paese colonizzatore delle famiglie dei nonni di quelli che oggi magari sono terroristi. In Italia c’è una natura diversa dell’immigrazione, molto più recente. Non c’è un’immigrazione derivante da una situazione colonialista. Francia e Inghilterra sono poi intervenute in tempi moderni in teatri di guerra contro i Paesi arabi”.
Da centrodestra in molti dicono al governo di svegliarsi perché siamo in guerra. “Non abbiamo bisogno di consigli per capire che siamo in guerra -ha replicato Fiano-. L’Italia è all’avanguardia nelle misure di prevenzione e repressione di questi fenomeni. Considero cinico speculare oggi sulla politica, nel momento del cordoglio per le vittime. Mi pare di aver sentito che Salvini abbia detto che bisogna chiudere le moschee. Invece io dico che bisogna prendere coloro che attraverso l’Islam professano la morte, la guerra all’occidente. Non sono affatto d’accordo che collaborare con chi vuole espellere dall’Islam coloro che professano la jihad significa chiudere tutte le moschee. Io non penso che tutto l’Islam sia jihad e non lo penso perché lo so per certo”.


Gianni Tonelli, segretario del Sap (sindacato autonomo di polizia), è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Dopo i fatti Bruxelles, Gianni Tonelli, reduce da un lungo sciopero della fame per protestare contro i tagli alla sicurezza, ha dichiarato che l’Italia è impreparata ad affrontare un’emergenza terroristica. “Ho resistito bene allo sciopero della fame -ha spiegato Tonelli-. Si tratta di una sofferenza che mi sono caricato volentieri sulle spalle perché l’obiettivo è nobile e importante. L’ho fatto contro la debilitazione dell’apparato di sicurezza. La mia è stata una protesta massiccia. In Italia mancano 45mila uomini nelle forze dell’ordine. Ogni anno perdiamo 2.500 uomini, non è vero che abbiamo assunte 2500 uomini in più per il Giubileo, perché quei 2.500 usciranno dalla formazione alla fine del Giubileo e comunque nello stesso anno sono andati in pensione 5000 agenti. Stessa cosa per quanto riguarda i giubbotti anti-proiettile. Siamo impreparati ad affrontare emergenze come quelle del terrorismo. La conoscenza e l’addestramento anti-terrorismo devono esseri diffusi. Se non abbiamo mai sparato su un bersaglio in movimento non combattiamo alla pari. Hanno iniziato un’operazione di repressione nei confronti della mia organizzazione e di chi espone questi problemi. C’è un lavoro di intelligence, ma anche un lavoro di impatto per fermare i terroristi sul momento. Servono entrambe le cose. Nel caso in cui a Termini ci fosse stato un terrorista anziché un uomo con un fucile giocattolo, sarebbero serviti gli uomini delle forze dell’ordine non l’intelligence. I militari alla metro? Vista l’incapacità di garantire sicurezza reale, in Italia si lavora molto sulla sicurezza percepita. Bisognerebbe chiedere se quei militari hanno mai usato quei fucili che hanno in mano e se hanno mai sparato a bersagli in movimento. Io dico di no. E’ come far guidare la macchina ad uno che ha usato solo un simulatore di guida”.


BERTOLASO A RADIO CUSANO CAMPUS: “BELGIO? COLPA DI CERTE SITUAZIONI È ANCHE DELLE RUSPE… DOPO PASQUA SQUADRA PRONTA, LA PRESENTEREMO AI ROMANI. MELONI E SALVINI? MI HANNO LASCIATO SOLO, MA MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO. POTREI FARMI UN SELFIE DA SOLO E DIRE CHE DEVONO FARSENE UNA RAGIONE, PERCHÈ SONO ANCORA AL LAVORO PER ROMA. STANNO NEL PANICO, NON SANNO PIÙ CHE DIRE E CHE FARE. CHI VOTO AL BALLOTTAGGIO? CI ARRIVO IO AL BALLOTTAGGIO!
Guido Bertolaso, candidato a sindaco di Roma per Forza Italia, è stato ospite di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Nel corso della lunga interista Bertolaso ha parlato di quanto accaduto in Belgio:E’ una cosa che mi sconvolge. Tra le altre cose domani mia figlia e la mia nipotina dovranno prendere l’aereo in una località non lontana da Bruxelles, sono molto preoccupato. Questa situazione è allucinante: una situazione per cui anche chi governa l’Europa ed ha delle responsabilità a livello mondiale deve farsi un esame di coscienza. Quanto sta accadendo è anche la conseguenza di un egoismo profondo dell’Europa, dei Paesi ricchi. Questo guardarsi solamente sulla punta dei piedi, senza avere una visione della foresta ma preoccupandosi solamente del proprio albero, porta anche a questo genere di conseguenze. Questo non significa che voglio in qualche modo giustificare i terroristi, voglio semplicemente dire che queste azioni non sono solamente conseguenze di una pazzia ma anche la conseguenza dell’incapacità di riuscire a gestire problemi complessi a livello mondiale. Quanto sta accadendo in Siria non è nato per caso, non posso dimenticare quel bambino morto sulla spiaggia in Turchia né quella bambina in lacrime davanti alla Merkel. Io amo la politica della pace, che porti a fare la pace. Purtroppo poi c’è il traffico d’armi, ci sono i giacimenti di petrolio e tutta una serie di vicende che poi fanno scatenare una serie di situazioni che hanno come vittime milioni di donne e bambini. Il terrorismo pesca gli adepti nella paura, nella rabbia, nella disperazione. Con le ruspe non si va da nessuna parte. Il problema di questi attentati temo che sia anche causato da una serie di ruspe che poi hanno portato a queste conseguenze, metaforicamente parlando. La storia ce lo insegna. Con i fili spinati, la repressione e i cannoni il genere umano non è mai migliorato. Ovviamente nel mio programma c’è la tolleranza zero contro il degrado e quando prendo un impegno poi lo porto avanti, ma a livello mondiale bisogna cercare di avere una visione diversa da quelli che si basano solamente sulla ruspa. “.
Su Roma e lo scandalo Affittopoli:Negli ultimi anni è mancata la progettualità. Non c’è stata progettualità in nulla se non nel delinquere. Affittopoli? Si può tranquillamente parlare di voto di scambio. Questi favoritismi non accadono per caso. Quello che trovo inconcepibile è che nessuno si chieda dove stavano gli amministratori del Campidoglio. E’ arrivato il Prefetto Tronca che sta facendo un lavoro straordinario, ma possibile che fino a tre mesi fa nessuno sapesse nulla? Ora sento parlare alcuni candidati della sinistra che danno ragione a Tronca, ma dov’erano fino a tre mesi fa? Sulla Luna? Certe volte bisogna avere il coraggio di chiedere scusa e fino ad oggi nessuno lo ha mai fatto. Se avessi fatto un millesimo di quello che sta venendo fuori avrei chiesto scusa e poi mi sarei sotterrato. E nessuno si ribella, questo è il dramma di Roma. Stiamo sprofondando nella rassegnazione, questo non deve succedere. La rassegnazione porta al non voto, il rischio astensionismo ora come è ora è molto alto“.
Sulla prima volta che gli hanno chiesto di candidarsi a sindaco di Roma:Mi è arrivata una e-mail, ero in Africa, tra Natale e Capodanno. Avevo il reparto dei bambini dei quali ero responsabile con 25 posti letto e 78 bambini. Me ne erano morti 2 la mattina, altri mi sarebbero morti durante la notte. Quando ho letto la e-mail mi sono fatto una risata amara e ho scartato l’idea. Dopo la Befana, poi, sono tornati all’attacco. Stavo tornando in Italia. A quel punto ho iniziato a pensarci seriamente. Perché purtroppo anche qui a Roma si muore: di solitudine, di povertà, di fame. Per le buche, per molte ragioni. Anche non solo fisicamente, ma spiritualmente. Così mi è sembrato giusto provare a dare una mano alla mia amata città“.
Sulla squadra e sul rapporto con Meloni e Salvini: Alle “gazebarie” c’è stato un risultato eccezionale. Imprevedibile. Ecco quindi che poi si è riscatenato il polverone su di me, con la nota vicenda della Meloni che deve fare la mamma. Una strumentalizzazione incredibile contro di me che guarda caso è arrivata il giorno dopo quel risultato straordinario dei gazebo. Il selfie con Giorgia Meloni quando scriveva fatevene una ragione siamo già al lavoro? Potrei fare un selfie da solo oggi e dire sono ancora a lavoro, fatevene tutti una ragione. Mi hanno lasciato solo, ma certe volte è meglio soli che male accompagnati. Non mi sono sentito tradito, questa è la politica. Qui qualcuno vuole giocarsi il proprio futuro politico a livello nazionale sulla pelle dei romani ed io questo non lo accetto. Ecco perché vado avanti comunque. Non posso assistere al sacrificio di Roma solo per gli interessi di un singolo o di un partito che cerca di posizionarsi per quello che accadrà fra un anno, magari alle elezioni politiche. La squadra? Sto lavorando. La bellezza di essere solo mi concede una totale autonomia. Subito dopo Pasqua dovremmo avere la squadra pronta e sicuramente la faremo conoscere ai romani, che dovranno fare anche in questo le proprie valutazioni. Meloni e Salvini hanno già detto che voteranno Raggi al ballottaggio? La battuta che mi viene da fare è che sono nel panico, non sanno più cosa dire e cosa fare, e quindi iniziano a straparlare. Chi voto al ballottaggio? Ci arrivo il ballottaggio! Non scherziamo!“.


Alfio Marchini, candidato sindaco a Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ecg Regione”, condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito ai tragici fatti di Bruxelles. “Questa è una guerra vera, non sarà breve –ha affermato Marchini-. Queste cose dureranno qualche anno, finchè non ci sarà un equilibrio duraturo in Medio Oriente. Finchè non si stabilizza quel quadrante, tutta la parte europea e africana sarà a grandissimo rischio. Va trovato un punto di sintesi tra Arabia e Iran, finchè non si trova quel punto di sintesi è tutto in grandissima fibrillazione”.
Su Affittopoli.Noi lo abbiamo segnalato in tempi non sospetti –ha sottolineato Marchini-. Qui c’è proprio un problema di narrazione della realtà. Chi ha gestito questa città negli ultimi 20 anni? Come si può pensare di dare il proprio voto a chi ha ridotto la città così? Noi dobbiamo dire due cose: a chi ha avuto benefici da questo sistema clientelare non dategli più il voto, perché mancano i soldi e non possono darvi un posto in cambio del voto. Vi hanno promesso di non toccarvi la vostra casa al posto del voto? Ora non possono più garantirvelo. Questo patto mafioso ha tenuto a galla questi partiti finora. Ci fosse uno che abbia detto che è colpa sua. Questi signori erano quelli che mi attaccavano due anni fa quando in tv dicevo queste cose. Non capisco come i romani possano continuare a dargli il voto. Chi mente oggi, ha mentito ieri e mentirà anche domani”.
Sugli avversari alle elezioni. “Almeno Bertolaso lo critico sulle proposte, cerca di confrontarsi sui problemi concreti –ha affermato Marchini-. Gli altri fanno una campagna virtuale, fanno finta che sono cascati dal pero. Dovrebbero prendere, scomparire in un buco nero per quello che hanno fatto. Io ho criticato a morte Alemanno e Marino, però quelli che dicono che non conoscevano Alemanno quando stavano in cabina di regia a spartirsi tutto mi fanno sorridere e quelli che dico che non conoscono Marino quando fino a due anni fa dicevano che era l’uomo che avrebbe sconfitto le mafie. C’è connivenza tra politica e giornalisti. Perché i giornalisti non dicono: caro Pd, mi spieghi dove stavi quando succedeva tutto questo? Ci sono sondaggi che ci mettono al pari di Storace al 6%, i sondaggi sono sempre stati strumentali. L’anno scorso mi davano all’1,5% e siamo arrivati al 10%. Alla fine la gente vota lo stesso chi vuole votare. Ogni giornale spara sempre un sondaggio coerente con la sua linea, ma questo fa parte del gioco della politica, non mi offendo e non mi preoccupa. A me preoccupa l’assenza di problemi concreti. Come fai a dire che Alemanno ha sbagliato quando tu hai gestito Roma con lui per 5 anni? E ora dicono bravo Tronca, ma tu dove stavi? Noi siamo in presenza di una rivoluzione, da una parte ci siamo noi e dall’altra c’è il vecchio blocco dei partiti che ha radici ovunque e si difende a vicenda perché sente a rischio la propria sopravvivenza. Le città si amministrano con le leggi e con i regolamenti. E’ una città molto complessa, che non può decidere sui trasporti perché decide la Regione. Con la balcanizzazione del consiglio comunale sarà ancora più difficile governare
Togliere le barriere negli stadi. “Sentire e vedere una partita senza il tifo è una cosa brutta -ha affermato Marchini-. E’ ovvio che mi batto affinchè si tolgano le barriere anche per i tifosi della Lazio. Io sono romanista, ma per me il cittadino romano è sacro, io tutelo il cittadino romano e voglio che torni l’orgoglio dell’appartenenza alla capitale”.


AFFITTOPOLI, PALOZZI (FI): “VICENDA VERGOGNOSA. OFFESA PER CITTADINI ONESTI”
I risultati della mappatura del patrimonio immobiliare capitolino, diffusi oggi dal commissario prefettizio di Roma, sono davvero allarmanti ed evidenziano una serie di anomalie gravi e pesanti: dagli elevatissimi casi di morosità ai canoni di affitto irrisori in zone pregiate e centrali della Capitale d’Italia. Non possiamo, dunque, che ringraziare Tronca per il lavoro fatto, nella consapevolezza che il prossimo governo alla guida di Roma dovrà continuare con determinazione quanto iniziato oggi dalla gestione commissariale. L’Affittopoli, emersa in queste ore, d’altronde rappresenta una vicenda vergognosa, una vera e propria offesa per tutti i cittadini romani, che quotidianamente si fanno in quattro per pagare l’affitto o il mutuo di casa”. Così, in una nota, il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Politiche Abitative, Adriano Palozzi.


Michele Bordo, Presidente Commissione per le politiche europee della Camera, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Il mondo è piccolo”, condotta da Fabio Stefanelli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it) .
Voglio esprimere vicinanza al popolo belga e profondo cordoglio per le vittime di questo barbaro attentato -ha affermato Bordo-. Un altro attacco al cuore dell’Europa, un tentativo di compromettere il nostro futuro. E’ necessario reagire, per evitare che i terroristi raggiungano il loro obiettivo che è quello di condizionare la nostra vita e farci vivere nel terrore. E’ inutile nasconderlo, siamo in guerra. Ma non possiamo combatterla con gli strumenti classici, perchè il nemico è invisibile, non sappiamo dove si può trovare. Bisogna organizzare una reazione frutto di razionalità e non dell’impulso di un solo Paese colpito. Tutti dobbiamo sentirci coinvolti a reagire contro questi criminali. Deve esserci una reazione comune di tutta l’Europa. L’attacco a Parigi e poi quelli di oggi sono attacchi che quei terroristi hanno fatto non a Francia e Belgio, ma a tutta l’Europa. L’Ue deve reagire in modo coordinato e condiviso. Deve fare ciò che purtroppo ha fatto in modo molto limitato finora. Cosa dobbiamo aspettare che accada ancora perchè l’Europa cominci a capire che c’è bisogno di un’assunzione d’iniziativa collegiale? Bisogna far sentire i nostri cittadini sicuri nel nostro continente. Non abbiamo più tempo da perdere, dobbiamo agire presto. La procura europea per coordinare le indagini deve coordinare le iniziative, abbiamo bisogno sempre di più di scambiare i dati, le informazioni. E’ necessario fare investimenti in tutta Europa in tecnologia, innovazioni, c’è bisogno di una politica comune di sicurezza. C’è bisogno di un patto europeo sulla sicurezza come ha detto il premier Renzi. L’Europa non decida solo quando bisogna intervenire a livello economico su un determinato Paese. Bisogna mettere in campo tutto il peso dell’Europa per provare a stabilizzare i paesi del medio oriente. O reagiamo in maniera comune e in fretta, oppure i rischi che corriamo sono molto molto seri“.


Sociale – Ferrazza (Handy Systems): “Bene emendamento Lazio su installazione cartelloni e segnali itinerari in braille”.
La strada delle pari opportunità dei non vedenti è tutta in salita, qualcosa però sembra muoversi sulle vie del Lazio. La recente approvazione in Commissione Cultura e Turismo della Regione di un emendamento relativo all’esame dell’articolato di un testo in materia di promozione e valorizzazione degli itinerari, cammini e vie consolari romane, in cui si prevede l’istallazione di cartellonistica e segnaletica anche in braille, è un primo segnale positivo. Speriamo possa aprire un’autostrada di possibilità, perché leggere per informarsi e per orientarsi è il primo passo verso l’indipendenza personale di un non vedente”. E’ quanto dichiara Caterina Ferrazza, presidente di Handy Systems con riferimento all’emendamento del consigliere regionale del Lazio Adriano Palozzi, di recente approvato in Commissione Cultura.
Ancora oggi un non vedente italiano – continua Ferrazza – si trova davanti tante barriere. In un ufficio pubblico, non ha possibilità di leggere nessun avviso, pochi i musei con targhe tattili, nei convegni e nelle conferenze non si trovano cartelline stampa in braille, si contano sulle punte delle dita i ristoranti con menù ad hoc e in edicola c’è solo Braille News. Da anni mi batto a difesa e per promuovere il linguaggio braille, il codice basato sui punti che permette ai non vedenti di leggere; eppure in Italia è poco utilizzato e addirittura lo si vorrebbe mandare in soffitta. Nelle mie battaglie quotidiane trovo davanti a me tanti muri di insensibilità, persone incapaci di mettersi nei panni degli altri. Come tutti, i non vedenti vorrebbero avere le stesse opportunità di lettura, perché le nuove tecnologie hanno sicuramente portato delle migliorie nella quotidianità, ma non è sufficiente, c’è bisogno – conclude – dell’integrazione con il sistema tradizionale di scrittura e lettura del linguaggio braille”.


SOCIALE, PALOZZI (FI): “LAVORARE INSIEME PER PARI OPPORTUNITA’ DEI NON VEDENTI”
“Lo scorso 21 febbraio si è celebrata la IX Giornata Nazionale del Braille, codice dall’importanza fondamentale nato nel 1829 e basato sui “punti”: un linguaggio universale che permette ai non vedenti di leggere e scrivere. Tuttavia, c’è ancora molto da fare per le pari opportunità dei non vedenti e degli ipovedenti. L’Italia, e quind’anche la nostra regione, continuano infatti ad essere indietro rispetto a molti paesi europei e Usa per quanto riguarda l’adeguamento di targhe, avvisi, indicazioni, percorsi tattili per far sentire i non vedenti cittadini a tutti gli effetti. Come giustamente sottolineato da Caterina Ferrazza, presidente della Handy Systems Onlus, come possiamo parlare di pari opportunità, se recandosi in un ufficio pubblico un non vedente non può leggere neanche un avviso, fosse anche quello del pericolo di antincendio, o del divieto di fumare? Domande e perplessità assolutamente condivisibili, alle quali è compito delle istituzioni, a tutti i livelli, dare pronta e rapida risposta. Istituzioni che, in maniera condivisa e senza divisioni di carattere politico-ideologico, devono lavorare insieme per assicurare pari diritti e pari opportunità ai non vedenti. In questa direzione, dunque, ho molto apprezzato l’ok all’emendamento, da me presentato e recentemente approvato dalla commissione Cultura-Pari Opprtunità-Turismo del presidente Carrara, che ringrazio per la sensibilità dimostrata. In commissione, infatti, è stato avviato l’esame dell’articolato del testo in materia di promozione e valorizzazione degli itinerari, cammini e vie consolari romane e con questo emendamento ho inteso prevedere l’istallazione di cartellonistica e segnaletica in stampa Braille per i non vedenti lungo il patrimonio escursionistico della nostra regione. Un piccolo passo, un grande esempio di collaborazione istituzionale a favore dei diritti dei non vedenti”. Così il consigliere regionale FI, Adriano Palozzi.

Rispondi alla discussione

Facebook