venerdì 23 Febbraio 2024,

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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

ARDEA, PALOZZI (FI): “SOSTEGNO A DI FIORI, GIUNGERE A SOLUZIONE CRISI POLITICA”
Apprendiamo la notizia delle dimissioni, presentate dal primo cittadino di Ardea, Luca Di Fiori. Un gesto, quello del primo cittadino, che rappresenta un segnale politico assolutamente da non sottovalutare. Confermando la lealtà e il sostegno di Forza Italia al sindaco Di Fiori, auspichiamo che da qui a venti giorni, quando le dimissioni se non ritirate diverranno irrevocabili, si possa realmente giungere a quella convergenza e a quella unione di intenti, basi fondamentali per il rilancio dell’azione amministrativa. E’ necessario, in questo delicato momento istituzionale, un serio e democratico confronto tra le forze di maggioranza al fine di porre in essere tutte le condizioni per proseguire con rinnovato slancio nel governo comunale. Consegnare Ardea al commissariamento sarebbe deleterio per la città e la comunità locale”. Così, in una nota, il coordinatore FI per la Provincia di Roma, Adriano Palozzi.


SANITÀ, PALOZZI (FI): ”NEL LAZIO È EMERGENZA E ZINGARETTI IMMOBILE”
Ennesimo grido d’allarme sullo stato di crisi della sanità del Lazio. La protesta dei sindacati sotto la sede del Ministero dovrebbe far riflettere Zingaretti. Il settore è fermo e le problematiche restano, purtroppo, totalmente irrisolte. Il presidente, ahinoi, continua a girarsi dall’altra parte di fronte alle criticità sanitarie più spinose, preferendo tagli di nastro e mirabolanti annunci spot. Un atteggiamento incomprensibile di fronte ad una realtà di emergenza assoluta”. Così, in una nota, il consigliere regionale FI, Adriano Palozzi.


ARDEA, DI PAOLO-PORCELLI: SERVE DISCONTINUITÀ POLITICA
Da oltre 10 anni il Comune di Ardea è governato da amministrazioni di centrodestra che ciclicamente entrano in crisi e, quasi sempre, terminano la loro esperienza con chiusure anticipate rispetto alla scadenza naturale. Non è più tollerabile che liturgie appartenenti ad un mondo politico che non esiste più continuino a determinare queste situazioni di instabilità a danno dei cittadini e del territorio di Ardea. Per il prossimo futuro sarà imprescindibile immaginare una netta discontinuità politica rispetto a queste ultime esperienze, con un profondo ricambio della classe dirigente locale e un atteggiamento diametralmente opposto rispetto al rapporto virtuoso che ci dovrebbe essere, e non è stato, tra amministrazione e cittadini“. E’ quanto dichiarano in una nota Pietro Di Paolo, consigliere regionale Lazio (Identità e Territorio) e Mauro Porcelli, Identità e Territorio Ardea.


MAFIE. ABBRUZZESE: RICHIESTA SEDUTA CON COMMISSIONI SU AGROMAFIE
Ho scritto al presidente della Commissione Speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale, Baldassarre Favara e per conoscenza al presidente della Commissione Agricoltura, Daniele Fichera, in merito ai dati del 4° Rapporto Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e nel sistema agroalimentare. Dai dati del rapporto, infatti, si evince chiaramente che quasi tutte le Province del Lazio, compresa Roma, sono nella fascia medio-alta della classifica nazionale sull’indice di diffusione e intensità (Ioc) della criminalità agroalimentare. All’interno della nostra Regione, guida questa speciale graduatoria Frosinone, che registra un indice del 49,3%, poi c’è Latina con il 43,3%. Viterbo 29,1% che precede Roma con 26,7 %. Mentre Rieti con 19,6%, è l’unica Provincia che si attesta nella fascia medio-bassa della classifica nazionale. Tale stato di cose ci esorta ad una riflessione attenta, sull’incidenza della criminalita’ in un settore strategico per il Lazio come l’agroalimentare, che rappresenta il 17% del prodotto interno lordo Regionale. Credo, pertanto, che un problema di una tale gravità, debba essere responsabilmente affrontato, analizzato e discusso nelle sedi istituzionali competenti. Per questo, ho richiesto di convocare, una seduta congiunta della Commissione Speciale Infiltrazioni Mafiose con la Commissione VIII, aperta al contributo anche delle Associazioni di categoria ed alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura, per analizzare nel dettaglio il Rapporto redatto da Coldiretti, Eurispess ed Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e nel sistema agroalimentare, al fine di elaborare un piano di azione in grado di arginare questo fenomeno e tutelare quindi tutte le realtà imprenditoriali del territorio“. Così in un comunicato Mario Abbruzzese, presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali.


Fitto, dopo parole Salvini, unica soluzione primarie
A maggior ragione dopo le dichiarazioni di Salvini, ripropongo per l’ennesima volta l’unica soluzione ragionevole, finora pervicacemente rifiutata dal centrodestra: fare le primarie, e lasciare la decisione agli elettori. Noi siamo con Marchini, con convinzione. Chi è con Bertolaso, abbia il coraggio di sfidare Marchini, Storace, e ogni altro candidato, per opporre alla sinistra una candidatura unica“. Lo afferma Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti.


Alessandra Bencini, senatrice dell’Italia Dei Valori, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Riguardo il dietrofront del M5S sul ddl Cirinnà. “Scripta manent, verba volant –ha esordito Bencini-. Quando il ddl è stato discusso e votato in Commissione, c’erano commissari che rappresentano il M5S e che hanno dato il loro assenso. Più volte hanno detto che avrebbero votato questo ddl, se non fosse cambiata nemmeno una virgola. A loro non piace il canguro e allora gli hanno sparato. Per quanto possa essere esecrabile il metodo di eseguire una forma che fa saltare molti emendamenti, è una tecnica parlamentare che esiste. Valutato che il metodo per loro non era condivisibile, dovevano capire il merito. Questa legge è arrivata in aula senza relatore, con 5000 emendamenti. Ora ne rimangono 500, di questi ce ne sono circa 200 molto pericolosi e su molti si può richiedere il voto segreto. Se passano quegli emendamenti affossano il ddl, o lo modificano in maniera netta. Loro in commissione hanno detto che ci stavano, di conseguenza erano stati messi in conto come favorevoli”.
Per quanto riguarda la libertà di coscienza. “Mi sembra chiaro –ha affermato Bencini- che all’interno dei vari gruppi politici, quelli che sono contrari alla stepchild adoption si sono palesati. Al netto di questi soggetti, si fa la conta per sapere quanti sono d’accordo e quanti in disaccordo. In alcuni punti è pretestuoso chiedere il voto segreto. Diventa una roulette russa. Perché qualcuno davanti ti dice di sì e poi vota no. Ad alcuni, come se dovessero giocare alla slot machine, piace dire sì e poi votare no. Nicola Morra dice che se si vuole il ddl può essere approvato in 3 giorni. Sono tutti bravi a parlare. In realtà ci sono dei tempi tecnici. Gli emendamenti vanno discussi. Il rischio è trovarsi in mezzo emendamenti che amputano la legge”.
“Monica Cirinnà l’ho vista pochi minuti fa –ha rivelato Bencini-. E’ dispiaciuta ma anche molto fiduciosa, forte del fatto che è convinta di portare avanti questo ddl fino in fondo. E’ al momento la miglior legge fattibile che si possa immaginare. Renzi quando diventò segretario del Pd, aveva messo nella sua mozione le unioni civili con la stepchild adoption. La sua mozione ha vinto con il 70% dei voti, quindi si era già espresso. Coloro che hanno eletto Renzi a segretario di partito, hanno anche avallato certi obiettivi politici”.


Gianfranco Fini è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
È scontro tra gli alleati del centrodestra sul nome di Guido Bertolaso, dopo che Matteo Salvini ha frenato sulla candidatura dell’ex capo della protazione civile.
“E’ impazzita la maionese –ha commentato Fini-. I tre cuochi non riescono più a portare in tavola un piatto decente. Finchè il centrodestra aveva il vento in poppa era semplicesedersi attorno a un tavolo e scegliere tra una gamma di candidati credibili. Oggi non è più così, ci sono tanti elettori che non votano più centrodestra. Salvini, Berlusconi e Meloni però tornano comunque a sedersi ad Arcore per decidere, senza capire che i tempi sono cambiati. Sempre di più si ricorre a conigli tirati fuori dal cilindro. Bertolaso, come Parisi, è persona rispettabile, ma non c’è più la capacità dei partiti di scegliere la classe dirigente. Bertolaso può raccogliere consensi in maniera trasversale, perché come Marchini è un candidato civico. Entrambi potrebbero essere candidati anche per il centrosinistra. Se si vuole interpretare l’elettorato di centrodestra e poi si dice di aver votato sempre per Rutelli, si dice che i rom sono una categoria protetta, è chiaro che si sta su un altro pianeta. E’ probabile che ci sia stato un dietrofront di Salvini perché non tutte le caselle sono andate nel posto giusto nella spartizione tra i 3 partiti. E’ deprimente che non salvano nemmeno più la forma. La sinistra almeno in apparenza, con le primarie, cerca di salvare la forma. Le primarie non sono salvifiche, ma potevano riattivare un circuito di partecipazione, certamente male non facevano. E’ difficile trovare una linea di demarcazione tra i candidati, da Bertolaso a Marchini a Giachetti. E’ la dimostrazione della crisi profonda della politica e del venir meno dell’importanza dei partiti. Rampelli? E’ un dirigente autorevole di FDI, ma evidentemente sul suo nome non c’era il consenso di Berlusconi e Salvini. Se sosterrò Storace? La sua è una candidatura che interpreta un elettorato di destra che a Roma c’è sempre stato. Sicuramente il consenso lo raccoglierà, spero che sappia presentare un programma credibile, il fatto che abbia governato la regione Lazio lo aiuterà”.
Giorgia Meloni ha attaccato i frondisti di Fratelli D’Italia definendoli “21 persone che hanno scelto di seguire Gianni Alemanno nel suo nuovo partitino con Gianfranco Fini e che vogliono trascinare nel baratro insieme a loro tutto quello che è sopravvissuto della destra italiana. “La Meloni -ha replicato Fini- è una ragazzina che si è montata la testa. Sono dichiarazioni che non meritano neanche di essere commentate. Si ricordi in ragione di quali scelte è arrivata a fare il ministro… Al di là dell’ingratitudine, la Meloni poteva allargare i confini della destra e invece coltiva l’orticello di FDI. Ha litigato con Alemanno, detesta Storace, se ha bisogno dello spauracchio del vecchio nemico faccia pure, ma è ridicola. Lei è stata molto responsabile quando ha detto che affrontare la campagna elettorale al 7 mese di gravidanza non era il massimo. Se non fosse stata in quella condizione e si fosse candidata, avrei letto il programma prima di dire se l’avrei votata o no”.


Milly Carlucci, prossima all’esordio dell’undicesima stagione di Ballando con le Stelle, da sabato in prima serata su raiuno, è intervenuta questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Milly Carlucci ha svelato di essere ancora emozionata prima di un esordio: “Questo lavoro ti dà sempre grandi emozioni. Nel momento in cui non dovessi più avere paura o essere preoccupata, o avere l’insonnia prima di un debutto, sarebbe meglio che lasciassi perdere. Invece per fortuna ogni volta mi sembra di essere un’esordiente alla prima prova. Oggi, in un mondo della comunicazione rapido e spietato come il nostro, è impossibile adagiarsi sugli allori, ogni sera è un nuovo debutto, ogni sera si apre una storia nuova”.
Il segreto della longevità del successo di Milly Carlucci è composto da diverse componenti: Per durare negli anni hai bisogno di avere grandissima umiltà, serve tanto lavoro, occorre molto studio, non può mai mancare la voglia di riaggiornarsi e, bisogna ammetterlo, serve anche un pizzico di fortuna. Questo è un mestiere nel quale contano le coincidenze, le occasioni. Certe volte situazioni che possono sembrare deleterie si trasformano in grandi fortune, altre cose su cui puntavi tantissimo si rivelano un disastro. A differenza delle professioni classiche non ti basta lavorare per dire di andare avanti e migliorare, potresti lavorare tanto e girare a vuoto. Serve un pizzico di fortuna“.
La prima ballerina per una notte della nuova edizione di Ballando con le Stelle sarà Conchita Wurst, drag queen e cantante austriaco: “La televisione entra nelle case di tutti e quindi, che lo voglia o no, lascia un segno. Crea riflessioni, pensieri. Noi siamo un programma di varietà, non facciamo discorsi politici, morali o contenutistici, ma io credo che i messaggi più importanti arrivino sempre quando non c’è il pulpito da cui predicare. La normalità del comportamento è quella che crea il senso di accettazione. Faccio un esempio: quando abbiamo avuto Giusi Versace non l’abbiamo trattata con le molle o con i guanti di velluto perché un tragico incidente l’ha resa disabile. Il modo giusto di trattare un disabile è quello di accettarlo è quello di accettarlo come un non disabile e di rendere normale tutto quello che si fa“.
A Ballando con le Stelle parteciperà anche Nicole Orlando, l’atleta con sindrome di Down medaglia d’oro alle paralimpiadi: “Lei è un orgoglio italiano, è nel programma perché è una campionessa, è una stella dello sport. Poi ha un cromosoma in più rispetto ad altri atleti e ad altri esseri umani, ma questo non cambia la nostra percezione di Nicole. Per noi Nicole è una grande atleta“.
In edizioni di Ballando con le Stelle di altri paesi hanno già ballato delle coppie omosessuali: “In questa edizione abbiamo una situazione particolare, che potrebbe somigliare a questa. E’ quella di Plati. Un cartoon che balla con un essere umano. Il ballo è ballo, non è un fatto ideologico o politico. Nel ballo ci sono coppie fatte da due uomini, da due donne, si balla in tre, in quattro. Qualcuno farà polemica su questo programma? Ognuno può polemizzare su quello che vuole. Il motivo per cui noi abbiamo invitato Conchita è perché ha un grande successo, il suo trionfo planetario di sicuro non è soltanto un fatto di propaganda sociale o politica“.
Infine, da Milly Carlucci, un consiglio ai ragazzi che vogliono sfondare nel mondo della tv:Bisogna essere molto molto preparati e bisogna capire qual è la nicchia nella quale ci si può infilare. Il mondo della televisione, come quello della comunicazione, è estremamente targettizzato. Ci sono molti pubblici diversi, pensare di poter fare spettacolo genericamente non funziona più. Bisogna pensare a quale fetta di pubblico si vuole colpire“.


Francesco Storace, leader de La Destra e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative a Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ecg Regione”, condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Bertolaso ha fatto pressioni per non farlo candidare. “Ora non sto più subendo pressioni da Bertolaso per non candidarmi –ha spiegato Storace-. Prima ci aveva provato, so che ha importunato un po’ di gente. Ma con me è inutile. Forse ha smesso perché ha paura di un altro processo, che sarebbe il terzo. Io mi sono dimesso quando ero indagato, Bertolaso no”.
Sul centrodestra. “In questo momento a me del centrodestra interessa poco, perché non lo capisco –ha detto Storace-. Noi abbiamo lanciato il 31 gennaio una manifestazione di domenica pomeriggio, col blocco del traffico, all’estrema periferia della città alla Pisana, eppure sono accorse migliaia di persone. Da lì è partita una grande proposta politica al centrodestra: facciamo insieme le elezioni primarie. Invece, capriole dopo capriole, prima hanno messo il veto su di me e poi hanno deciso di non fare le primarie. Quasi che la destra rimasta pulita abbia difficoltà di accesso a quelle stanze, nonostante l’argenteria sia sempre rimasta al suo posto. Io ho fatto un percorso accidentato nella mia vita, sono 8 anni che non sto in Parlamento, ogni volta che mi vedono si chiedono: ma questo è ancora vivo? E questo gli dà fastidio, perché io ho detto no al Pdl, operazione spregiudicata di palazzo che serviva solo per il potere e poi è fallita. Ci sono tanti piccoli Verdini, ma a me non piace il trasformismo. A me invece piace fare politica portando avanti le mie idee. Anche io ho avuto il dubbio che il centrodestra voglia perdere le elezioni. Ci sono 3 leader che scelgono e gli altri dei loro partiti che dicono sì a tutto. Si accorgeranno alle elezioni che il centrodestra terzo è nei sondaggi e terzo arriverà alla fine, e sarà sopravanzato alle elezioni da me e da Marchini”.
Il potere di Renzi.A Roma si gioca contro poteri fortissimi, come quello di Renzi che sta mettendo le mani su tutta Italia –ha affermato Storace-. Io ho un potere forte, il popolo, il potere più forte che c’è. E’ già accaduto a Napoli e Palermo che i partiti ridotti a larve hanno fallito. Bertolaso è come se l’avesse nominato Renzi. Bertolaso ha appoggiato Rutelli e oggi voterebbe Giachetti”.
Sul suo programma per governare Roma. “A Berlusconi dissi che il sovrano non è più lui, ma il popolo –ha spiegato Storace-. Io voglio un sindaco che faccia fare bella figura a Roma, e Roma ha bisogno di un sindaco che dedica tutto se stesso a risolvere i problemi della città, anziché risolvere gli affari suoi. Non c’è più il messaggio dei grandi portatori di voti, te li devi conquistare uno per uno. La mia campagna elettorale è fatta strada per strada. Voglio vincere questa partita avendo idee chiare su come governare questa città. Rutelli e Veltroni hanno lasciato 22 miliardi di debiti,poi ridotti a 14 dalle successive amministrazione. E’ un fardello che rischiamo di portarci a colpi di 900 milioni l’anno per i prossimi anni. Se io vincessi, mi rivolgerò a Giachetti per chiedergli di aiutarmi a capire come li hanno fatti sti debiti. A Roma abbiamo un problema di efficienza della macchina amministrativa. I dipendenti comunali sono pochi e sono malpagati. Per far funzionare la macchina bisogna riappacificarsi con loro. C’è la vergogna dei concorsi bloccati. Io sogno che il Comune parli coi suoi dipendenti, li motivi, che faccia capire ai cittadini che il salario accessorio non è una truffa, non è un privilegio. Questo riaccenderebbe la passione all’interno degli uffici, la voglia di servire il prossimo. Io voglio essere il sindaco che assomma su di sé la delega alla sicurezza. Bisogna illuminare tutte le perfierie della città. Un comandante della polizia municipale deve dire ai suoi vigili di stroncare l’abusivismo commerciale. Mettiamo insieme 100 squadre nelle strade più calde della città, presidiando le zone di frontiere. Bisogna garantire ai cittadini italiani che vivono a Roma che non sono gli ultimi. Prima i nostri figli e le nostre famiglie negli asili e nelle scuole comunali. Prostituzione? E’ un errore sottovalutare l’ordinanza anti-prostituzione. Serve il controllo del territorio, con pattuglie che vanno in giro e quello spettacolo incredibile che si vede ad esempio su via salaria non ci deve più essere. Poi a livello nazionale il legislatore dovrà decidere le soluzioni definitive. Spaccio? “Drogarsi non è un diritto, ma è un delitto verso se stessi e verso l’umanità” andrebbe scritto dappertutto, perché dobbiamo agire culturalmente abbassando la richiesta”.
Su Giorgia Meloni.La Meloni ha scelto come candidato un signore abbastanza anziano, con diversi problemi giudiziari, scelto senza primarie –ha affermato Storace-. In FDI c’è un dibattito abbastanza vivace. Ieri mi ha telefonato Assunta Almirante per incoraggiarmi in questa campagna elettorale, credo che questo valga più dell’appoggio dei 21 dirigenti di FDI. E’ profondamente sbagliato che la Meloni dia lezioni di nuovismo quando è stata al governo come ministro, con un incarico più lungo di quello di Mastella. Non è rispettoso poi parlare di cariatidi rispetto a Berlusconi. Io ho molta ammirazione per la Meloni, ma l’ho vista un po’ perduta in queste situazioni. Io in parlamento non ci sto da 8 anni, lei ci sta da 10 e poi sceglie Bertolaso che ha 65 anni suonati. Io sono stato sincero e leale col centrodestra. Il 31 gennaio mi sono candidato per le primarie del centrodestra. Nel momento in cui attaccano più me che Giachetti e mi individuano come maggior nemico, oggi annuncio la mia candidatura indipendente a sindaco di Roma. La mia candidatura rompe gli schemi, dico basta a questo atteggiamento patronale nel centrodestra. Con Fini e Alemanno ho combattuto, ho avuto scontro durissimi (lo scrivo nel libro ‘La prossima, a destra’). Sapere i miei ex avversari mi voteranno non è un mio problema, a me interessa il voto dei romani”.
Nessun complotto per far vincere i 5 stelle.Roma deve avere quello che gli spetta –ha affermato Storace-. Credo che io e Zingaretti porteremo molte risorse a Roma, perchè ci sarebbe una competizione virtuosa. E in ogni caso noi i soldi per Roma li porterei comunque,. Il complotto di cui ha parlato la Taverna? Quelli dei 5 Stelle sono contorti. Dubitano delle loro capacità. Mi fanno pensare che se un grillino dovesse ricevere Obama in Campidoglio gli chiederebbe quanto guadagna. L’amministrazione di Roma non può essere presa in mano da un inesperto reclutato sul web”.
Un aneddoto sulle raccomandazioni quando era presidente della Regione Lazio.Mi è capitato –ha raccontato Storace- che una ministra di sinistra mi chiedesse una raccomandazione per un giovane ex tossicodipendente. Lo facemmo lavorare in Regione, dopo qualche settimana chiamai la ministra e gli dissi: prima che questo fa a botte con tutti i dipendenti della Regione, vienitelo a riprendere perché non è un ex tossicodipendente, è ancora un tossico”.
Ai tifosi laziali che gli rimproverano di aver dato la Lazio in mano a Lotito. “Ho grande rispetto per chi tifa una squadra diversa dalla mia –ha detto Storace-. La Lazio a Lotito gliel’ha data Cragnotti perché nel 2003-2004 la Lazio fallì. Non potevo contravvenire alla legge. Se un creditore chiede di certificare i crediti che doveva avere dalla regione come ha fatto Lotito io non posso oppormi. Lui è andato in banca con un pezzo di carta che la regione aveva il dovere di fargli vedere. Poi ha combinato quel che ha combinato. Con me faceva il romanista, con qualcun altro faceva il laziale. A lui fregava solo delle sue tasche. Lui ci ha rimesso con la mia amministrazione, non vinceva più le gare”.


VII MUNICIPIO, MATTURRO (FI): “LENCI VALORE AGGIUNTO PER FORZA ITALIA”
Sono molto contento per l’adesione di Federica Lenci al gruppo consiliare di Forza Italia in VII Municipio. Federica, con la quale ho una amicizia ventennale, è donna di maturata esperienza civica, dall’alto profilo professionale e quotidianamente impegnata a operare per il bene della comunità locale. Il suo ingresso in Forza Italia rappresenta un grande valore aggiunto per il nostro partito”. Così, in una nota, l’esponente municipale e membro del coordinamento romano, Fabrizio Matturro.

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