venerdì 14 Giugno 2024,

Politica

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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

SENATO, FURBETTI DEL CARTELLINO? D’ANNA (ALA) A RADIO CUSANO CAMPUS: SU NAPOLITANO POLEMICA INUTILE, TOGLIERE IL CARTELLINO E’ COMPITO DEI COMMESSI.
Vincenzo D’Anna, senatore e portavoce di Ala, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
D’Anna, tra le altre cose, ha commentato la questione legata ai furbetti del cartellino in Senato: “E’ una scemenza. Questa discussione è nata perché il Presidente Grasso molto spesso va in bambola. La gente deve sapere che l’apposizione del cartellino non dà diritto a niente. Se tu non prendi parte almeno al 30% dei voti che in giornata si esprimono comunque il senatore non prende la diaria, che ci sia o non ci sia il cartellino immesso. Ieri hanno fatto una polemica con il Presidente Napolitano, che se ne era andato da cinque minuti. Il regolamento non prevede che debba togliere il cartellino, ci sono i commessi a fare queste cose. Napolitano è un senatore a vita, che venga o non venga in Senato lo stipendio lo prende lo stesso. Queste sono discussioni inutili che vengono fatte solo per sputtanare il Parlamento. C’è una sorta di imbecillaggine collettiva“.


Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Molto critico, Di Stefano, nel commentare la decisione di Salvini di appoggiare la candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma:Abbiamo accolto questa candidatura con delusione. Siamo delusi come tutti quelli che guardano con favore a Matteo Salvini e a quello che da un anno e mezzo va dicendo in televisione ma poi purtroppo lo vedono così vincolato ai desiderata di Silvio Berlusconi. Noi vorremmo un alternativa ma questa alternativa non può sicuramente essere Guido Bertolaso. Anche le primarie sarebbero stato uno strumento buono, io mi sarei candidato alle primarie del centrodestra, nonostante il mio movimento abbia scelto di non essere presente a Bologna, in quella manifestazione che celebrò l’unione tra Berlusconi, Meloni e Salvini“.
Di Stefano sta pensando di candidarsi di correre da solo: “Il centrodestra, come il pd e il movimento cinque stelle, non vuole vincere a Roma, punta a perdere, a finire sotto anche ad Alfio Marchini. Le prime parole di Bertolaso sui nomadi sono state assurte. Siamo pronti a correre da soli, sicuramente non possiamo appoggiare Bertolaso e gli altri candidati. Storace è bravo e simpatico, sta cercando di fare qualcosa, ma purtroppo è appoggiato da Alemanno, con cui non vogliamo avere niente a che fare. Siamo orientati ad andare da soli contro tutti“.
Però per Storace c’è qualche spiraglio. Di Stefano specifica: “Bisogna uscire dalla logica di papà Silvio che ci tiene tutti insieme e che dà i soldi per fare le campagne elettorali. Sulle comunali di Roma siamo stati in silenzio fino ad ora, adesso è arrivato il momento di dire la nostra. Se Storace vuole rompere gli schemi, c’è ancora una possibilità di dialogo. Magari potrebbe essere lui a dire che sono bravi i ragazzi di Casapaud, che li sostiene, che bisogna fare un percorso insieme. Spiraglio aperto per Storace, noi lo abbiamo sostenuto anche in passato“.


Marilena Grassadonia, Presidente di Famiglie Arcobaleno, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito all’iter parlamentare del ddl Cirinnà. “Siamo molto preoccupati visto quello che sta succedendo –ha affermato Grassadonia-. La nostra attenzione va a tutte le forze politiche che avevano detto che sarebbero state al nostro fianco. Non ci aspettavamo la presa di posizione del M5S. Loro hanno detto che non hanno votato il canguro perché gli emendamenti della Lega sono scesi a 500. Il problema è che il canguro è una possibilità parlamentare lecita. Quando si fanno queste prese di posizioni bisognerebbe capire che stiamo parlando di diritti civili, di serenità delle persone. Nessuna strategia politica dovrebbe essere messa alla stregua dei diritti dei nostri bambini. C’era la possibilità di andare avanti più velocemente. Ora bisognerà aspettare un’altra settimana per vedere se finalmente si riuscirà a portare in porto questa legge. Bisogna essere molto chiari. La responsabilità di tutto quello che sta accadendo è della politica. Vogliamo essere considerati uguali rispetto agli altri cittadini, così come i nostri bambini. Se uscisse una legge senza la stepchild sarebbe una sconfitta sociale gravissima. Noi omosessuali siamo genitori, possiamo essere buoni genitori. Una legge sulle unioni civili senza stepchild non avrebbe senso, sarebbe completamente inutile. La gente è al nostro fianco, ha solo bisogno di conoscerci e di avere le giuste informazioni. Noi famiglie arcobaleno mettiamo a disposizione le nostre storie per permettere alle persone di farsi un’opinione. Non è vero che la gente non è pronta, la gente è molto più avanti di quello che la politica vuole farci credere. La famiglia si è evoluta e bisogna dare tutele a tutti i cittadini, come dice la nostra Costituzione”.
Fu proprio Matteo Renzi, nel novembre 2013, a pubblicare sul suo profilo Facebook questo messaggio: “Nel mio gruppo di lavoro c’è una coppia, Letizia e Teresa, che da poche settimane ha un figlio che si chiama Ernesto. Da segretario del PD lavorerò perché Ernesto abbia gli stessi diritti dei miei figli e, dopo tanti anni di discussioni a vuoto, faremo una legge sui diritti civili”. Renzi deve sapere –ha affermato Grassadonia-, che il piccolo Ernesto cresce e inizia a guardare la tv e fare domande. Siamo stanchi di dover raccontare ai nostri figli che il loro Stato non li tutela. Come facciamo a farli essere orgogliosi del nostro Paese. I nostri figli ascoltano le parole violente che sono state scritte e dette in questi giorni contro di noi. Renzi aveva dato garanzie in campagna elettorale dicendo che sarebbe stato vicino ai nostri bambini e ora aspettiamo che faccia il passo decisivo”.


Gianni Lettieri, candidato sindaco alle elezioni amministrative di Napoli, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Affittopoli a Napoli.Quello che ho esposto è che ci sono immobili che vengono dati gratuitamente ai centri sociali e gli vengono pagate le utenze e la tassa sui rifiuti –ha affermato Lettieri-. Oltre questo, c’è l’altro aspetto: vengono concessi appartamenti in fitto a canone bassissimo a persone che non hanno alcun diritto. C’è un altro immobile di pregio che è stato dato gratuitamente alla troupe che ha girato la fiction “Gomorra”. Con tutto il rispetto per una fiction che comunque a Napoli non ha portato nulla, mi pare assurdo dare a loro gli immobili gratis quando c’è un’emergenza abitativa. Quest’amministrazione sta prendendo una deriva estremista, solo perché queste sigle antagoniste appoggiano De Magistris in campagna elettorale. L’altro giorno il Comune di Napoli ha dato la cittadinanza onoraria ad Ochalan, leader del PKK, suscitando le ire dell’ambasciatore turco in italia. E’ come se io premiassi le brigate rosse, confondendo le brigate rosse con l’ideologia comunista in Italia”.
Sulla fiction ‘Gomorra’. “Queste realtà vanno raccontate –ha spiegato Lettieri-, anche se a Napoli la fiction non ha portato alcun beneficio. Vedere che a Tokyo la trasmettono non fa certo piacere. Anche perché non ci sono cambiamenti a Napoli. Pensiamo invece a Marsiglia che era considerata la patria della malavita ed ora è diventata il fiore all’occhiello della Francia. Deve essere questo il modello. Bisogna lavorare per fare in modo che a Napoli non ci sia più Gomorra. Ma per fare questo bisogna smetterla di raccontare sciocchezze ai napoletani e a dire che tutto va bene come fa De Magistris”.
Sui rapporti De Luca-De Magistris.Se diventassi sindaco non avrei problemi a rapportarmi con De Luca– ha affermato Lettieri-. L’investimento più importante che sto facendo è a Salerno, 150milioni di investimento senza un euro pubblico, che vedrà 800 nuovi occupati. De Luca sa bene come lavoro e quello che faccio. Cosa pensa De Luca su De Magistris? Io lo so , ma non posso dirvelo, ve lo dovrebbe dire lui. Comunque basta andare a vedere su youtube quello che De Luca diceva di De Magistris…”.


Guido Bertolaso, candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni amministrative di Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ecg Regione”, condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito alle reazioni alla sua candidatura. “Era prevedibile –ha affermato Bertolaso- che ci fossero reazioni negative, che sicuramente denotano grande nervosismo e preoccupazione. Ma io sono abituato a ben altro. Ho preso la decisione di candidarmi quando è uscito un comunicato stampa congiunto dei 3 leader Berlusconi, Meloni e Salvini, che in modo netto e determinato mi hanno chiesto di rappresentare i loro 3 partiti nella corsa per il Campidoglio”.
Riguardo le sue preferenze politiche in passato. “Questioni di lana caprina –ha detto Bertolaso-, legate ad antichi schemi ideologici. Anche se comunque ci sono principi che devono essere tenuti presenti. Conosco bene il cuore e il cervello delle persone che sono convinte di essere di destra, credo di saper interpretare e rappresentare le loro posizioni”.
Riguardo le sue vicende giudiziarie. “Finora nessuno ha parlato di contenuti –ha sottolineato Bertolaso-, si parla solo di primarie e delle mie questioni giudiziarie. Spero che prima o poi qualcuno cominci pensare ai temi veri, come i topi in giro per la città. Non vogliono parlare dei fatti. Se iniziamo a parlare dei problemi e come si risolvono, io forse qualche competenza ce l’ho più di altri. Quindi l’obiettivo di molti è quello di tenere lontani i discorsi sui problemi, in relazione alle potenzialità di un candidato”.
In merito alle polemiche sulle sue frasi nei confronti dei rom.Bisogna essere duri con chi non manda i bambini rom a scuola –ha affermato Bertolaso-. Io sono stato numero 2 dell’Unicef al mondo, sono stato promotore dei diritti dell’infanzia, per me i bambini vengono prima di tutto. Quando vedo bambini che vanno in giro a chiedere l’elemosina o a borseggiare, penso sia necessario agire nei confronti dei genitori che li mandano a fare queste cose. E’ una cosa inaccettabile in qualsiasi parte del mondo. Si potrebbe pensare di togliere la patria potestà a chi non manda i bambini a scuola, lo prevede anche la convenzione mondiale sull’infanzia”.
Dopo l’incontro con Giorgia Meloni, quello con Matteo Salvini. “Ho già scritto a Salvini –ha spiegato Bertolaso-, appena arriverà a Roma ci vedremo e faremo il punto, il crono programma. Non abbiamo parlato di pettegolezzi, critiche e polemiche. Le questioni prioritarie per la città sono il vergognoso degrado, la microcriminalità, l’assoluta assenza di regole, la carenza drammatica dei servizi, la groviera delle strade. Bisogna riportare alla normalità una città che ha 3000 anni di storia, che è stata la capitale del mondo. Si raggiungono dei livelli di assurdità mai visti. Nemmeno al Cairo o a Mogadiscio ho visto i topi che girano vicino ai parchi per bambini.
Riguardo le misure sulla prostituzione. “ Mi viene da ridere quando sento parlare chi ha gestito questa città –ha affermato Bertolaso-. I romani si ricordano quando i sindaci hanno detto che avrebbero tolto la prostituzione della strada, lo hanno detto tutti e nessuno lo ha fatto. Solite promesse non mantenute. E’ un problema che va risolto, ma ora non mi sento di poter dire cosa faremo esattamente. Mi devo confrontare con i 3 partiti che mi hanno proposto questa sfida, e poi proporre una soluzione ai cittadini. Ma quello che propongo io lo realizzerò”.
E infine, un auto incoraggiamento in romanesco: “Damose da fa!”.

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