mercoledì 28 Settembre 2022,

Politica

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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

CALCIO, PALOZZI (FI): “GABRIELLI SI OCCUPI DI VETRI DIVISORI CURVE OLIMPICO”
Nutriamo più di qualche dubbio sul fatto che il prefetto Gabrielli conosca lo stadio Olimpico. Perché, se lo avesse conosciuto davvero, a quest’ora avrebbe già dato risposte concrete e convincenti in merito ai vetri divisori, che impietosamente continuano a erigersi all’interno delle curve Nord e Sud, feudi del tifo biancoceleste e giallorosso, e che tante critiche hanno suscitato in città nelle ultime settimane. Continuiamo a domandarci come mai Gabrielli, invece di dare battaglia ai veri tifosi violenti, preferisca recintare come bestie semplici cittadini che si presentano all’Olimpico per tifare semplicemente la propria squadra del cuore”. Così il consigliere regionale FI, Adriano Palozzi.


Davide Barillari, Consigliere del M5S in Regione Lazio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano” condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Barillari ha trovato la propria auto sabotata con i bulloni di una ruota svitati. Il fatto è successo nei pressi della propria abitazione nella zona di Ostia Antica. Quello che viene considerato un atto di intimidazione è stato denunciato ai Carabinieri dallo stesso Barillari.
E’ un segnale –ha affermato Barillari-, perchè forse stiamo indagando troppo sugli appalti di mafia capitale, sulla sanità privata, sul business delle camere mortuarie. A qualcuno dà fastidio. Su Mafia Capitale ci aspettiamo nuovi arresti che riguardino la Regione Lazio. Ci sono strette relazioni tra dirigenti regionali e imprenditori toccati da Mafia Capitale. Il business del ‘caro estinto’ è gestito da poche grandi aziende. Ci sono moltissime irregolarità, abbiamo fatto numerose denunce. Siamo stati a visitare le camere mortuarie del San Filippo Neri e del Casilino e abbiamo chiamato entrambe le volte i carabinieri perché c’erano irregolarità. Considerando che è un business in mano alla criminalità organizzata, forse ci hanno voluto mandare un segnale per dirci di smetterla. Zingaretti ha continuato a fare quello che faceva prima la Polverini. La sanità è un grosso business, i pronti soccorsi sono sempre in emergenza, i dirigenti sono sempre quelli che fanno parte di un sistema poco trasparente. Basta fare una legge per cambiare tutta la sanità, ma manca la volontà politica per affrontare il cuore dei problemi. Tutti gli appalti vengono assegnati per affidamento diretto. C’è sempre un rapporto strano tra pubblico e privato e sempre a vantaggio del privato per depotenziare il pubblico. Credo che Zingaretti non stia affrontando questi problemi. Leggo i suoi comunicati stampa di inaugurazioni di ospedali, ma sono solo operazioni di facciata perché poi vedo che hanno dato solo una mano di pennello e i problemi sono rimasti gli stessi. Riguardo l’episodio dell’auto, mi è stata manifestata solidarietà da parte di tutti i partiti, anche da parte di Zingaretti. Grillo? Mi ha chiamato dicendomi di andare avanti. Quando abbiamo iniziato sapevamo che se ficchi il naso in un sistema in mano a partiti mafiosi le conseguenze sono queste”.


Gennaro Migliore, deputato del PD, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano” condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Parlamento in vacanza. “E’ una stupidaggine che siamo in vacanza per 10 giorni -ha affermato Migliore-. Io sono attivo in commissione da questa mattina. Solo per precisare, visto che sono state scritte sciocchezze”.
Elezioni Francia.L’affermazione di partiti politici che propongono la disgregazione dell’Europa la considero molto pericolosa -ha spiegato Migliore-. Quanto alla Francia, è una storia nata da molto tempo. LePen padre andò al ballottaggio con Chirac. Si tratta delle difficoltà del partito socialista francese a corrispondere alle aspettative quando si trova al governo. Penso che la democrazia viene prima di tutto, anche quando le scelte degli elettori sono preoccupanti, come l’investitura di Marine Le Pen. Non abbiamo questo problema nell’immediato, nonostante i movimenti populisti come Lega e 5 Stelle, perché il nostro governo si è attivato per dare risposte concrete alle esigenze del Paese. Il Pd italiano, proprio nel momento in cui aumentavano i voti delle forze populiste in Europa, è riuscito a doppiare i voti del M5S. Il messaggio della Le Pen era contro le elite. Il problema della sinistra in Europa è quella di non apparire difensore di privilegi e diritti acquisiti, bisogna dare una risposta nuova ad emergenze completamente diverse. Non bisogna perdere il legame con giovani generazioni che o non vanno a votare o votano forze populiste. Dobbiamo ritornare nelle periferie, per questo 500 milioni per il rammendo delle periferie significa fare un intervento che ha un carattere di ricucitura della società”.
Salvini.Salvini proverà a cavalcare la vittoria del Front National -ha detto Migliore-. Ma quelli che festeggiano la vittoria in trasferta, poi in casa perdono sempre”.


Rischiano di cadere in prescrizione i principali reati ascritti agli indagati nel processo sulla strage di Viareggio. L’incidente avvenne in seguito al deragliamento del treno merci 50325 Trecate-Gricignano. A causa della fuoriuscita di gas da una cisterna contenente GPL perforatasi nell’urto si è subito innescato un incendio di vastissime proporzioni che ha interessato la stazione di Viareggio, qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori della stessa, e le aree circostanti. Bilancio delle vittime: 33 morti e 25 feriti.
L’Avv. Maurizio Dalla Casa, legale delle Associazioni dei familiari delle vittime della vicenda, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Legge o giustizia”, condotta da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Alcuni reati sono già prescritti –ha spiegato l’Avv. Dalla Casa-. Si tratta dei reati apparentemente più marginali, ma che invece sono molto importanti perché consistono nella violazione di alcune norme del testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Chi ha sbagliato dal punto di vista della mancata manutenzione dei treni non pagherà. Queste violazioni saranno il mezzo con il quale altri reati più gravi sono stati commessi. Per quanto riguarda le lesioni personali gravi e gravissime, la prescrizione interverrà fra un anno. Per il reato di incendio colposo, la prescrizione andrà a maturare fra un anno. Per il disastro ferroviario colposo la prescrizione maturerà un po’ più in là, il 29 dicembre del 2021, ma bisogna tenere presente che è ancora in corso il processo di primo grado. Il primo grado potrebbe terminare entro dicembre 2016. Poi ci saranno esigenze di impugnazione e non è difficile immaginare che si possa arrivare alla prescrizione. L’unico reato che potrebbe rimanere in piedi è l’omicidio colposo plurimo, che andrà a scadere il 29 marzo 2028. Rispetto a 8-9 reati configurabili, abbiamo la certezza che solo un reato non andrà in prescrizione”.


Efe Bal è stata lo scorso 7 dicembre la prima transessuale ad assistere all’inaugurazione della stagione della Scala di Milano. Questa mattina è intervenuta su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, per parlare di quanto accaduto lunedì sera a Milano.
Efe Bal ha parlato della sua presenza alla prima della Scala: “Avevo già pensato di fare qualcosa di eclatante, essendo la prima transessuale ad assistere all’inaugurazione della stagione della Scala. Quando sono entrata alla Scala tutti mi hanno intervistato e mi hanno scattato diverse foto. Ho comprato un biglietto di prima fila pagandolo 2,200 euro. Sono stata eletta da molti come la più elegante della serata. In tanti hanno criticato l’abito della Santanchè, Valeria Marini invece aveva una lampada al posto della borsa. Io invece ero molto sobria. Un signore all’intervallo mi ha detto che ero meravigliosa e ha aggiunto che la prossima volta che verrà a Milano mi verrà a trovare. C’erano anche diversi miei clienti con le loro famiglie e le loro mogli. Le donne, purtroppo, più diventano ricche e più stanno male“.
Efe Bal al bar ha incontrato Daniela Santanchè nel suo abito verde:All’intervallo ho incontrato la signora Santanchè con quell’abito verde e le ho detto che ero felice del fatto che fosse diventata anche lei leghista. Ha reagito in modo orribile, mi ha risposto che non diventerà mai leghista. Lo ha fatto in modo cattivo, molto diretto, mi ha quasi spaventata“.
Arriva così, al termine dello spettacolo, la sua protesta: “Dal primo momento che ho comprato il biglietto ho avvertito tutti che sarei stata in prima fila. Dovevo fare comunque qualcosa, dovevo fare comunque la mia protesta. Quando è finito lo spettacolo, mentre calava il sipario, mi sono alzata e mi sono tuffata, per due metri e mezzo, tre metri, sul palco. Credo di aver colpito anche un signore che suona la tromba. Poi sono corsa verso il centro del palco, con le mani alzate, e ho aperto la maglietta che avevo preparato, con la scritta “Regolarizziamo la prostituzione per una Italia più ricca e più equa“.”
Efe Bal spiega il motivo della sua protesta: “Da tre anni sono in guerra con Equitalia. Ho un debito di quasi 800.000 euro con il Fisco. Non possono chiedermi questa cifra per un lavoro che non è riconosciuto dall’Italia, per un lavoro che non è riconosciuto dal Fisco. O regolarizzano questa professione e allora io pago le tasse o altrimenti ignorano questo lavoro e in questo caso non devono venire a chiedermi i soldi. Pagherò le tasse quando sarò riconosciuta dal fisco e dalle istituzioni, senza nascondere nulla. Voglio poter andare alla camera di commercio a dire quale lavoro faccio. L’Italia ha bisogno di soldi, ci sono 50.000 prostitute in Italia quindi io vorrei pagare le mie tasse e come me molte altre prostitute, ma vogliamo che questa professione venga riconosciuta“.


Elsa Fornero, già Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del Format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Elsa Maria Fornero ha commentato le parole del ministro Poletti in merito all’utilità del voto finale di laurea: “La laura con 110 e lode a 28 anni non serve, meglio un 97 a 21 anni? Noi abbiamo la tendenza a polemizzare troppo e le affermazioni tranchant corrono il rischio di alimentare polemiche di cui non c’è bisogno. Gli studenti, questo lo penso anche io, debbono di non preoccuparsi di prolungare oltremisura il proprio percorso universitario. Il mondo del lavoro è cambiato, forse oggi molte persone preferiscono avere un voto più basso ma entrare prima nel mondo del lavoro perché si rendono conto di quanto sia importante entrare nel mercato lavorativo. Come in ogni cosa, comunque, serve buon senso. Bisogna laurearsi abbastanza in fretta, bisogna anche che i professori che si rifiutano di seguire i ragazzi nelle tesi non siano solo stigmatizzati genericamente ma bisogna anche che nei loro confronti si prendano provvedimenti“.
Ancora in merito alle dichiarazioni del ministro Poletti, Elsa Fornero ha parlato dell’idea di superare l’ora lavorativa come strumento di contrattazione: “Da una parte l’affermazione è ovvia. Abbiamo tutti esempi di attività e di lavori dove non è l’ora di lavoro che conta. D’altra parte abbiamo anche la percezione che nel pubblico impiego le ore contino indipendentemente dal risultato che si lavora. Bisogna andare oltre ai luoghi comuni, accorgersi che il mercato del lavoro è cambiato e che l’ora non può essere più l’unico parametro di riferimento, anche se l’elemento orario in un contratto resta comunque un fattore determinante. E’ una questione di apertura mentale e di onestà intellettuale“.
Dura Elsa Maria Fornero nei confronti dei Sindacati: “I sindacati sembrano difendere gli indifendibili? Io ho sofferto molto il rapporto con il Sindacato, quando ero ministro non ho visto molta onestà intellettuale, molti attacchi mi sembravano davvero strumentali. E’ anche vero che molta acqua è passata sotto ai ponti e il sindacato oggi sembra molto più propenso a riflettere sui propri fallimenti“.
L’ex ministro del Lavoro, poi, ha commentato le dichiarazioni di Tito Boeri, numero 1 dell’Inps, in merito alle future pensioni dei giovani: “Qui, di nuovo, mi sembra che ci sia molto rischio nella piega che ha preso questa discussione. Rischio e anche un po’ di terrorismo psicologico e davvero non ce n’è bisogno. La vera discussione è sul lavoro. Non basta una legge per dare alle persone delle pensioni generose. Bisogna fare in modo che i giovani entrino presto nel mondo del lavoro con forme contrattuali il più dignitose possibile. Dobbiamo aiutare le persone a trovare lavoro e poi dire a chi non ce l’ha fatta che avrà comunque una pensione adeguata a carico della fiscalità generale. Sul tema pensioni c’è allarmismo ingiustificato. L’allarme deve essere sul lavoro non sulle pensioni che i lavoratori prenderanno tra quarant’anni. Fatico a immaginare un trentenne che pensa già alla pensione. La pensione non può essere la prima preoccupazione. La mia risposta a questo terrorismo psicologico è quella di ricordare che le pensioni non ci saranno soltanto se non ci sarà stato il lavoro“.
Un’ultima battuta proprio sul lavoro:Il lavoro è un diritto, ma il posto di lavoro non lo è. Bisogna creare le condizioni affinché le persone possano avere un lavoro adeguato. In questo senso il lavoro è un diritto. Ma il posto di lavoro non lo è. Dobbiamo disegnare una società, un mercato del lavoro, dove sia facile per i giovani entrare, dove sia relativamente facile per chi ha perso un lavoro ritrovarlo e dove se una donna vuole lavorare non deve sentirsi dire che toglie il lavoro a un uomo“.

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