domenica 19 Maggio 2024,

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Province: Lepri (Upi), con ddl governo sceglie non semplificare

scritto da Redazione
Province: Lepri (Upi), con ddl governo sceglie non semplificare

Il disegno di legge sulle Province è l’esempio più evidente di come questo Paese non abbia alcuna intenzione di procedere sulla strada della semplificazione amministrativa. Un testo che, per spostare funzioni da un ente all’altro senza che questo produca efficienza o economicità, prevede decine di decreti attuativi di ogni tipo, tra norme statali, accordi e leggi regionali, è quanto di meno semplificatorio si potesse immaginare. E a pagare questo caos saranno i cittadini“. Lo ha detto l’Assessore al bilancio della Provincia di Firenze, Tiziano Lepri, intervenuto per l’Upi all’ audizione presso la Commissione per la semplificazione della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla semplificazione legislativa e amministrativa che la Commissione sta svolgendo.
La semplificazione legislativa e amministrativa – ha detto Lepri – deve essere accompagnata da una semplificazione istituzionale. Ma né questo, né i passati Governi hanno mai preso seriamente in considerazione la necessità di emanare norme stringenti per cancellare tutti quegli enti, organismi e strutture, partoriti da un’ormai stratificata legislazione statale e regionale, che si sovrappongono alle istituzioni previste dalla Costituzione come elementi costitutivi della Repubblica: Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato. Su queste strutture – ha spiegato l’esponente dell’Upi – gli interventi di Governo e Parlamento sono sempre stati molto timidi, e nello stesso ddl sulle Province non sono presenti norme stringenti né termini perentori, solo indirizzi generici che produrranno l’ennesimo stallo. Per contro lo stesso disegno di legge, invece di ridurre e sistematizzare le funzioni amministrative intorno agli organi previsti dalla Costituzione, moltiplica i centri che dagli attuali 4 (Stato, Regioni, Province o Città metropolitane) diventano almeno 8, con l’aggiunta delle Unioni di comuni obbligatoria per comuni sotto i 5000 abitanti; Unioni di comuni montani obbligatoria per comuni sotto i 3000 abitanti; Comunità montane, previste ancora nella maggior parte delle Regioni“.

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