giovedì 16 agosto 2018,
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Mafie: inaugurata la teca con i resti dell’auto della scorta di Falcone

scritto da Redazione
Mafie: inaugurata la teca con i resti dell’auto della scorta di Falcone

 Si è svolta oggi alla Galleria Sordi a Roma la cerimonia di inaugurazione della Teca che custodisce i resti della Fiat Croma blindata su cui viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Nella settimana di esposizione della Teca, dal 24 al 31 gennaio, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, saranno tantissime le scuole che si recheranno alla Galleria Alberto Sordi per rendere omaggio agli agenti della scorta di Falcone.

A rimuovere la bandiera dell’Italia che copriva la teca sono stati oggi Tina e Giovanni Montinaro, vedova e figlio del caposcorta Antonio. Presenti, inoltre, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti  e il vice direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, il prefetto Luigi Savina. Invitati anche 400 studenti di diverse scuole superiori della regione.

Un’iniziativa importante per conservare intatta l’indignazione, la reazione che scaturì da tutte le forze democratiche del Paese dopo l’attentato. Quindi, non solo memoria, rispetto, ricordo di uomini straordinari, ma impegno e corresponsabilità nella lotta alle mafie, che non può essere delegata solo alla preziosa azione di Magistratura e Forze di Polizia.

Il racconto della storia di chi viaggiava su quell’auto: i ragazzi della “Quarto Savona 15” (nome in codice della scorta). È un orrore raccontato attraverso una serie di dettagli che fanno storia e che costituiscono memoria. Il senso più profondo dell’iniziativa è questo: scuotere la coscienza di ragazzi che quel giorno non erano ancora nati.

Grazie all’impegno della Polizia di Stato e di Tina, moglie di Antonio Montinaro, quel viaggio non s’interrompe, ma prosegue in un percorso in cui la memoria si rinnova continuamente. L’obiettivo è formare così un filo rosso che lega quella terribile strage mafiosa alla necessità di lottare insieme per la legalità.

“La Quarto Savona Quindici rappresenta un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: abbiamo sentito il dovere di organizzare la tappa romana di un viaggio che percorre le città dell’Italia per affermare che la memoria di uomini straordinari che hanno perso la vita per la democrazia e’ viva solo se tutti insieme riusciamo a trasformarla in impegno quotidiano contro tutte le mafie”.

“In occasione della cerimonia inaugurale dell’iniziativa promossa dalla Regione Lazio con l’esposizione della teca che custodisce i resti della Croma blindata su cui viaggiavano gli uomini della scorta del giudice Giovanni Falcone, desidero rinnovare il mio partecipe e commesso omaggio alle vittime di quel tragico e vile attentato – così il telegramma inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ricordare questi servitori dello Stato e, con essi, tutte le vittime della mafia – secondo Mattarella – significa continuare la loro battaglia a garanzia della legalità e della pacifica convivenza. L’evento di oggi costituisce un ulteriore contributo per mantenere viva la memoria e rinnovare con forza l’impegno collettivo nel percorso di contrasto ad ogni forma di violenza e di sopraffazione. Con questo spirito rivolgo a lei, Egregio presidente Zingaretti, a tutti i familiari delle vittime e a tutti gli intervenuti, la mia sentita vicinanza”.

“Un segnale bellissimo: portare nel cuore della Capitale una reliquia laica in un contesto come questo è un modo di dare un senso alla parola ‘servitori dello Stato’, che spesso viene abusata e un utilizzata un po’ retoricamente, e un modo di ricordare che la democrazia si fonda sul sacrificio di persone che hanno saputo avere il coraggio, quando altri non lo hanno avuto” –parole del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

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