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Internalizzazione dipendenti Cup della Regione Lazio. I conti non tornano: i dubbi sui tempi annunciati da Rocca e partner.

scritto da Redazione
Internalizzazione dipendenti Cup della Regione Lazio.  I conti non tornano: i dubbi sui tempi annunciati da Rocca e partner.

Ascoltando le dichiarazioni del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di queste ultime ore e dei diversi consiglieri regionali di maggioranza – tra cui gli eletti in provincia di Latina – sulla possibilità di internalizzare il personale Cup, sorge più di un dubbio riguardo ai tempi indicati per l’operazione.

Difficilmente, infatti, il processo di internalizzazione dei lavoratori potrà concludersi entro il termine annunciato – uno, massimo due anni – se si considera che l’operazione potrà partire solo alla scadenza naturale dei contratti attualmente in essere. Per la commessa di Latina, ciò significherebbe attendere non meno di 46 mesi, salvo l’esistenza di clausole di salvaguardia inserite dalla stazione appaltante – la Regione Lazio – nel contratto di affidamento, tali da consentire l’interruzione del rapporto senza penali. Clausole delle quali, al momento, non vi è notizia pubblica.

Resta dunque di difficile comprensione, dal punto di vista “matematico”, l’ottimismo mostrato dal presidente Rocca nell’annunciare un’accelerazione dei tempi, anche volendo prendere alla lettera le sue stesse dichiarazioni: l’internalizzazione, a suo dire, dovrebbe partire proprio alla scadenza naturale dei contratti sottoscritti con le ditte aggiudicatarie dell’appalto – un affidamento che vale complessivamente 784 milioni di euro su un arco di 48 mesi.

Fatti i conti, la tempistica annunciata – una soluzione nel giro di un paio d’anni – non sembra reggere né al calcolo aritmetico né, tantomeno, ai ritmi ordinari della burocrazia regionale e italiana in generale. Se l’interpretazione di queste dichiarazioni è corretta, i tempi promessi appaiono oggettivamente irrealizzabili. Resta comunque la possibilità che la politica, unita alla capacità del presidente della Regione, della sua maggioranza e dell’apparato amministrativo, riesca a compiere il miracolo: un’eventualità che, tuttavia, in oltre quarant’anni di attività giornalistica – tra carta stampata e radiotelevisione – seguendo l’operato delle varie amministrazioni regionali, di qualsiasi colore politico, non ci è mai capitato di vedere realizzarsi.

Servirebbe una road map che indichi con chiarezza il percorso che si intende intraprendere, perché a parole è impossibile comprendere dove si voglia andare a parare.(Everardo Longarini)

Per l‘assessore regionale Elena Palazzo.

Ieri, dopo la domanda «stringente» rivolta al presidente Rocca sulla questione dell’internalizzazione dei 1.900 lavoratori del CUP regionale, mentre si allontanava nel corteo presidenziale, l’assessore si è rivolta a chi scrive dicendo: «Le è piaciuto? Va tutto bene?», evidentemente compiaciuta per l’esaustiva risposta data dal presidente Rocca alla mia domanda, forse fuori programma.

Devo dirle, con tutta franchezza, signora Palazzo, che il tempo che il presidente si è dato per internalizzare i 1.900 lavoratori non può essere congruo e forse si è spinto contro ogni ragionevole processo burocratico (non politico) che si può prevedere per una vicenda complessa.

Noi abbiamo registrato un fatto e lo terremo a futura memoria.

Con l’augurio di buon lavoro in favore della comunità provinciale e regionale. (e.l.)

*Nella foto il presidente Rocca con l’assessore Palazzo.

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