lunedì 30 Novembre 2020,

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Giustizia: Città del Golfo plaude all’accordo raggiunto per la permanenza dell’Ufficio del Giudice di Pace di Gaeta

scritto da Redazione
Giustizia: Città del Golfo plaude all’accordo raggiunto per la permanenza dell’Ufficio del Giudice di Pace di Gaeta

“Il pianeta giustizia merita di essere rappresentato adeguatamente nel nostro comprensorio e, in attesa del “salvataggio” della sezione distaccata del Tribunale, l’accordo raggiunto per il Giudice di Pace rappresenta un momento positivo e ci auguriamo propedeutico”. Queste le parole dell’avv. Pasquale Di Gabriele, membro del network Città del Golfo, che prosegue:
“Questa vicenda si inserisce a pieno titolo ed assurge a ruolo esemplificativo del modus operandi che condividiamo e peroriamo: consorzio di fatto o di diritto tra i diversi Comuni del nostro golfo, capace in questa era di riduzione di devoluzioni dallo stato centrale e carenza di risorse di abbattere costi e garantire comunque prestazioni, convogliando tutti i 100.000 abitanti che si specchiano nel nostro mare.
Il decreto legge in esame ha previsto normativamente che i Comuni da soli o consorziandosi tra loro avrebbero potuto mantenere in vita l’ufficio del Giudice di Pace a proprie spese, con l’ausilio del Ministero della Giustizia in ordine alla formazione dei dipendenti e all’invio (e pagamento) dei magistrati.
Da apprezzare, pertanto, la sinergia messa in campo dai sindaci dei Comuni di Formia,  Gaeta, Itri e Ventotene, con la speranza che ad essi si aggiungono gli altri, atta a dimostrare come, viaggiando in un’unica direzione, i risultati si ottengano.
Oltretutto, questa risoluzione consente ai cittadini-utenti di conservare un giudice di prossimità che risponda alle esigenze base della giustizia. Impensabile – al punto tale da rappresentare una vera e propria ipotesi di denegata giustizia – far valere i propri diritti a centinaia di km di distanza, con esorbitante aumento di costi e tempi.
Basti pensare che di fronte alle quotidiane istanze di riscontro economico rispetto ad un torto subito, il cittadino avrebbe dovuto tra contributo unificato, marche da bollo e costi vivi per il raggiungimento dell’ufficio del Giudice di pace – laddove è bene sottolinearlo fino ad un determinato valore il cittadino può comparire in giudizio in proprio – spendere più della sorte capitale”.

Avv. Pasquale di Gabriele – Città del Golfo

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