martedì 20 agosto 2019,
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Gazzettino del Lazio delle ore 17 (2)

scritto da Redazione
Gazzettino del Lazio delle ore 17 (2)

AGRICOLTURA, ABBRUZZESE (FI): PSR 2014-2020 ULTERIORE VOLANO PER SVILUPPO SETTORE
I dati Istat hanno certificato che il Lazio è tra le regioni virtuose per quanto concerne la produzione di prodotti di qualità nel campo dell’agroalimentare. Il psr 2014-2020 rappresenta un ulteriore volano di sviluppo per il settore e per le aziende. Dando la possibilità alle nuove generazioni di insediarsi nel comparto agricolo grazie ai contributi in star up fino a 70.000 euro, agli investimenti per l’ammodernamento delle aziende, per la tecnologia e per la diffusione della banda ultra larga, in modo coscienzioso e tenendo in considerazione i progetti più innovativi, potremmo dare un’altra spinta propulsiva per la crescita dell’agricoltura e dell’agroalimentare che valgono, insieme, il 17% del nostro prodotto interno lordo“. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio – riferisce una nota – nella seduta odierna della Commissione Agricoltura per l’audizione dell’assessore Carlo Hausmann.


REGIONE. ZINGARETTI: DA MELILLI GIUSTO RICHIAMO, FARE TUTTI PIÙ. “MAGGIORANZA RISPETTI PIÙ TEMPI E PD SIA PARTECIPE”
Quello di Fabio Melilli è stato un giusto richiamo a non abbassare la guardia rispetto alle grandi sfide che abbiamo davanti“. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine di una conferenza di sanità, ha commentato il richiamo del segretario del Pd Lazio sui lavori del Consiglio regionale.
Forse dobbiamo tutti fare ancora di più. La Giunta deve aprirsi e saper ascoltare di più, in primo luogo la maggioranza – ha sottolineato Zingaretti – La maggioranza deve rispettare di più i tempi di una innovazione legislativa che tutti si aspettano da noi è che in questi 3 anni ha prodotto molto. Il partito forse potrebbe essere un po’ più orgoglioso e presente e partecipe di questo lavoro: forse qualche comunicato o iniziativa in più darebbero l’idea di una squadra in campo. Lavoriamoci. Divisi siamo tutti più deboli, uniti una forza immensa“.


TRIVELLE. BRUNETTA: 16 MLN DI VOTI CONTRO GOVERNO. RENZI HA POCO DA STARE SERENO
Per analizzare i dati sulla partecipazione al voto del referendum sulle trivelle, e cominciare a ragionare, in prospettiva, sulle implicazioni che questo risultato avrà in relazione al prossimo referendum costituzionale di ottobre (notoriamente senza quorum) è utile ricordate i dati dell’ultimo referendum confermativo, svoltosi nel 2006 sulla riforma della Costituzione del governo Berlusconi. In quell’occasione, 25 e 26 giugno 2006, parteciparono al voto poco più di 26 milioni di aventi diritto, il 52,46% del corpo elettorale. Vinse il ‘no’ con 15.783.269 voti (il 61,29%), mentre i ‘sì’ raccolsero 9.970.513 preferenze (il 38,71%). Al referendum sulle trivelle di ieri (abrogativo, con quorum), considerando anche una campagna mediatica senza precedenti del presidente del Consiglio Renzi che ha invitato all’astensione, la quasi totalità dei votanti molto probabilmente voterà ‘no’ al referendum confermativo di ottobre (Sel, Sinistra italiana, Movimento 5 stelle, minoranza Pd, tutto il centrodestra). I votanti di ieri sono per la stragrande maggioranza contro il premier e contro il governo Renzi.
Al referendum sulle trivelle hanno votato (risultato finale delle ore 23) 15.806.788, pari al 31,19%: praticamente lo stesso numero di elettori che nel 2006 disse ‘no’ alla riforma Berlusconi. Abbiamo uno zoccolo duro di quasi 16 milioni di cittadini, tutti potenziali voti contro Renzi al referendum costituzionale, quello della vita per il segretario-premier (per un risultato simile a quello del 2006, vale a dire un 60% di ‘no’ e un 40% di ‘si”). Si parte da qui, da questa partecipazione, da questa disobbedienza, per costruire la vittoria del ‘no’ ad ottobre. Renzi ha conseguito dunque una vittoria di Pirro, e ha davvero poco da stare sereno“. Lo dice  Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.


Alessandro Onorato (Lista Marchini) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it), in merito alle elezioni amministrative a Roma.
Renzi ha piazzato le elezioni il 5 giugno, a ridosso di un ponte festivo, per far votare meno persone possibile -ha affermato Onorato-. Così vanno a votare le truppe cammellate, quelli che votano a prescindere un determinato partito perché sono militanti da 300 anni, oppure le truppe clientelari, quelli a cui ha promesso posti, quelli ci guadagnano sulle cooperative, sui campi rom. Renzi punta a tenere basso il quorum e punta sul voto di opinione. A Roma esistono almeno 300-400mila voti di scambio. Qui altro che nuovi assunti, noi dobbiamo far lavorare bene, valorizzando chi merita. Noi, non solo non assumeremo nessuno riconducibile a noi, riorganizzeremo proprio la macchina amministrativa. Semplificheremo tutto, distruggeremo la burocrazia. Con noi chi prende la multa, non dovrà andare alla posta, faremo le notifiche online, regaleremo la Pec a ogni cittadino. Se annienti la burocrazia, eviti anche che si creino momenti di corruzione. C’è una corruzione così alta anche perché è tutto complicato e si cercano scorciatoie. A differenza dell’Unità che fa finti scoop sulla Raggi per denigrarla, noi non ci prestiamo a questo gioco. Noi ci proponiamo per cambiare le cose, il M5S si augura che le cose vadano male per guadagnare voti. Noi abbiamo competenza e proposte. I sondaggi da 10 giorni a questa parte sono in netto miglioramento, noi saliamo e gli altri scendono. La Raggi è scesa dal 27 al 24, noi siamo al 15. Appena arriverà la par condicio, noi saliremo clamorosamente nei sondaggi perché avremo le stesse apparizioni tv. Più persone libere votano, più possibilità ha Marchini di andare al ballottaggio. Dopodiché, se non vinciamo avremo la coscienza a posto perché ci abbiamo provato a cambiare Roma, torneremo a fare il lavoro che facciamo. Se l’affluenza è sopra al 60% Marchini va al ballottaggio e al ballottaggio vince contro chiunque. Quelli che vivono con le cooperative è chiaro che non voteranno Marchini. Noi neanche li vogliamo quei voti. Mi sembra di capire che la Raggi abbia un po’ di difficoltà. Il 21 aprile farà un incontro al cral di Acea, questo attivismo verso Acea, nemmeno la Dc dell’epoca. Evidentemente vuole cambiare il management per metterci i propri amici. Se lo avesse fatto qualunque altro partito, i grillini li avrebbero accusati di mettere le mani sull’azienda”.


Carla Ruocco, deputata del Movimento Cinque Stelle, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Per noi democrazia è partecipazione –ha affermato Ruocco a Radio Cusano Campus-. Bisogna sempre fare appelli al voto. E’ giusto che esercitino questo diritto. Chi non vuole farlo, non è giusto che influenzi chi lo esercita. Quindi, nel momento in cui c’è un quorum, l’astensione diventa un veto, significa vanificare il voto di chi si reca alle urne. I politici si spartiscono tutte le poltrone indipendentemente da quanti vanno a votare nei consigli regionali. A questo punto anche al referendum bisogna togliere il quorum. Il quorum così alto è un rischio. E’ ovvio che questo istituto è stato concepito in tempi diversi, è chiaro che deve essere rinnovato. Bisogna dare maggiore enfasi a questo indirizzo democratico. Beato lui che riesce a interpretare come vittoria politica, il fatto che 15 milioni di persone si sono espresse in maniera avversa rispetto alle sue indicazioni. Se fossi in lui mi porrei un interrogativo, non è un bel presagio per il governo. Anche perché questo referendum è stato boicottato a livello mediatico, i cittadini non sono stati adeguatamente informati”.

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