mercoledì 12 Maggio 2021,

Cronaca

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Formia. Sorriso sul Mare: la proprietà latita e i lavoratori perdono il posto

scritto da Redazione
Formia. Sorriso sul Mare: la proprietà latita e i lavoratori perdono il posto

“Quello che si sta verificando sulla vicenda della Sorriso sul Mare ha dell’inverosimile. Ci troviamo di fronte a una proprietà che dichiara di voler continuare l’attività della clinica, ma che di fatto ad oggi non ha dato nessun segnale che vada in quella direzione”. Lo dichiara in una nota l’assessore regionale Aldo Forte.
“Nessun segnale è arrivato – aggiunge Forte – né prima, quando la proprietà avrebbe dovuto adeguare la casa di cura alle disposizione del commissario ad acta del 2010 per riconvertirla in struttura terapeutico-riabilitativa. Né dopo, quando a causa dei mancati adeguamenti si è vista ritirare l’autorizzazione per i ricoveri dei pazienti. Un atto che gli uffici regionali hanno comunicato in tempo reale alla proprietà. Eppure da allora, dopo più di due settimane, nessuno della proprietà ha richiesto un incontro in Regione come, invece, procedure e buon senso avrebbero voluto”.
“Da parte della Regione – continua Forte – c’era e continua a esserci piena disponibilità al confronto. Io stesso, in prima persona, mi sono fatto da tramite per un incontro con i responsabili regionali della sanità. Ma, seppure dovrebbe essere prima di tutto interesse della proprietà avere un confronto in Regione per individuare le soluzioni alle questioni ancora aperte e mantenere così in vita la struttura, ad oggi siamo ancora in attesa di un loro segnale. Nessuno si è fatto avanti, a parte l’avvocato che, però, di fatto è solo un consulente della Sorriso sul Mare”.
“Quello della proprietà è ormai un assenteismo ingiustificato – conclude Forte – Se la strategia della Sorriso sul Mare è quella di percorrere a oltranza la strada dei ricorsi, pur essendo legittima, questa non eviterà i licenziamenti. La proprietà deve essere chiara su questo punto e sul futuro della clinica, non può continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie, così come su quella dei pazienti”.

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