sabato 17 novembre 2018,
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Cisterna in lutto per la fine terribile di Desirée. Il sindaco: “Orrore senza fine”

scritto da Redazione
Cisterna in lutto per la fine terribile di Desirée. Il sindaco: “Orrore senza fine”

“Era unica. Resterà sempre il nostro Angelo” Così i genitori di Desiderée che è stata drogata, violentata e uccisa per soffocamento o strangolata, in un palazzo occupato da tempo, nel quartiere San Lorenzo di Roma, vicino all’università e alla stazione Termini. Tre o quattro africani, ancora non è chiaro, sarebbero gli autori dell’orribile fine di una ragazza dal viso dolce, dai capelli lisci.

Un orrore senza fine, come ha affermato ieri sera il sindaco di Cisterna, Mauro Carturan.
Desirée, che abitava a Cisterna di Latina, con la mamma Barbara e la sorellina di quattro anni, vi era arrivata, insieme a un’amica giovedì sera. Non era la prima volta. Almeno secondo i racconti di alcuni testimoni che raccontano dell’abitudine della ragazzina di cercare un po’ di droga in cambio di sesso. Ma giovedì la situazione, già di per sé drammatica, ha avuto un epilogo ancora peggiore. Crudele e ineluttabile. L’autopsia eseguita dal dottor Dino Mario Tancredi rivela i segni compatibili con una violenza sessuale e l’uso di sostanze stupefacenti. Un mix a quanto pare e l’eventualità della droga dello stupro, potrà essere confermata solo dagli esami tossicologici che richiedono più tempo.
Una storia che richiama prepotentemente alla memoria quella di Pamela Mastropietro, violentata, drogata, uccisa e ridotta a pezzi un anno fa, a Macerata. Per quel delitto è in carcere il nigeriano Innocent Oseghale.

Ora il pool per i reati sessuali della procura di Roma – pm Stefano Pizza e aggiunto Maria Monteleone – coordinano le indagini della Squadra mobile della capitale guidata da Luigi Silipo. È un’inchiesta delicata, complessa. Sono già stati interrogate due ragazze, l’amica che venerdì era insieme a Desirée e la cugina di quest’ultima che abita a Roma e alcuni extracomunitari.
Uno di loro, originario del Senegal, ha raccontato il film dell’orrore di quella notte anche alla trasmissione «Storie italiane». «Io sono del Senegal. Io c’ero quella sera, dopo che è morta, c’ero», ha spiegato il testimone, che ha scelto di restare anonimo. «Sono arrivato lì tra mezzanotte o mezzanotte e mezza – ha aggiunto sono entrato e c’era una ragazza che urlava. Ho guardato quella che urlava e c’era un’altra ragazza a letto: le avevano messo una coperta fino alla testa, ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava ma sembrava già morta, perché l’altra ragazza urlava e diceva che era morta».
Quella notte, in quell’edificio in cui «c’erano africani e arabi: un po’ di gente – prosegue la fonte – sette persone o sei», accanto a Desirée c’era quindi anche l’amica che, stando alla testimonianza del senegalese, «era italiana: penso pure fosse romana, parlava romano». Questa seconda ragazza, secondo il testimone, «urlava che l’hanno violentata, poi lei ha anche preso qualche droga perché lì si vende la droga. È stata drogata perché aveva sedici anni. Da quello che diceva lei sono stati tre sicuramente o quattro».
Il pool fasce deboli della procura è stato allertato solo ieri mattina, dopo l’esito dell’autopsia e ora è caccia al branco. A casa di Desirée, a Cisterna di Latina, il dolore e la disperazione sono laceranti. «Vogliamo giustizia, ma lasciateci in pace – dice al telefono il nonno, Ottavio Mariottini – mia figlia è distrutta. E mia nipote non doveva finire così. Ma non vogliamo aggiungere altro». La studentessa liceale aveva rassicurato la madre, impiegata alla Regione Lazio, che avrebbe dormito fuori a casa dell’amica. Invece è venuta fino a Roma. Ignara del destino crudele che l’attendeva è andata dritta in quella casa maledetta, che da tempo sarebbe dovuta essere sgomberata e invece era ancora lì, con tutte le sue contraddizioni e i suoi problemi. (Fonte La Stampa)

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