sabato 13 Aprile 2024,

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Atti aziendali, Asl di Latina alle prese con il “ringiovanimento” della popolazione

scritto da Redazione
Atti aziendali, Asl di Latina alle prese con il “ringiovanimento” della popolazione

Con un’età media di 42,7 anni e l’indice di vecchiaia più basso del Lazio, la Asl di Latina si appresta a ridefinire i propri servizi tenendo conto di un insolito “ringiovanimento” della propria popolazione di riferimento, dovuto anche all’alto numero di immigrati e di lavoratori stagionali, per un totale di circa 600mila residenti stimati su tutto il territorio provinciale. Una sfida lanciata attraverso il nuovo Atto aziendale illustrato dal direttore generale Michele Caporossi alla commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Rodolfo Lena (Pd). A riferire alla Pisana, insieme a Caporossi, il direttore sanitario Alfredo Cordoni e quello amministrativo Vania Rado. Si parte da questi dati socio-anagrafici, dunque, per intercettare la nuova domanda di servizi, prevalentemente centrati sul percorso della gravidanza, sull’area pediatrica e sulle richieste di interventi di pronto soccorso. Bisogni che si saldano alle criticità tipiche dell’invecchiamento, che contraddistingue la popolazione “storica” di Latina e provincia (specie sulle isole) e che riguardano l’aumento di patologie croniche e pluripatologie cardiache, neoplastiche, cerebrovascolari, respiratorie e metaboliche. Nei cinque distretti che compongono la Asl sono previsti 21 poliambulatori, 13 consultori, 14 Servizi Tsrmee (Tutela della Salute Mentale e della Riabilitazione in Età Evolutiva), 9 Centri di Salute mentale, 4 Centri diurni, 4 Comunità terapeutiche e 5 Sert. Tra le strutture territoriali complesse tracciate dal nuovo Atto aziendale le Case della Salute di Cori-Cisterna-Aprilia, di Sezze-Priverno-Monti Lepini, di Gaeta-Minturno, alle quali si aggiungono i modelli innovativi di integrazione sociosanitaria per Pontinia/Sabaudia. Gli ospedali attivi sul territorio sono quelli di Latina (Dea II livello), Formia (Dea I livello), Terracina e Fondi (con Pronto soccorso) “ripensati come un’unica rete, con una marcata riorganizzazione dei dipartimenti, ridotti del 60 per cento“, ha precisato il direttore generale.
Per tutti e quattro i presìdi, nelle previsioni per il 2015-2016, sono contemplati aumenti di posti letto: a Latina i posti ordinari passeranno da 408 a 487; a Fondi e Terracina diventeranno 37 i posti letto in regime di day hospital (+6); a Formia i posti ordinari saliranno da 704 a 777. Ma è sulla riorganizzazione dei sistemi di cura territoriali che il management della Asl di Latina punta per un radicale cambiamento del sistema di erogazione dei servizi sociosanitari. “Abbiamo previsto tre livelli di intensità di cure – ha spiegato Caporossi -: uno di base per patologie gestibili in ambulatorio o a domicilio dal medico di medicina generale; uno intermedio caratterizzato dal supporto continuativo e coordinato in cui la componente diagnostico/terapeutica è prevalente e gestite secondo il Chronic Care Model; un livello in cui alla complessità del quadro clinico si associa la necessità di assistenza specialistica, infermieristico-riabilitativa ed anche sociale, da assicurare in regime di residenzialità o semiresidenzialità“. Per Caporossi restano tuttavia delle forti criticità: alto livello di precariato, alta età media dei degli operatori, eccessivi vincoli nella gestione delle risorse umane. Nel corso del dibattito che è seguito, l’Atto aziendale è stato bocciato dal consigliere Giuseppe Simeone (Pdl-FI) in quanto “è privo della definizione puntuale della pianta organica, presenta un bilancio falsato, non ha coinvolto adeguatamente il collegio di direzione e dei sanitari, non è in linea con il piano strategico che è diventato una sorta di libro di sogni irrealizzabili“. Fabrizio Santori (Gruppo Misto), condividendo in pieno la relazione del collega Simeone, ha posto, tra l’altro, alcune problematiche relative al rilascio e alla sostituzione di ausili per i portatori di handicap. Per Davide Barillari (M5S) “manca una precisa definizione delle scadenze temporali entro le quali saranno applicate le misure illustrate“. La consigliera Gaia Pernarella (M5S) ha annunciato “un attento lavoro di verifica degli obiettivi“. Funzioni di controllo ribadite pure da Fabio De Lillo (Ncd) “con sedute di Commissione da convocare presso le strutture sanitarie“. Per le opposizioni, critico anche Antonello Aurigemma (Pdl-FI), che ha sottolineato la mancanza di Unità operative complesse (Uoc) nei presidi di Fondi e Terracina “come se fosse un primo segnale dello smantellamento futuro di quelle strutture“. Contestate inoltre le modalità di passaggio dell’Atto aziendale in Conferenza dei sindaci. Ha preso parte ai lavori anche la dirigente regionale Cristina Matranga, rappresentante della commissione tecnica che ha esaminato la conformità degli Atti rispetto alle linee guide emanate con decreto dal commissario ad acta Nicola Zingaretti. Affidata a lei, parte delle repliche alle domande poste dai commissari. Matranga ha inoltre annunciato che le aziende ospedaliero-universitarie non saranno soggette all’illustrazione del proprio nuovo Atto aziendale prima della stipula dei relativi protocolli d’intesa. “Un passaggio che prevediamo avvenga in tempi molto brevi“, ha aggiunto.

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