mercoledì 19 giugno 2019,
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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

VINITALY. HAUSMANN: LAZIO ATTRAE NUOVI MERCATI, ROMA SIA UNICITÀ
È andata molto bene. Per i nostri produttori c’è stato un notevole incremento delle trattative e di apertura di nuovi mercati consolidamento dei mercati tradizionali“. A dirlo è l’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Carlo Hausmann, che a due settimane dalla chiusura del Vinitaly fa un bilancio di questa edizione 2016, a cui il Lazio ha partecipato con 58 produttori.
Da un punto di vista tecnico – spiega intervistato dall’agenzia Dire – il Lazio è una regione molto concentrata sui vini bianchi e un operatore si aspetta di lavorare soprattutto su questa tipologia. In realtà, i nostri rossi hanno fatto una bellissima performance e anche i comparti speciali, come gli spumanti e i passiti, anche se sono ancora una piccola nicchia, sono andati molto bene e ritenuti di grande interesse soprattutto per i nuovi mercati. I bianchi hanno comunque mantenuto una loro attualità, ma con una richiesta di qualità molto più alta rispetto al passato“. Secondo l’assessore “si sta aprendo un mercato che preme di più sul prezzo, ma che richiede una crescita importante da parte delle aziende. Questo è lo sforzo più grande, insieme alla necessità di costruire un’immagine vera e autentica, ma più accattivante, dei nostri vini e dei territori che ci sono dietro, creando una unicità che per il Lazio è la regione di Roma. Abbiamo fatto dunque quattro giorni di animazione importanti sia per i testimoni intervenuti che per gli appuntamenti tecnici, come le degustazioni professionali“. Poi, “è stata molto importante anche la presenza in città: oltre a quello che si è svolto nel Padiglione di 1.600 metri quadri della Regione gestito dalla nostra agenzia regionale – ricorda Hausmann- c’è stata anche una presenza, piccola ma significativa, a ‘Vinitaly in the city’, dove i nostri prodotti sono letteralmente stati spazzati via dal pubblico che ha mostrato un ottimo interesse per le nostre specialità“.
Altra novità “non marginale” per l’assessore, “ogni giorno della fiera abbiamo messo a disposizione dei produttori laziali un set di prodotti alimentari per accompagnare i loro vini durante le degustazioni: pani speciali, biscotteria, salumi e formaggi. Con la speranza – conclude Hausmann- che questa integrazione tra vino e resto delle specialità possa continuare a svilupparsi in modo armonico e non occasionale“.


Lazio: Valeriani (Pd), Aula è sovrana e ha fatto grandi cose
Io sono orgoglioso che lei abbia tanti impegni istituzionali. Noi abbiamo tanti argomenti e motivi per rappresentare la grande esperienza di governo, neanche paragonabile a quello che abbiamo trovato tre anni fa. Insieme quest’Aula si è fatta carico di cose importanti“. Così in Aula il capogruppo Pd in Consiglio regionale del Lazio Massimiliano Valeriani, alla presenza del governatore Nicola Zingaretti.
Io la volta scorsa – ha detto ancora – ho aggiunto anche che se invece gli impegni istituzionali non sono così rilevanti può essere utile per tutti, a partire da Zingaretti, garantire maggiore presenza e assiduità in Aula. Questo anche per rivendicare il lavoro che abbiamo fatto tutti. Siamo rimasti l’unica istituzione democraticamente eletta, non è utile segare l’albero su cui siamo seduti – ha proseguito il capogruppo Pd – Questo Consiglio ha fatto cose enormi. Oggi, con più opposizioni al suo interno, vive una dialettica più complicata e nonostante questo abbiamo fatto ottime cose. C’è una centralità dell’Aula, l’Aula è sovrana e va rispettata sempre, e non c’è una eterodirezione di questa maggioranza. Ogni volta che c’è stato un problema – ha concluso Valeriani – io e i miei colleghi abbiamo avuto la forza di dirlo”.


COMUNALI, MARCHINI: NESSUNA TRATTATIVA IN CORSO CON BERLUSCONI
È una telenovela, non ci sono accordi con nessuno. È successo solo che Bertolaso, generosamente, ha avuto il coraggio di dire che lui sarebbe disposto a fare un passo indietro in mio favore: questo è un dato che denota la consapevolezza di chi si mette a fare politica venendo dalla società civile e che non bada a cose come il voto organizzato. Io ringrazio Bertolaso ma non c’è nessuna trattativa in corso“. Lo ha detto Alfio Marchini, candidato a sindaco di Roma, intervistato nel corso della trasmissione ‘Attenti a quei duè su Radio24, commentando i titoli di alcuni giornali che stamattina alludevano a una trattativa in corso tra Berlusconi e Marchini.
Alla domanda in cui gli si chiedeva se lui avesse accettato la convergenza di Bertolaso nella sua lista, qualora Berlusconi lo convincesse, Marchini ha poi risposto: “Non mi sembra che uno come Bertolaso abbia bisogno di essere convinto, uno che va in televisione a dire ‘appoggerei Marchinì mi sembra che lui sia più che convinto. Ma io ho difficoltà a parlare di queste cose perché non fanno altro a portare acqua al mulino di coloro che non fanno proposte concrete. Lei si ricorda una proposta di Giachetti, della Meloni o della Raggi? No. I romani devono decidere chi è più credibile per togliere le buche“.


NEWS SANITÀ. Lorenzin-Cantone firmano protocollo anticorruzione
Task force ispettori ministero, Anac e Agenas per controlli
Un registro del personale ispettivo, organizzato presso l’Anac, per monitorare il grado di attuazione delle misure di trasparenza, integrità e prevenzione della corruzione da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale; un gruppo di lavoro paritetico, denominato ‘NuOC’ (Nucleo operativo di coordinamento), composto da tre rappresentanti del ministero della Salute, tre di Anac e tre di Agenas, per realizzare un programma di verifica speciale nel settore sanitario e per l’individuazione di soggetti da sottoporre a ispezione; una modulistica standard, resa disponibile sul sito istituzionale dell’Agenas, per favorire l’implementazione di un flusso di informazioni su cui poter orientare le attività di controllo. Sono alcuni dei punti contenuti nel protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi a Roma dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, per istituire una task force deputata ai controlli presso le aziende sanitarie sulla corretta applicazione del Piano nazionale Anticorruzione-sezione sanità, di recente approvato.
Questo passo – ha detto Lorenzin- è estremamente importante e significativo perchè diamo attuazione alla parte non solo programmatica e di indirizzo, ma anche a quella di monitoraggio e controllo. Spesso il rischio che arriva dalle norme centrali, infatti, è che queste non abbiano poi ricaduta puntuale nei territori. L’idea di questa task force mista, composta dagli ispettori di Anac, ministero della Salute, Agenas e dai carabinieri dei Nas, è proprio quella di andare a verificare che puntualmente ci sia un’attuazione del protocollo anti-corruzione. Per noi questa non è una fase repressiva, ma una fase di prevenzione“. Secondo il ministro, c’è quindi bisogno di cambiare l’approccio culturale perché “in alcuni casi – ha proseguito- dove si verificano delle inefficienze che arrivano fino alla corruzione, non c’è neanche consapevolezza del fatto che non si stanno rispettando regole o che si hanno comportamenti lesivi. Vogliamo lavorare molto sulla repressione, facendo ‘vivere’ questo Piano tra gli operatori e sensibilizzando i cittadini in modo che queste diventino buone pratiche da mettere in campo normalmente. Per fare questo, ci deve essere una presa di responsabilità di tutti gli operatori in campo e bisogna fare in modo che queste norme vengano recepite in ogni struttura. Per questo ringrazio veramente il presidente dell’Anac Cantone per il suo contributo, arrivato in una fase molto importante della realizzazione del Patto della salute, perchè si inserisce in una fase di riorganizzazione delle strutture, di certificazione dei servizi, di monitoraggio della qualità e di attuazione delle norme. Dagli appalti alle liste d’attesa, quindi, speriamo di riuscire a dare un’uniformità e un’omogeneità dei livelli di controllo in modo che ci sia sempre di più l’assicurazione di servizi erogati nel modo giusto e la partecipazione da parte degli operatori alla formazione di questo processo culturale“.
Ha aggiunto Cantone: “Il protocollo di oggi rappresenta un completamento fondamentale di un percorso già iniziato – ha detto- perché passiamo dalle chiacchiere ai fatti con controlli concreti, che attueremo con soggetti che hanno una competenza specifica nella sanità. Tali soggetti sono i nostri ispettori, messi in campo dal ministero e da Agenas, che ci consentiranno di vedere come quelle misure pensate per la prevenzione nella corruzione siano state coniugate nella pratica. Credo che questo sia un passaggio veramente centrale, con il quale ci giochiamo un po’ di nostra credibilità: questo piano della prevenzione alla corruzione è fatto bene – ha sottolineato il presidente di Anac – mentre i precedenti erano ‘carte’ piuttosto generiche. In questo nuovo piano ci sono invece i rischi e le misure, poi certo, non siamo in grado di dire se dall’oggi al domani potrà funzionare, perché gli effetti si vedranno nel lungo periodo, ma di certo potremo capire andando a verificare nei luoghi come avverranno. In che modo? Individuando anche in base ai dati forniti dal ministero dove andare ad effettuare i controlli, con una logica che non deve essere causale ma si scelta intelligente“.
Cantone ha poi raccontato di essere stato contattato all’inizio della sua presidenza all’Anac dal direttore di Agenas, Francesco Bevere, per “provare a lavorare sulla salute mettendo in campo dei tavoli. Ma ammetto che rimasi perplesso – ha aggiunto- perché l’idea dei tavoli la consideravo molto ‘romanà e molto ‘ministeriale’ e non mi piaceva neanche un po’. Per me l’idea dei tavoli, insomma, significava perdere tempo. In questo caso, invece, ha dato dei frutti: Agenas ha infatti messo in campo una serie di attività vere, avendo come supporto il ministro Lorenzin, che voglio davvero ringraziare. Per noi il Piano di prevenzione alla corruzione in sanità  rappresenta un vero e proprio progetto pilota fondamentale, perché è realizzato con chi conosce il settore e con chi vuole mettere in evidenza le criticità. Alcuni dati lanciati sulla corruzione in questo settore sono assolutamente senza fondamento e finchè lasciamo spazio a chi i dati se li inventa, vuol dire forse che noi non siamo in grado di elaborarli. Allora – ha concluso- ora proviamo noi a fare questa valutazione“.


REGIONE, CANGEMI: ZINGARETTI RIDICOLIZZA CONSIGLIO, CAOS È TUTTO IN MAGGIORANZA
Richiamato all’ordine dai vertici regionali del Pd, Zingaretti si è degnato di mettere piede in Consiglio regionale. Sappia, però, che non ha titolo per parlare all’opposizione alla quale dovrebbe dire grazie per aver permesso alla sua sgangherata maggioranza di approvare leggi importanti e, spesso, di mantenere il numero legale che dovrebbe essere un dovere della stessa maggioranza. Zingaretti, assenteista per eccellenza, si rivolga ai suoi consiglieri quando si permette, come ha fatto, di ridicolizzare il Consiglio regionale chiedendo di essere più presenti e più produttivi. Non certamente a noi. E non venga a raccontarci, come leggiamo su manifesti affissi in città, di assunzioni in sanità e più lavoro: l’unica assunzione che abbiamo visto è quella, lautamente stipendiata, del coordinatore della inutile cabina di regia per la sanità e i posti di lavoro creati sono quelli per i disoccupati della politica, grazie al più grande inventore del poltronificio che la Regione Lazio abbia mai conosciuto“. È quanto dichiara in una nota il consigliere regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi.


SANITÀ, ABBRUZZESE (FI): SISTEMA ALLO SBANDO
La sanità non funziona ed è allo sbando, le liste di attesa superano i 365 in ogni ospedale e la spesa farmaceutica è alle stelle, nonostante il presidente Zingaretti affermi il contrario. In base ai dati Prevale il Lazio è terzultima dopo Campania e Calabria e quindi tra le Regioni più indebitate per quanto concerne la mobilità passiva. Per il secondo anno consecutivo siamo la terza maglia nera per il pendolarismo sanitario“. Lo ha dichiarato in una nota Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della commissione straordinaria Riforme istituzionale nella question time che si sta svolgendo in consiglio regionale.
I debiti con il resto della nostra nazionale per il rimborso delle prestazioni sanitarie erogate ai residenti laziali in cerca di un posto letto, di una visita specialistica o di un esame diagnostico sono pari a 198 milioni e 261 mila euro (saldo tra crediti e debiti). In assoluto i debiti ammontano ad un totale di 490 milioni 111 mila euro. Il Lazio la sanità viaggi a due velocità,  un po’ meglio nelle città ed in modo disastroso nelle province. Cosa che sia il sottoscritto che tutti gli esponenti di opposizione abbiamo fatto notare al presidente Zingaretti, che, tra l’altro ha sempre fatto orecchie da mercante a tutti gli appelli riguarda a delle sue eventuali e doverose visite negli ospedali periferici. Nosocomi dove non si riescono a garantire i livelli essenziali di assistenza, e la provincia di Frosinone ne è proprio l’esempio lampante. Gradirei che Zingaretti per una volta smetta di immaginare e di evidenziare solo quello che gli conviene. La sanità nel Lazio non esiste quasi più e la migrazione degli utenti verso altri territori ne è la viva testimonianza“, ha concluso Abbruzzese.


SANITÀ, ABRUZZESE (FI): “REGIONE CHIARISCA SU LAVORATORI MA.CA”
Sarebbe opportuno sapere quali sono le intenzioni della Regione Lazio in ordine alla delicata ed urgente vicenda dei lavoratori della Ma.Ca. Ma.Ca è la società che si occupa del servizio di pulizia, sanificazione, consegna e trasporto materiale per il Sant’Eugenio, il Cto di Ostia e l’ospedale Grassi. La locale asl le contesta la restituzione delle somme che avrebbe elargito in eccesso in passato, pretendendo di averle indietro, mentre la Regione Lazio si è limitata ad esperire, burocraticamente, il tentativo di conciliazione.  Il procedimento è stato dichiarato chiuso lo scorso 8 aprile con il verbale di mancato accordo. Dopo la conclusione del tentativo di conciliazione con il mancato accordo, la società ha provveduto ad inviare ai lavoratori delle lettere, con le quali si intima la restituzione di 11.800 euro cadauno degli stipendi pregressi, per far pagare alle lavoratrici ed ai lavoratori, il rischio d’impresa e le somme da restituire alla asl“. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali, nel suo intervento nella question time che si sta svolgendo in consiglio regionale.
Per 75 dei 240 dipendenti, la Ma.Ca. ha avviato anche una procedura di licenziamento collettivo, per essere ‘strutturalmente in esubero rispetto alle esigenze relative all’appaltò è scritto nella lettera. I lavoratori – continua Abruzzese – hanno ricevuto il 50% dello stipendio di febbraio e niente a marzo, ciò nonostante essi continuano ad assicurare la pulizia dei locali e il trasporto dei pazienti. La presenza di questo personale nei pronto soccorso, camera operatoria, dialisi, è assolutamente fondamentale, senza di loro il Grassi si vedrebbe impossibilitato ad erogare qualsiasi tipo di assistenza“. “Inoltre – conclude il consigliere regionale di Forza Italia la Asl Roma 2 sta procedendo alla revoca dell’appalto alla Ma.Ca., ma se non si interviene tempestivamente e non si concorda con il soggetto subentrante la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, ogni tentativo di tutela dei livelli occupazionali potrebbe essere del tutto inutile“.


Irene Pivetti, ex presidente della Camera, capolista di Noi con Salvini a Roma, è stata ospite questa mattina di Radio Cusano Campus, l’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Diverse le tematiche affrontate da Irene Pivetti, che al centro del suo agire politico vuole mettere la riqualificazione del Tevere: Il punto fermo del nostro operato deve essere il rilancio del ruolo che Roma può avere. Deve essere rilanciata a partire dal livello della qualità della vita dei suoi residenti. Per quanto mi riguarda la sfida è entusiasmante. Non sarà una passeggiata, questo impegno va preso molto seriamente. I punti cardine del nostro programma per Roma? L’uscita dal degrado, su questo siamo d’accordo tutti. Roma deve tornare ad essere sedi delle grandi multinazionali. Se potessi scegliere da dove iniziare, comincerei dal Tevere. Lo devo dire da romana acquisita, questo fiume è l’arteria e la spina dorsale inespresso di questa città. Il Tevere deve essere per Roma ciò che è la Senna per Parigi, vorrei tanto rivederlo brillare. Va pulito dentro e fuori, bisogna pulire gli argini, va dragato. Se dovessi fare una grande opera, quella farei, ovviamente rilanciando tutte le attività sportive che già adesso lo popolano. La navigabilità del Tevere sarebbe importantissima.Se fosse navigabile per un trasporto di tipo turistico, di trasporto privato ragionato, e anche per un piccolo trasporto merci, sarebbe una grande cosa“.
Su Bertolaso e Berlusconi: “A Roma è in atto anche una sfida generazionale. All’inizio nessuno mi levava dalla testa che ci fosse una sorta di patto del Nazareno 2.0. L’effetto comunque è quello. Il tema generazionale è importante e oggettivo. C’è una leadership giovane che sta cambiando il modo di intendere sé stessa“.
Su Virginia Raggi: “Non pervenuta. Non pervenuta. Per me è molto pervenuto il Movimento Cinque Stelle, stando al valore cui i sondaggi lo accreditano, la candidata io non l’ho colta, a parte alcuni scossoni e contraccolpi economici causati. Non la trovo un mostro di preparazione e non la trovo nemmeno convincente dal punto di vista della capacità politica. Vorrei dire a tutti gli aderenti del Movimento Cinque Stelle che abbiamo davvero bisogno di risorse positive, di gente che vuole fare un mondo migliore, ma per farlo bisogna anche avere un progetto“.
Irene Pivetti è nata a Milano ma vive a Roma ormai da molti anni: “Se Roma ha bisogno di qualche milanese? Penso umilmente di sì, non solo milanesi ma di chi viene dall’esterno. Roma è talmente eccezionale che se ci sei nato dentro rischi di non accorgertene“.
Sui guai giudiziari di alcuni esponenti del Partito Democratico: “Qui il più pulito ha la rogna. E’ una bruttissima storia, estremamente grave. Mi spiace anche notare che alcuni giornali importanti la mettano nel taglio basso della prima pagina e poi la trattino a pagina 8. A Silvio Berlusconi si mandavano gli avvisi di garanzia durante il G8 per far vedere al mondo quanto fosse macchiato, mentre qui si minimizza. Questa è una questione gravissima e la questione morale nel PD sbuca fuori da tutte le parti“.


Daniela Santanché, deputata di Forza Italia, è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Daniela Santanché ha confermato che all’interno di Forza Italia ci sono alcuni dissapori legati alla scelta di Berlusconi di continuare ad appoggiare la candidatura di Bertolaso: In Forza Italia non c’è nessuna fuga. Che all’interno del nostro movimento politico aveva visioni diverse e avrebbe voluto un’alleanza con Meloni o con Marchini è un fatto, ma la leadership di Berlusconi non è assolutamente mai stata in discussione“.
Daniela Santanché, però, se votasse a Roma non darebbe a Bertolaso il proprio sostegno: “Io sono di Forza Italia, non è quella che ha fatto Berlusconi non è la scelta che avrei voluto, avrei preferito mantenere le nostre alleanze, con la Lega e Fratelli d’Italia. Eravamo con Bossi quando era secessionista, Salvini è diventato nazionalista e la Lega è cresciuta molto. Mi sarebbe piaciuto rimanere lì. Fossi a Roma voterei sicuramente Meloni“.


DI PIETRO A RADIO CUSANO CAMPUS: “DAVIGO HA RAGIONE, HA RISPOSTO A UNA PROVOCAZIONE DI RENZI. HA LE MANI INGUAIATE CON I SUOI COLLABORATORI”
L’ex magistrato Antonio Di Pietro è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Antonio Di Pietro ha commentato le parole di Davigo: “Quando guardi una fotografia che fai? Ti ci riconosci o no? Quella è la fotografia della situazione politica oggi come oggi. Davigo ha risposto a una provocazione del premier. Se uno ti da uno schiaffo e tu gli dici “ao”, la colpa è tua o di quello che ti ha dato lo schiaffo? Renzi il giorno prima ha detto che da 25 anni i magistrati danno vita a una incredibile barbarie giustizialista. Ma quale barbarie, i magistrati fanno il proprio dovere! I politici che rubano almeno si vergognavano prima, ora invece ti sfottono, ti accusano, dicono che non si devono fare le indagini e che bisogna cambiare la legge“.
Di Pietro sul tema è un fiume in piena: Davigo ha fatto una fotografia della situazione che è realmente viva oggi. Renzi ha le mani inguaiate con tanti suoi collaboratori. Ci sono tante inchieste in corso che dimostrano che in effetti pulizia non ancora si fa. E sono 400 giorni che in Parlamento si discute della questione della prescrizione. Centinaia di migliaia di processi all’anno vanno in prescrizione.  Non si fa in tempo a scoprire il reato che già va in prescrizione. Solo nel nostro paese la prescrizione inizia a decorrere da quando scatta il reato e non da quando si scopre che il reato è stato commesso. Nel 1992 abbiamo scoperto un tumore sociale, che è la corruzione ambientale. Nonostante abbiamo scoperto un tumore sociale ancora oggi accusano noi, i medici, invece di prendersela con la malattia“.


Agricoltura, Fitto: interrogazione urgente a Commissione europea e MiPAAF su Rete del lavoro agricolo di qualità
Roma, 27 APR – “Tonnellate di ciliegie ed altri prodotti agricoli italiani rischiano di restare invenduti, perché le più importanti catene della grande distribuzione organizzata hanno comunicato che non ritireranno prodotti ortofrutticoli italiani se non provenienti da aziende aderenti alla Rete del lavoro agricolo di qualità“. Così Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti. “E cos’è questa Rete? Una nuova pratica burocratica introdotta dal Governo Renzi, la cui applicazione però, mediante l’iscrizione ad un apposito portale, si è rilevata ancora impossibile e lenta a causa di regole incomprensibili e farraginose. Non possiamo né accettare, né consentire questo ennesimo colpo all’agricoltura italiana, che metterebbe in ginocchio migliaia di aziende e di lavoratori, con il rischio di favorire ancora una volta l’importazione di prodotti stranieri per i quali non è richiesta alcuna iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità. Stamattina presenteremo una interrogazione urgente sia alla Commissione Europea sia al Ministro delle politiche agricole, per bloccare questa assurdità, per la quale la Gdo non ritira i prodotti italiani ma può ritirare quelli stranieri! Non è possibile proseguire con criteri e politiche che penalizzano l’agricoltura italiana e invece aprono le porte ad una concorrenza estera sleale e senza controlli”. non ritira i prodotti italiani ma può ritirare quelli stranieri! Non e’ possibile proseguire con criteri e politiche che penalizzano l’agricoltura italiana e invece aprono le porte ad una concorrenza estera sleale e senza controlli“.

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