lunedì 16 Febbraio 2026,

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Welfare, Pld: “Prima di giudicare l’Azienda Speciale Terracina, il Comune definisca l’area del bisogno”

scritto da Redazione
Welfare, Pld: “Prima di giudicare l’Azienda Speciale Terracina, il Comune definisca l’area del bisogno”

Il Partito Liberaldemocratico solleva la questione di fondo: “La politica continua a non interrogarsi sull’idoneità dello strumento rispetto ai bisogni reali della città”

Le criticità interne all’Azienda Speciale sono legittime e doverose, ma rischiano di lasciare in ombra la questione fondamentale: lo strumento è adeguato a rispondere ai bisogni effettivi del territorio? È quanto sostiene il Partito Liberaldemocratico di Terracina, che punta il dito contro anni di gestione priva di una reale programmazione politica.

La nascita dell’Azienda Speciale, voluta dalla seconda amministrazione Nardi dopo la chiusura della gestione affidata alle cooperative sociali, fu dettata da esigenze di bilancio e dalla necessità di ricollocare alcuni ex lavoratori socialmente utili (LSU). La precedente amministrazione Recchia aveva garantito loro occupazione nelle cooperative, ma successivamente vennero esclusi dai percorsi formativi che avrebbero consentito l’assunzione nell’ente comunale.

“La scelta fu adottata su un criterio meramente economicistico, senza mai soffermarsi sulla necessità di conoscere il fenomeno da governare”, denunciano dal Pld, sottolineando come si sia risposto unicamente alla crisi finanziaria e alla tutela occupazionale degli LSU rimasti senza lavoro.

Nello Statuto venne stabilito che l’Azienda avrebbe dovuto sottoporre al Comune il bilancio di previsione, redatto sulla base degli indirizzi del Consiglio comunale. Un principio sacrosanto, ma “sempre disatteso da tutte le amministrazioni che hanno governato la città dal secondo mandato Nardi in poi”.

Il problema, però, esisteva già durante la gestione delle cooperative sociali: anche allora si operava demandando al gestore l’individuazione delle aree di bisogno e la determinazione dei costi, senza una reale conoscenza dell’utenza e delle necessità territoriali.

“Chiediamo innanzitutto che il Consiglio comunale adotti annualmente un atto di indirizzo, individuando con precisione i bisogni cui intende fornire risposta e la misura dell’intervento per ciascuno”, affermano i liberaldemocratici. Per farlo, è necessario che i consiglieri comunali siano messi in condizione di conoscere con esattezza l’articolazione dell’area del bisogno.

“La politica, in primis il Consiglio comunale, deve tornare a esercitare le prerogative attribuite dalla legge: dettare atti di indirizzo e verificare che vengano correttamente applicati dal soggetto gestore”, prosegue il Pld. Solo dopo una puntuale definizione dell’area del bisogno e la valutazione del grado di soddisfazione raggiunto, anche in relazione alle risorse stanziate, si potrà stabilire con fondamento se l’Azienda Speciale debba essere preservata o se sia il momento di archiviare l’esperienza.

Per il Partito Liberal democratico Terracina: Vincenzo Coccia, Emilio Marigliani, Silviano Altobelli, Gianfranco Calabresi, Franco Iaboni, Fabio Coccia. (e)

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