giovedì 08 Ottobre 2026,

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“Un tavolo per ascoltare i ragazzi”: a Terracina scuole e servizi sociali fanno rete per l’infanzia

scritto da Redazione
“Un tavolo per ascoltare i ragazzi”: a Terracina scuole e servizi sociali fanno rete per l’infanzia

È passato appena un mese dalla nomina di Patrizia Renzelli a Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Terracina, e già si può raccontare il primo, importante passo compiuto: la nascita del Tavolo Programmatico Permanente, un gruppo di lavoro che mette insieme persone diverse per formazione ed esperienza, ma unite da uno stesso obiettivo.

Renzelli ha voluto coinvolgere fin da subito tutte le scuole del territorio, dalla primaria fino alla secondaria di secondo grado — dalla prima elementare, per intenderci, fino al quinto anno delle superiori. Ai dirigenti scolastici è stata avanzata una richiesta semplice ma importante: individuare, in ogni istituto, due insegnanti disposti a mettersi in gioco e a lavorare insieme alla Garante per costruire iniziative concrete a favore dei più giovani. La risposta è arrivata forte e chiara: tutte le scuole hanno accolto la proposta con grande disponibilità, e già nel primo collegio docenti di settembre hanno individuato gli insegnanti da coinvolgere.

Ma il lavoro non si è fermato qui. Renzelli ha voluto affiancare al mondo della scuola altre figure che conosce bene e di cui si fida, con cui ha già condiviso anni di lavoro sul campo. La Casa Famiglia “Gregorio Antonelli” ha messo a disposizione due operatori di grande esperienza. L’associazione “Rete Solidale” ha indicato una neuropsichiatra che la Garante conosce da tempo, con cui ha lavorato a lungo presso il Servizio di Neuropsichiatria Infantile di Terracina. Al tavolo parteciperanno anche l’assistente sociale del TSMREE di Terracina e una collega assistente sociale del Servizio Sociale cittadino. E infine, non certo per importanza, prenderà parte una neuropsichiatra infantile con cui Renzelli ha condiviso più di trent’anni di lavoro — a volte anche con qualche difficoltà, come capita quando si lavora fianco a fianco così a lungo — proprio al TSMREE di Terracina.

Per la Garante, questa varietà di sguardi e competenze rappresenta la vera forza del progetto. Solo mettendo insieme punti di vista diversi, spiega, si può leggere in modo completo ciò che vivono i ragazzi: il disagio, il bullismo, le difficoltà in famiglia. E avere tutte le scuole coinvolte significa poter tenere sotto controllo, giorno per giorno, la condizione di bambini e adolescenti sul territorio.

Nella pratica, ognuno avrà un ruolo preciso: i professionisti della neuropsichiatria aiuteranno a capire e distinguere le diverse problematiche che emergeranno, mentre gli operatori dei servizi sociali saranno la porta d’accesso per tutte quelle situazioni che avranno bisogno di un intervento più specialistico. Secondo Renzelli, il territorio, con le strutture che ha e con la capacità di chi ci lavora, rappresenta davvero una grande opportunità di accoglienza e di integrazione.

Ma il Tavolo non si occuperà solo di questo. Tra i suoi compiti c’è anche quello di affiancare la Garante nell’organizzazione di eventi pensati per bambini e ragazzi, oltre a momenti di formazione rivolti ai genitori e a chiunque, nella comunità, abbia voglia di esserci. (everardo longarini)

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