domenica 09 agosto 2020,

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UGL sanità: “Regione Lazio giochi a carte scoperte”

scritto da Redazione
UGL sanità: “Regione Lazio giochi a carte scoperte”
La nota emessa questa mattina dalla Regione Lazio sulle Rsa e sulla sanità privata provoca una pesante reazione della UGL. “Non si può giocare impunemente sulla pelle dei lavoratori”. E’ durissimo l’intervento del Segretario Nazionale della UGL Sanità Gianluca Giuliano e del Segretario della UGL Lazio Armando Valiani, nel commentare la ricetta proposta dall’ Ente Istituzionale in un comunicato odierno che sembrerebbe palesemente indirizzato alla vertenza che coinvolge il San Raffaele Rocca di Papa. “Da mesi – proseguono i Sindacalisti – abbiamo denunciato il rischio occupazionale che grava sui circa 160 lavoratori della struttura dei Castelli Romani per l’avvio della procedura di revoca dell’accreditamento e le vessazioni per coloro che sono stati costretti a usufruire del proprio monte ferie o addirittura collocati in aspettativa non retribuita per far fronte al blocco dei ricoveri e al calo delle prestazioni. A pagare sono così sempre gli stessi: i lavoratori, schiacciati loro malgrado in ossequio a interessi politici e aziendali. Nel comunicato si parla tra l’altro di soluzioni da ricercare in eventuali ricollocazioni facendo ricorso anche a esternalizzazioni. Si vuole aprire ancora di più la discussa strada sull’utilizzo delle cooperative? Nulla di nuovo sotto al sole quindi: precarietà e diritti calpestati rischiano di schiacciare i lavoratori che non hanno esitato a dare con professionalità il loro contributo nella lotta al Covid-19″. Giuliano e Valiani attaccano ancora: “La Regione Lazio, evidentemente distratta da altre cose, deve rispondere a queste domande. Quando darà seguito alla convocazione di audizione su questi gravissimi temi annunciata dal consigliere della maggioranza Lena alla delegazione della UGL Sanità durante il nostro presidio a Via della Pisana? Inoltre ci informi dettagliatamente sui costi sostenuti per i Centri Covid privati e perché non si siano dirottate tali risorse su strutture pubbliche come il Forlanini, il cui abbandono è ormai simbolo dello sfascio della sanità regionale”. Giuliano e Valiani poi concludono: “Siamo firmatari dei contratti del comparto privato, rappresentiamo la voce di tanti operatori stanchi di inciuci generati da strategie di convenienza che non ci appartengono. Chiediamo che non si giochi sulla pelle di questi lavoratori. La nostra mobilitazione per ora non si ferma e siamo pronti a sostenere questa battaglia per l’occupazione e la salvaguardia dei diritti applicando ogni forma di protesta, stanchi di promesse e parole delle istituzioni che per ora tali sono restate”.

1 Commento

  • Gentile Redazione Le mando questo mio semplice scritto veda se ritiene utile pubblicarlo, grazie.
    La sanità in Italia.
    In questo periodo si parla tanto su tutti i mezzi di informazione della nostra sanità in Italia.
    Si discute tanto dei limiti e di cosa non ha funzionato bene, sicuramente ci sono state carenze e errori, sono stati fatti da più parti sulla grave situazione venutasi a creare con l’arrivo, dello sconosciuto coronavirus.
    Ma in complesso il nostro Servizio Sanitario Nazionale, ha retto abbastanza bene la situazione drammatica, e nonostante le difficoltà incontrate, rimane uno dei migliori del mondo.
    Con l’arrivo inaspettato coronavirus, ci ha trovati impreparati, con strutture non altezza per affrontare la grave situazione, carenza di posti letto per la rianimazione, carenza di materiale sanitario, carenza di medici e infermieri, carenza di servizi e presidi sanitari sul territorio, lasciatemelo dire in alcune regioni, i governatori non sono stati altezza per gestire l’emergenza, poi tanti direttori generali impreparati per gestire le complessità delle Agenzie Territoriali Salute (ATS) e della Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), alcune regioni da anni, hanno portato avanti una politica di privatizzazione della sanità, con continui finanziamenti, tagliando risorse e depotenziando la sanità pubblica.
    Ora io dico che c’è bisogno urgentemente di investire di più e meglio nella sanità pubblica, la salute deve essere messa la primo posto nelle scelte culturali, economiche, sociali e politiche.
    Alcune mie semplici proposte alle istituzioni e ai responsabile della sanità:
    1) Potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale, più risorse economiche, più strutture, più posti letto per la rianimazione, più medici e infermieri.
    2) Negli Ospedali creare percorsi di sicurezza per i ricoveri degli ammalati, per evitare contagi di infezioni da coronavirus.
    3) Dentro il piano sanitario locale, sia potenziato velocemente la sanità sul territorio, aumentare strutture, più presidi di prevenzione, più medici e infermieri.
    4) I dirigenti Agenzia Territoriale Salute (ATS) e Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), siano nominati con un concorso pubblico, possibilmente internazionale (europeo), con criteri di preparazione nel settore sanitario, di competenze, capacità e onestà.
    5) Le regioni dentro il piano sanitario regionale, siano superate le disparità di trattamento dei cittadini sul diritto alla salute, da regione a regione.
    6) Appena pronto il vaccino, sia messa a disposizione del Servizio Sanitari Nazionale, la quantità sufficiente per soddisfare il bisogni per la vaccinazione di tutti i cittadini.
    7) A livello centrale dentro il Piano Sanitario Nazionale, sia applicata a pieno la legge 833, quella che ha istituito il nostro S.S.N. Servizio Sanitario Nazionale universalistico, con i suoi principi e obiettivi di prevenzione cura e riabilitazione.
    8) Sia applicato su tutto il territorio nazionale, l’articolo 32 della nostra bella costituzione, in cui dice che il diritto alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini e in eguale misura.
    9) Per ultimo un ringraziamento speciale a tutti gli operatori sanitari, del grande impegno e immenso sacrificio che hanno fatto per salvare vite nell’ infezioni da coronavirus, mettendo a rischio la propria,
    Francesco Lena Via Provinciale,37 24060 Cenate Sopra (Bergamo) Tel. 035956434

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