Stamattina, recandomi al parcheggio, tra le testimonianze storiche e i ritrovamenti archeologici di Via Greggi, la scena era desolante: un topo morto in bella vista, escrementi negli angoli delle abitazioni, strade sporche e un odore insopportabile. Registrare questo livello di incuria fa male al cuore.
È il segnale di un profondo senso di inciviltà, ma anche di una gravissima mancanza di attenzione per un patrimonio che tutto il mondo ci invidierebbe.
Il centro storico di Terracina è un unicum culturale straordinario.
È un bene prezioso che abbiamo il dovere morale di valorizzare, conservare e preservare per le generazioni future.
Non possiamo continuare a limitare la cura e l’attenzione solo a Piazza Municipio, all’Anfiteatro e alle Favisse, dimenticando tutto il resto: il Castello Frangipane, una risorsa immensa che andrebbe finalmente resa pienamente fruibile e accessibile a tutti.
Le viuzze e i vicoli, la vera anima del borgo, che necessitano di pulizia costante, decoro e interventi di abbellimento, come verde pubblico e cure ordinarie.
E qui nasce una domanda spontanea: perché un turista, che decide di investire il proprio tempo e risorse per spostarsi dal suo luogo abituale di residenza alla ricerca di bellezza e svago, dovrebbe venire a Terracina per poi trovarsi ad assistere a questo degrado?
Il valore di una città si misura da come tratta i suoi angoli più nascosti, non solo le sue vetrine ufficiali.
Serve più rispetto e amore da parte di chi ci vive, ma soprattutto servono interventi mirati, pulizia costante e una vera visione di valorizzazione.
Terracina non merita questo abbandono.
È ora di restituire dignità e decoro al nostro patrimonio.
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