Ho iniziato a vedere la bellezza di Terracina spegnersi lentamente verso la fine degli anni ’80.
Un tempo l’estate era un’esplosione di vita: giovani, raffinatezza, sorrisi sotto il sole, l’atmosfera luminosa del Bar Milano a Mare… c’era una leggerezza che sembrava naturale.
Poi, piano piano, qualcosa ha iniziato a cambiare. All’inizio erano segnali piccoli, quasi impercettibili. Volti diversi, modi diversi di vivere gli spazi, un’energia meno armoniosa.
Il cambiamento è stato lento, ma costante. E, col tempo, quella bellezza condivisa si è come sfilacciata.
Oggi, a tratti, sembra di vedere una città più stanca: meno curata, più grigia, più fragile. Come se avesse perso una parte della sua anima.
Viene da chiedersi cosa sia successo davvero. Se sia stata solo l’evoluzione naturale dei tempi, o se, da qualche parte, si sia smarrito quel senso di gusto per il bello, di amore per ciò che si aveva.
Eppure, quella luce non è sparita del tutto. È nascosta, forse coperta, ma ancora presente.
Ritrovare quello spirito solare non è impossibile: richiede persone capaci di guardare oltre il degrado, di prendersi cura, di credere che una città possa rinascere anche partendo da piccoli gesti.
La vera domanda non è tanto chi ne sarà capace, ma quando qualcuno deciderà di esserlo davvero.
Perché Terracina merita di tornare a splendere. E forse, quel cambiamento può iniziare proprio da chi ancora ricorda com’era… e non ha smesso di desiderarlo.
Marco Trabucco
Cittadino terracinese … “che non ha deposto le armi”
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