Il post dell’assessore sulla candidatura della città ha totalizzato oltre 38mila visualizzazioni in 24 ore. La redazione rivendica il ruolo dell’informazione locale
Ritorniamo sulla candidatura di Terracina al bando “Capitale italiana del Mare 2026” per fare alcune precisazioni dopo la pubblicazione dell’intervento dell’assessore Gianluca Corradini che ha suscitato un dibattito vivace in città.
Spazio alla politica, un atto dovuto
Dare voce alle forze politiche e amministrative che governano la città è un atto dovuto nei confronti dei cittadini, soprattutto quando viene richiesto. Il pensiero unico non è mai stata la strada scelta da questo mezzo.
Lo spazio concesso, che sopperisce in parte alla carenza di comunicazione istituzionale del Comune, è disponibile anche per gli altri enti pubblici che amministrano il territorio. Una prassi consolidata negli anni, interrotta solo durante le amministrazioni Procaccini-Tintari, quando “Terracina città” ha subito quello che viene definito “l’editto del Palazzo” di piazza Municipio.
Un editto controproducente
Una scelta definita “sciocca e controproducente” dalla redazione, che ha privato e in parte ancora priva i cittadini della possibilità di conoscere democraticamente i fatti politici e amministrativi attraverso un mezzo di comunicazione importante. I numeri parlano chiaro: 1.350.000 visualizzazioni ogni 28 giorni (dato Meta) solo per la pagina Facebook “Terracina città”, che fa parte di una più ampia rete informativa sui new media.
I numeri da record
Da alcuni giorni sono tornati gli interventi dell’assessore Corradini, accolti positivamente dalla redazione. Al di là delle opinioni diverse e legittime che hanno scatenato reazioni anche “violente”, rappresentano un valore aggiunto al panorama informativo locale.
I dati relativi all’intervento sulla candidatura a “Capitale italiana del Mare 2026” sono significativi: il post ha totalizzato 38.306 visualizzazioni, 168 like, 114 commenti e 16 condivisioni, con il “contatore” ancora in corsa.
Quando la politica si espone
Possiamo affermare che se la politica si espone, andando anche controcorrente, e spiega ai cittadini gli atti amministrativi e politici, questi tornano ad essere letti con attenzione. (e)
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