lunedì 17 Agosto 2026,

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Terracina. PEF e Tari 2026, il consiglio comunale approva ma le dichiarazioni lasciano più dubbi che risposte

scritto da Redazione
Terracina. PEF e Tari 2026, il consiglio comunale approva ma le dichiarazioni lasciano più dubbi che risposte

Il consiglio comunale di Terracina ha dato il via libera al Piano Economico Finanziario (Pef) del servizio rifiuti per il quadriennio 2026-2029 e alle nuove tariffe Tari, con 18 voti favorevoli sul piano e 19 sugli emendamenti tecnici presentati da Fratelli d’Italia. Un passaggio tecnico complesso, che avrebbe meritato spiegazioni puntuali su costi, criteri e impatto reale sulle bollette dei cittadini. Le note diffuse nelle ore successive dai protagonisti della maggioranza, però, sembrano muoversi più sul piano della celebrazione politica che su quello della sostanza.

La soddisfazione di Fratelli d’Italia.

La presidente della Commissione Bilancio, Emanuela Ciotoli (FdI), ha rivendicato il risultato insistendo sui numeri del voto e sull’unità del partito, ringraziando dirigenti, sindaco e consiglieri di maggioranza. Nel suo intervento, tuttavia, mancano elementi che spieghino nel merito come si sia arrivati alla riduzione del Pef rispetto alla delibera precedente, quali voci di spesa siano state tagliate e su quali basi tecniche. Resta un annuncio di vittoria politica più che un resoconto amministrativo.

La posizione di Forza Italia e Progetto Terracina.

Diversamente, i due gruppi di opposizione Forza Italia e Progetto Terracina, pur votando a favore, hanno motivato la scelta richiamando il principio di restituire ai cittadini le economie generate dalla chiusura del contenzioso con la Società Servizi Industriali. I capigruppo Alessandro Di Tommaso e Valentina Olleia hanno chiesto che questo diventi un metodo stabile e non un episodio isolato, mantenendo comunque toni di vigilanza sull’operato della giunta.

Il richiamo critico di Europa Verde.

Il consigliere di Europa Verde Gabriele Subiaco offre la ricostruzione più dettagliata e critica della vicenda. Secondo Subiaco l’incarico esterno per la redazione del Pef sarebbe stato affidato solo a metà giugno, a ridosso della scadenza non prorogabile del 31 luglio, costringendo gli uffici a lavorare sotto pressione per scongiurare un aumento della Tari che avrebbe potuto toccare il 6%, poi contenuto all’1,5%. Il consigliere ricorda inoltre che negli ultimi tre anni la tassa sui rifiuti a Terracina sarebbe già cresciuta complessivamente del 15%, e si dichiara l’unico in aula a non aver votato né il Pef né le tariffe.

La nota dell’amministrazione.

Il comunicato ufficiale del Comune, parla di un «obiettivo raggiunto nell’interesse della città» frutto di un «intenso lavoro di squadra». Il testo si sofferma soprattutto sui ringraziamenti istituzionali — al sindaco Francesco Giannetti, ai dirigenti Nasti, Maragoni e D’Ascanio, ai revisori dei conti, alle commissioni e ai gruppi di maggioranza — ma resta silente su cifre, criteri di calcolo e reale incidenza delle nuove tariffe sulle famiglie, limitandosi a parlare genericamente di «tariffe più sostenibili» e di un passaggio propedeutico al nuovo servizio di igiene urbana.

Una comunicazione che non spiega.

Nell’insieme, le dichiarazioni della maggioranza — quella di Ciotoli e quella della giunta — restano ancorate al linguaggio dell’autocelebrazione istituzionale: numeri di voto, ringraziamenti, formule di circostanza come “responsabilità” e “attenzione ai cittadini”, senza però ricostruire in modo verificabile il percorso che ha portato dall’ipotesi di aumento del 6% al risultato finale dell’1,5%, né i tempi realmente rispettati nella redazione del piano. È proprio il confronto con la ricostruzione più circostanziata di Subiaco a mettere in evidenza questo scarto: da una parte l’indicazione di una tempistica ristretta e di un aumento comunque confermato, seppur ridotto; dall’altra comunicati che parlano di successo senza raccontare per intero il percorso che lo ha reso possibile.

Ai cittadini di Terracina, alle prese con una Tari salita del 15% in tre anni secondo i dati citati in aula, resta il compito di leggere tra le righe di comunicati istituzionali che sembrano scritti più per il consenso politico che per l’informazione … DIRITTO DEL CITTADINO. (everardo longarini)

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