lunedì 16 Febbraio 2026,

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Terracina. Ospedale Fiorini; anche la Asl lo ammette: zero posti letto operativi riattivati

scritto da Redazione
Terracina. Ospedale Fiorini; anche la Asl lo ammette: zero posti letto operativi riattivati

Dunque, anche questa volta – come già accaduto per la mancata fruizione del servizio di endoscopia da parte dell’utenza esterna, nonostante l’impiego di ingenti risorse – la ASL di Latina con un proprio comunicato ufficiale del 26 gennaio 2026 conferma senza possibilità di equivoci che, a tutt’oggi, non è stato riattivato operativamente nemmeno uno dei 22 posti letto dell’ospedale Fiorini di Terracina previsti dall’atto aziendale e oggetto della nostra denuncia.

Una conferma che, purtroppo, legittima pienamente le nostre preoccupazioni. E non una parola, inoltre, sul continuo ricorso alla sanità privata: un silenzio che, implicitamente, conferma quanto da noi sostenuto.

Tutto il resto del comunicato – tra tecnicismi opachi, allusioni poco chiare, sofismi e numeri del tutto scollegati dal tema – appare come un goffo tentativo di arrampicarsi sugli specchi e confondere le acque.

Un mix tra il farfugliare da Azzeccagarbugli e una propaganda inaccettabile, che offende l’intelligenza dei cittadini e tenta di mascherare una realtà evidente: l’ospedale di Terracina – e in particolare il pronto soccorso – è in grande sofferenza e chi dovrebbe garantire risposte tace, devia o parla d’altro.

Purtroppo, come già visto anche per il servizio di endoscopia, siamo di fronte a un copione noto: scaricare responsabilità, mistificare la realtà e, intanto, non dare alcuna risposta concreta ai bisogni della comunità.

Chi governa la sanità pubblica ha il dovere di garantire trasparenza, programmazione e rispetto degli impegni presi.

Far passare per risultati ciò che non esiste, usare comunicati per mascherare ritardi e inadempienze, significa solo alimentare sfiducia e frustrazione in chi, ogni giorno, ha bisogno di servizi e risposte.

Noi continueremo a vigilare e a denunciare ogni tentativo di nascondere la realtà. Perché la salute dei cittadini non può essere oggetto né di propaganda, né di ambiguità.

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