Cresce la pressione politica sull’Azienda Speciale di Terracina. I gruppi di minoranza del Consiglio comunale hanno formalizzato una richiesta di audizione congiunta delle commissioni Sociale e Bilancio per fare chiarezza sulla situazione della partecipata, sempre più nell’occhio del ciclone.
La richiesta, protocollata dai capigruppo Gaia Pernarella, Pierpaolo Chiumera, Alessandro Di Tommaso e Gabriele Subiaco, insieme ai consiglieri Daniele Cervelloni, Barbara Cerilli e Giuseppe Masci, arriva in un momento particolarmente delicato per l’ente.
“Sono tempi sempre più complessi per l’Azienda Speciale e per i suoi dipendenti”, denunciano i consiglieri in una nota congiunta, elencando una serie di criticità che si sono accumulate negli ultimi mesi: l’approvazione del nuovo statuto, le dimissioni a catena dei membri del Consiglio di Amministrazione, l’uscita di scena della direttrice Carla Amici – alla guida della struttura dalla sua nascita – coinvolta in vicende giudiziarie legate a condanne per danno erariale.
A questo si aggiunge il ritardo nell’approvazione del bilancio consuntivo 2024 e, da ultimo, una sentenza del Tribunale del Lavoro di Latina che ha rilevato irregolarità nei contratti e nelle condizioni lavorative applicate ai dipendenti, in violazione dell’accordo tra Comune e Azienda.
L’opposizione chiede ora un cambio di passo. “Non è nostra intenzione continuare a delegare il futuro dell’azienda a chi finora ha dimostrato di avere poche idee ed anche confuse”, affermano i firmatari della richiesta, che auspicano “un confronto di tutti gli attori coinvolti da svolgersi nelle aule istituzionali e non sulle pagine dei quotidiani locali”.
L’obiettivo dichiarato è coinvolgere tutti gli organi della partecipata, le parti sociali e le forze politiche in “un percorso condiviso per il bene di tutti: dipendenti, servizi e bilanci pubblici”, evitando che si alimentino “dubbi ed incertezze negli operatori e nell’utenza”.
La palla passa ora al presidente del Consiglio comunale, al quale compete la convocazione dell’audizione richiesta. I consiglieri di minoranza confidano in una “immediata esecutività” della loro istanza. (e)
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