Il Comune di Terracina rilancia in una nota a cura dell’ufficio di Staff e Relazione Esterne, dell’aggiudicazione dei prossimi lavori inerenti la rete idrica e fognaria del Centro Sportivo San Martino.
Afferma il vicesindaco e assessore alle grandi opere, infrastrutture, PNRR e bilancio Claudio De Felice:”Un altro piccolo passo per iniziare l’anno nuovo, nel corso del quale potremo affrontare di petto e lavorare su problemi annosi grazie alle risorse che saranno disponibili nel prossimo bilancio».
A questa dichiarazione risponde la società biancoceleste, che afferma: “Il Terracina 1925 prende atto del comunicato diffuso dal Comune di Terracina relativo all’aggiudicazione dei lavori per la rete idrica e fognaria”.
È doveroso chiarire – si sostiene – che le opere annunciate non riguardano in alcun modo gli impianti a servizio dell’attività calcistica.
Il progetto non interessa lo Stadio Colavolpe e non prevede interventi sulle torri faro, sul manto erboso con impianto di irrigazione automatica né risorse destinate al Colavolpe B.
Da tre anni si parla di lavori e programmazione per lo Stadio Colavolpe, ma a oggi nessun intervento strutturale è stato realizzato. Gli unici investimenti concreti sull’impianto sono stati sostenuti direttamente dalla Società.
Ed ancora: “Lo stato attuale dello Stadio Colavolpe è grave: manto erboso compromesso, servizi igienici inutilizzabili e locali di segreteria inagibili per allagamenti. Una situazione che non garantisce condizioni minime di funzionalità e dignità per una società che rappresenta la città nei campionati ufficiali”.
Adesso al di là di quanto sottoscrive il vice sindaco e assessore De Felice riguardo ai prossimi lavori al sistema fognario e idrico, MAI realizzati dalla nascita del Centro Sportivo, vi è da tempo disponibile in cassa 1 milione e 870 mila euro, per altri interventi sull’impianto.
E nell’attesa dell’avvio dei cantieri, il Colavolpe, la società che gestisce la prima squadra della città, ma anche il tifoso locale e quelli ospitati, le squadre che domenicalmente fruiscono dell’impianto per giocare al calcio (sic!) rimangono sbalorditi dello stato di abbandono nel quale versa la struttura sportiva.
Ed allora tutti i cittadini e sportivi con un minimo di “cum grano salis” nella capoccia, si domandano: ma possibile che in questi ultimi tre anni non si sono trovate le ragioni politiche, ancorché di minima programmazione economica, nell’attesa dei grandi lavori (che comunque non dovrebbero interessare la palazzina spogliatoio), sostituire le tazze del cesso dei bagni, risanare con una guaina il tetto, perché le infiltrazioni d’acqua piovana la fanno da padrone, dotare di tappeto di gioco decente, con lavori fatti nel periodo giusto e non come accaduto – di corsa e fuori tempo – l’ultima volta?
E’ chiaro che poi la società, i tifosi e tutti coloro che amano il calcio o lo sport in generale s’incazzano verso tale e incongruente gestione degli affari cittadini.
e.
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