Gentili componenti della VII Commissione Sanità della Regione Lazio:
Savio, Tripodi, La Penna, Tiero, Lena, Crea, Della Casa, Neri, Sabatini, Simeoni, Tidei, Valeriani.
LORO SEDI
Per questa ragione gli sono stati prescritti dei prelievi di sangue periodici per controllare il procedere della pesante terapia che sostiene, che facciamo utilizzando il “centro prelievi” dell’Ospedale Fiorini di Terracina.
Ebbene, accade sempre più spesso che tali prelievi fatti presso il Fiorini e inviati successivamente ai laboratori dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, si “perdono per strada”.
“Si perdono” con motivazioni sempre più estrose, qualche volta, nel caso che raccontiamo, il campione trasferito diventa improvvisamente “insufficiente”.
Ci tengo a precisare che ho assistito al “difficoltoso” prelievo di sangue di mia figlia e le provette erano tutte allo stesso livello di plasma. Quindi, la realtà di quanto accaduto deve essere ben diversa da quella che è stata refertata.
Egregi Signori che gestite la sanità pubblica della provincia di Latina e più segnatamente quella della Regione Lazio, Vi lascio comprendere lo strazio psico-fisico di un genitore che ha una figlia in tenera età, casomai con vene piccole e difficili da individuare anche per un professionista esperto, quali siano le difficoltà alle quali va incontro, compresa quella di avere una visita prenotata a Roma e doversi presentare senza la più importante analisi prescritta.
Chi scrive è un padre, ma anche da qualche decennio un cronista attento ai fatti della sanità pubblica cittadina, provinciale e regionale, che in tante occasioni ha posto in risalto l’incongruenza del sistema dei prelievi per l’utenza esterna, che si effettuano giornalmente al Fiorini.
Anche perché il nosocomio terracinese continua ad avere un laboratorio interno con attrezzature di ultima generazione e ben OTTO addetti in servizio H24.
OTTO addetti sicuramente sottoutilizzati, come sottoutilizzate sono le costose attrezzature, che rinascono a nuova vita esclusivamente per i ricoverati dell’ospedale e per gli utenti provenienti dal pronto soccorso, sempre in H24.
Dimentico, che il lavoro per la raccolta prelievi presso l’ospedale Fiorini inizia alle prime ore della mattinata a beneficio di una popolosa utenza esterna e per i ricoverati del “Fiorini”, con la consegna delle “provette”, non prima di mezzogiorno, ad un “camminatore auto-munito” che le porterà al centro di raccolta dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove, in una sorta di catena di montaggio si lavorano anche quelle provenienti dai centri autorizzati Asl, da Aprilia fino alla città di Giove l’Imberbe.
I risultati delle analisi richieste saranno poi disponibili, se non vi sono intoppi di sorta (e ve ne sono sempre più) nel pomeriggio inoltrato.
Questa organizzazione crea gravi difficoltà agli utenti assistiti dai CAD (assistenza domiciliare), un “popolo” formato da ammalati allettati: tumorali o portatori di gravi patologie.
Crea problemi seri anche agli oncologici che si apprestato, dietro appuntamento, a fare la chemio e agli ammalati (TAO) in attesa dei risultati della coagulazione per eventualmente variare la terapia salvavita.
Tutti questi bistrattati “clienti” del sistema sanitario regionale dovrebbero ricevere invece una prestazione – ad horas – e non con i tempi della farraginosa organizzazione rappresentata.
E mi permetto di ricordare, quello che ebbe a dire pubblicamente un notissimo e bravo medico dell’ospedale Fiorini: “la qualità del prodotto erogato è così scadente e incompleto (dispersione di campioni urinari, emolizzazione dei campioni ematici, tempi biblici per ottenere risposte di esami di secondo livello etc.) tanto che spesso l’utente deve ripetere a proprie spese le indagini in laboratori esterni“.
Questo, Egregi Signori, sta accadendo sempre più spesso ad un servizio essenziale, teso anche a prevenire patologie gravi e costose per il bilancio del servizio sanitario nazionale.
Senza ricevuta di ritorno.
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