domenica 17 Maggio 2026,

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Terracina. “La Casetta” di via Chezzi: da simbolo della gioventù degli anni ’60 a rudere abbandonato.

scritto da Redazione
Terracina. “La Casetta” di via Chezzi: da simbolo della gioventù degli anni ’60 a rudere abbandonato.

Un luogo che visse stagioni di musica e allegria collettiva, oggi ridotto al degrado. I residenti denunciano bivacchi notturni e richieste di intervento rimaste senza risposta.

Nel cuore di Terracina, a pochi passi da piazza Mazzini, sorge l’Area Chezzi: un polmone verde cittadino che sopravvive, a stento, tra incuria e manutenzione insufficiente. Il parco pubblico che vi insiste è ridotto ai minimi termini, segno visibile di un’attenzione collettiva che negli anni è venuta a mancare. Eppure, proprio lì accanto, tra la vegetazione e il silenzio del tempo, si erge ciò che resta di un piccolo edificio capace di raccontare molto sulla Terracina di ieri e di oggi.

Era nota come La Casetta, e negli anni Sessanta fu molto più di un semplice ritrovo. Divenne il cuore pulsante della vita giovanile terracinese: un club ante litteram, spontaneo e vivace, dove ragazze e ragazzi si ritrovavano per ballare sulle note di quell’epoca irripetibile. Musica, risate, il profumo di una giovinezza che sembrava non dover finire mai. Le feste danzanti organizzate tra quelle mura hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo della città, ben oltre la cerchia di chi vi ha preso parte direttamente.

Oggi di quella stagione felice non resta che il ricordo. L’edificio è un rudere, e la notte lo trasforma in qualcosa di ben diverso: un bivacco improvvisato, frequentato da gruppi di giovani che vi trascorrono le ore notturne tra bevute, litigi e un vociare che disturba il riposo dei residenti del quartiere. Una situazione che si ripete con tale frequenza da essere diventata consuetudine, con tutto il carico di disagio che ne consegue.

Diversi abitanti della zona ci hanno scritto per segnalare la situazione. Molti di loro, esasperati, hanno più volte chiamato le Forze dell’Ordine, senza tuttavia che le pattuglie giungessero sul posto a verificare quanto accade. Le ragioni di questa assenza restano ignote, e i residenti chiedono risposte che tardano ad arrivare.

La storia de La Casetta è, in fondo, la storia di un’occasione perduta due volte: una volta quando l’abbandono ha lasciato cadere in rovina un luogo di memoria viva; un’altra ogni notte in cui il degrado prende il posto di ciò che fu, senza che nessuno intervenga davvero. (e)

SErvizio fotografico completo sullapagina facebook di terracina città.

*Foto storica scattata a un gruppo di ragazzi che frequentavano la “Casetta” negli anni ‘60. Nell’altra foto una crepa nelle mura perimetrali della “Casetta”, ridotta a secchio dell’immondizia. Nella terza foto l’interno della “Casetta” come è ridotta oggi.

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