venerdì 05 Marzo 2021,

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Terracina. Intervista all’assessore all’ambiente Emilio Selvaggi

scritto da Redazione
Terracina. Intervista all’assessore all’ambiente Emilio Selvaggi

Prof. Emilio Selvaggi, cosa l’ha indotta ad accettare l’incarico assessorile?
Certamente la rabbia di non avere interlocutori per le battaglie che da anni sostengo, probabilmente sarebbe stato più comodo per me rimanere alla finestra a strillare. Ho accettato la carica di assessore come una sfida, pronto a farmi indietro non appena la politica sarà in grado di riappropriarsi del ruolo che gli spetta.

In quali condizioni organizzative ha trovato l’ufficio e su quali urgenze sta lavorando.
Direi di aver trovato un ginepraio, e per questo mi sono messo con rassegnazione a verificare le “carte”, giungendo soltanto a un terzo di quelle prodotte dagli uffici nell’ultimo periodo.
Nel frattempo un paio di problematiche che erano rimaste in sospeso le ho portate a soluzione, poi ci sono le emergenze che t’inseguono o che stanno lì ad aspettarti.
Proprio oggi mi è stata consegnata una lettera che era andata dispersa, che riguarda il regime delle acque. Ora con il sindaco stiamo vedendo di convocare immediatamente un incontro con i balneari, gli operatori turistici e il Consorzio di Bonifica per stabilire un tavolo di lavoro.
Il diario delle cose da fare quotidianamente è debordante e alla mia età anche stancante fisicamente, ma ce la metto tutta.
Terracina si appresta all’ennesima stagione balneare, sotto l’aspetto della pulizia della città, ad esempio, che cosa ha intenzione di fare il suo assessorato.
Sto analizzando soprattutto quello che in pratica si può fare. Certo i soldi mancano e allora sto cercando di ottimizzare le competenze presenti nei vari uffici per farle lavorare almeno su un obiettivo comune.
Cerco per quanto possibile questo spirito di collaborazione, com’è avvenuto ieri per la vicenda legata alla tratta ferroviaria chiusa per la frana staccatasi dal monte Cucca.
Devo dire su questo che la preoccupazione più grande che avevo ieri non era per gli eventuali percorsi da intraprendere per il ripristino della ferrovia, ma il pericolo, non dichiarato ma nella testa di tanti cittadini terracinesi, di veder sopprimere con la scusa della frana la stazione ferroviaria della città.
In questo senso mi sento di rassicurare i terracinesi, considerata anche la disponibilità a collaborare dimostrata dalla Regione Lazio e da RFI, che hanno manifestato di condividere l’obiettivo comune per riattivare la ferrovia il più presto, anche se oggettivamente  i tempi dipendono dal problema legato alla sicurezza.
Lei ha una trentennale esperienza di osservatore dei fatti politici locali, entrare con una forte responsabilità di governo nel “Palazzo” quale è stata la sua prima sensazione.
La prima percezione è stata quella che all’interno della macchina burocratica del Comune ci sono tante competenze e poche responsabilità. Ognuno tenta in qualche modo di mettersi in sicurezza per non farsi trovare scoperto di fronte agli obblighi amministrativi. Se non si applica, però una maggiore flessibilità dei compiti, soprattutto in vista degli obiettivi comuni e della collaborazione con i diversi uffici, rischiamo di non andare da nessuna parte. Perché a un certo punto ogni iter amministrativo si blocca.
Quale futuro si può immaginare per Terracina nel breve e medio termine?
Per la città siamo obbligati a ragionare positivamente, per quanto riguarda me stesso non aspetto altro che i politici riprendano i loro compiti e le ragioni per le quali sono stati eletti.

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