Ah, il Mercato Marina di Terracina! Storico, glorioso, primo mercato annonario della città. O meglio: era tutto questo. Perché oggi, dopo anni di abbandono e un abbattimento per una ristrutturazione che sembra attendere l’approvazione divina, è diventato soprattutto una cartolina del degrado che indigna – e anche di brutto – i residenti di via Bengasi, via del Rio e dintorni, ma anche l’intera città.
Ma andiamo con ordine. I lavori di restyling finanziati con i preziosi fondi del PNRR (quelli che dovrebbero traghettarci nel futuro, per intenderci) erano finalmente partiti con lavori che dopo qualche mese mostrano già i segni di una decadenza precoce che farebbe invidia a un monumento romano. Questo per responsabilità anche di cittadini poco virtuosi nel rispetto delle cose di tutti.
Nel frattempo, i commercianti resilienti – definizione che ormai suona più come un epiteto da medaglia al valor militare – continuano la loro epica resistenza. Banchi esposti alle intemperie come installazioni di arte contemporanea, parcheggi che esistono solo nella dimensione parallela dei progetti comunali mai realizzati. Questi eroici mercatali sollecitano, implorano, quasi pregano le autorità comunali e il sindaco di porre fine a problematiche che nel tempo sono diventate più che ataviche: praticamente preistoriche.
Ma niente. Il restyling tarda, i lavori sono fermi, il degrado avanza.
E allora la domanda si impone: fino a quando cittadini e operatori dovranno sopportare questo andazzo? Fino a quando dovrà aspettare che qualcuno si degni di mettere la parola “fine” a questa tragicommedia urbana?
Forse quando anche l’ultimo commerciante, stremato, avrà alzato bandiera bianca.
Nel frattempo, il Mercato Marina resta lì: monumento involontario all’inciviltà e all’inefficienza di chi dovrebbe gestire al meglio Terracina.
Buona domenica. (e)
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