domenica 17 Maggio 2026,

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Terracina. “Traghetto alla deriva”: liberata l’imboccatura del porto dal fantasma d’acciaio che nessuno vuole rottamare.

scritto da Redazione
Terracina. “Traghetto alla deriva”: liberata l’imboccatura del porto dal fantasma d’acciaio che nessuno vuole rottamare.

L’ex traghetto, abbandonato in banchina da quasi due anni, ha tranciato le cime sotto la spinta del vento e del mare grosso, paralizzando per ore l’imbocco del porto canale. La Capitaneria risolve in autonomia. Ma le domande restano.

Non ha aspettato rinforzi né disposizioni dall’alto, la Capitaneria di Porto di Terracina. Ha trovato da sola la soluzione al problema che per lunghe ore ha tenuto in apprensione pescatori, armatori e l’intera marineria locale: far arrivare una gru, agganciare il relitto e liberare l’imboccatura del porto canale.

Il protagonista — si fa per dire — è il Maria Maddalena, ex traghetto fermo in banchina da quasi due anni, che nella notte ha tranciato le cime di ormeggio sotto la spinta del vento forte e del mare in burrasca, finendo per ostruire l’ingresso al porto. Stamattina, complice il maltempo che aveva già tenuto fermi tutti i natanti, la situazione si è risolta senza conseguenze gravi. Ma la vicenda riapre una ferita che andava sanata molto prima.

«Un natante in dismissione, senza equipaggio, senza manutenzione: non un traghetto ma un relitto. E il relitto era ormeggiato nel cuore del porto.»

Secondo quanto riferiscono fonti portuali, il Maria Maddalena sarebbe in fase di dismissione da tempo: a bordo non vi è più personale in grado di garantirne anche solo la manutenzione ordinaria. Il che fa sorgere una domanda legittima: perché l’armatore non ha ancora provveduto alla rottamazione, liberando uno spazio prezioso per chi invece quel porto lo usa ogni giorno — i collegamenti passeggeri e merci con Ponza e Ventotene, incluso il trasporto di merci pericolose?

Non si tratta di individuare un colpevole, ma di prendere atto che una situazione gestibile — e prevedibile — è rimasta irrisolta per due anni, in attesa che una burrasca trasformasse la negligenza in emergenza. Adesso che il pericolo immediato è rientrato, si attende che l’armatore o chiunque abbia la titolarità del mezzo venga messo nelle condizioni — o nell’obbligo — di liberare l’area portuale.

E mentre tutto questo accade la Regione Lazio pare, agli occhi dei cittadini terracinesi, esercitare le proprie competenze con il contagocce, quando non con l’indifferenza verso un porto che vorrebbe, a parole, strategico e crocevia di merci, passeggeri e turismo per le isole pontine. (e)

Foto di ADF.

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