Terminiamo l’intervista “frazionata” al sindaco di Terracina Francesco Giannetti con la richiesta di un suo messaggio alla “nazione terracinese”.
Nei trenta secondi concessi, il primo cittadino torna sul suo “cavallo di battaglia” comunicativo, quello che potremmo ormai definire una vera e propria “sindrome da social media”. Secondo il sindaco sarebbero troppe le voci dei cittadini che, sui social, esprimono “invettive contro l’amministrazione comunale e la città”, danneggiandone l’immagine agli occhi di chi potrebbe essere interessato a visitarla o investirci.
Una posizione che non condividiamo, da qualunque angolazione la si osservi.
Non condividiamo, innanzitutto, l’idea che i social siano una maledizione da arginare: sono, al contrario, uno strumento prezioso di comunicazione e di partecipazione alla vita sociale della città, un canale attraverso cui cittadini, commercianti, associazioni e forze politiche possono far sentire la propria voce, informarsi e informare. Ridurli a semplice cassa di risonanza di malumori significa non coglierne il valore reale.
Non condividiamo, poi, l’idea che le critiche vadano silenziate perché “danneggiano” la città. Le critiche giuste, motivate e fatte con cognizione di causa sono il sale della democrazia: sono uno strumento di controllo e di stimolo, non un ostacolo al buon governo. Ed è difficile, per un popolo orgoglioso come quello terracinese, mettere la polvere sotto il tappeto di problemi che restano tali anche se non se ne parla — e che, va detto, sono centinaia.
Tacere le difficoltà della città, in nome di un presunto danno d’immagine, non protegge nessuno: non i commercianti, che hanno bisogno di una città che funzioni davvero e non solo che appaia tale; non le parti politiche, che dal confronto pubblico dovrebbero trarre stimolo al miglioramento; non i cittadini, che hanno diritto a essere informati sullo stato reale delle cose.
Per questo l’uso che cittadini, associazioni e giornalisti fanno dei social — definito “improprio” dal sindaco — non ci pare affatto tale. Chi utilizza queste piattaforme per informare, denunciare o partecipare al dibattito pubblico non sta danneggiando la città: la sta prendendo sul serio. L’idea che tale uso vada, se non bandito, quantomeno “riconvertito” in dichiarazioni e comunicati ufficiali per il “supremo bene” della città e di chi la amministra, rischia di trasformare la comunicazione istituzionale in un monologo, privando la cittadinanza di uno spazio di confronto libero e diretto.
Da bandire, invece, sono gli “esaltati” e i maleducati impenitenti, che credono che i social e l’odierna società sia un campo di battaglia dove tutto è possibile.
Comunque, ascoltiamo quanto ci riferisce il sindaco Giannetti. (everardo longarini)
*Parte dell’intervista sulla pagina facebook di terracina città.
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