Cittadini ed esercenti chiedono controlli più incisivi alla Polizia Locale: “Chiamiamo, ma gli interventi si contano sulle dita di una mano”.
C’era un tempo in cui la “Fiumetta” era un segreto custodito da pochi terracinesi. Oggi quel tempo è solo un ricordo. Il piccolo corso d’acqua che scende dalle montagne circostanti fino a incontrare il mare è diventato, negli ultimi anni, una delle mete balneari più gettonate del litorale, capace di richiamare bagnanti da ogni dove – complice il passaparola, sempre più spesso in lingua straniera – soprattutto nelle giornate roventi di agosto.
Ma il successo ha un prezzo, e a pagarlo sono la sicurezza e la vivibilità del luogo. La “Fiumetta” si raggiunge attraverso un budello stretto, uno stradello che dovrebbe rimanere libero da veicoli – il parcheggio è vietato sia a destra che a sinistra, con tanto di previsione di rimozione forzata per i trasgressori – ma che nei fatti si trasforma quotidianamente in un parcheggio abusivo a cielo aperto. Auto e motocicli occupano ogni spazio disponibile, impedendo non solo il transito ordinario, ma anche le manovre di chi, provenendo dal Camping Europa, deve immettersi sulla via Flacca: un’arteria già di per sé pericolosissima, che ogni anno registra incidenti anche gravi.
L’incidente che ha acceso i riflettori.
A far emergere con urgenza il problema è stato un episodio avvenuto pochi giorni fa. Con la “Fiumetta” in secca rispetto ad altri periodi dell’anno, un ragazzo si è tuffato fratturandosi un piede. È stata chiamata immediatamente un’ambulanza del 118, che però si è trovata di fronte a un vero e proprio muro di veicoli in sosta selvaggia, parcheggiati proprio dove non dovrebbero stare. Ne è seguito un vero e proprio delirio di manovre, con il mezzo di soccorso costretto a un percorso ad ostacoli prima di poter raggiungere il ferito.
Segnalazioni senza risposta.
I residenti, i frequentatori e le diverse attività commerciali della zona lamentano la situazione. Le telefonate al Comando della Polizia Locale di Terracina per segnalare l’occupazione selvaggia dello stradello sarebbero, secondo le testimonianze raccolte, all’ordine del giorno. Eppure gli interventi operativi concreti si contano, dicono i cittadini, “sulle dita di una mano, forse meno”.
Non si mette in discussione la buona volontà del Comando, alle prese con note difficoltà di organico – pur con l’ingresso in servizio, nei giorni scorsi, di nuove unità. Ma il punto resta: un’area così densamente frequentata, e con rischi concreti sia per la circolazione sia per l’incolumità dei bagnanti, richiederebbe un presidio più costante e mirato.
Il modello Fondi.
Un termine di paragone arriva dal Comune confinante di Fondi, che da tempo, nel periodo estivo, ha predisposto un sistema di controllo più strutturato per le proprie aree costiere. Un esempio che, secondo cittadini ed esercenti terracinesi, potrebbe e dovrebbe essere replicato anche per la “Fiumetta”, prima che un episodio come quello dei giorni scorsi si trasformi in una tragedia vera.
Sindaco Giannetti, ci rivolgiamo a Lei, che è il responsabile apicale della Polizia Locale: il cittadino si aspetta un controllo più serrato in una zona del territorio comunale che sta evidentemente sfuggendo di mano. (everardo longarini)
I commenti non sono chiusi.