Dopo mesi di calvario asfaltico che avrebbero fatto impallidire persino i crateri lunari, stamattina i residenti della zona Alberone – per i forestieri trattasi della salita che conduce al vecchio ospedale San Francesco che mette alla prova sospensioni e fegato – si sono svegliati con un rumore insolito. No, non era il solito scooter truccato del vicino: erano autentici mezzi d’opera.
Già, perché dopo innumerevoli lamentele, segnalazioni e forse qualche rosario recitato dagli automobilisti più devoti, qualcuno ha evidentemente deciso che quelle voragini stradali meritavano attenzione. E non parliamo di buchette: qui si parla di danni che avrebbero fatto la gioia di un paleontologo in cerca di fossili.
Il dispiegamento di forze in campo – operai, escavatori, e tutto l’armamentario del caso – lascia intendere che la situazione era effettivamente seria. Più seria di quanto chi siede comodamente negli uffici comunali o di Acqualatina (ma meglio non infierire) volesse ammettere. Insomma, i cittadini non stavano esagerando: semplicemente cercavano di non perdere il paraurti ogni volta che tornavano a casa.
Ora non resta che attendere il verdetto finale di questa operazione di salvataggio stradale. Nel frattempo, un plauso al cittadino-reporter che ha immortalato l’evento con scatti degni di un’epopea moderna: “Il giorno in cui finalmente qualcuno si ricordò di Via San Francesco”.
Che sia l’inizio di una nuova era o l’ennesimo rattoppo destinato a cedere alla prima pioggia? Lo scopriremo nelle prossime puntate.
e.
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