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Terracina, affrancazioni dei canoni enfiteutici: c’è chi aspetta anni e chi tre mesi

scritto da Redazione
Terracina, affrancazioni dei canoni enfiteutici: c’è chi aspetta anni e chi tre mesi

Ieri avevamo messo in evidenza un dato pubblico proveniente dal settore Arredo Urbano, Edilizia Privata e Sanatorie del Comune di Terracina, che nel periodo gennaio-aprile 2026 ha definito “ben 11 pratiche di condono edilizio”, alcune ferme da 41 anni negli scaffali degli uffici preposti.

Oggi ci occupiamo di un altro settore dell’Ente comunale, quello del “Patrimonio e Demanio Marittimo – Settore Patrimonio, Usi Civici e Servizi Cimiteriali”. Per meglio dire, ci soffermiamo su un segmento specifico di questo settore: le affrancazioni dei canoni di natura enfiteutica.

Anche in questo ambito, va detto, non sono sempre rose e fiori: i tempi di lavorazione per il rilascio delle richieste di affrancazione risultano spesso molto lunghi.

Un caso in particolare ha attirato la nostra attenzione, non fosse altro per la rapidità con cui è stato definito, l’istanza presentata il 23 marzo 2026 e risolta appena tre mesi dopo, il 25 maggio 2026, senza che nella determina dirigenziale risulti indicata alcuna dichiarata urgenza a giustificare la sollecitudine.

L’atto, alla voce beneficiario, riporta un OMISSIS a tutela della privacy, ma una rapida visura catastale consente di risalire senza difficoltà a nome, cognome e provenienza territoriale del soggetto interessato.

Nulla da eccepire, sia chiaro, nei confronti di chi ha visto concludersi in tempi rapidi il proprio percorso burocratico. Anzi, va detto con chiarezza: bene così.

Sarà forse che la pratica in questione non presentava intoppi di alcun genere, e che il tecnico incaricato di seguirla e presentarla all’Ente di piazza Municipio abbia svolto un lavoro impeccabile, tale da suscitare l’invidia di tanti colleghi che da anni attendono in fila l’altrettanto agognato provvedimento autorizzativo.

A questo proposito, ricordiamo un nostro articolo di qualche tempo fa, nel quale davamo conto delle lamentele di un tecnico incaricato che per mesi aveva chiesto ragguagli sulla pratica di un suo cliente, arrivando persino a far intervenire un legale con una diffida rimasta, ad oggi, lettera morta.

Non vogliamo credere che negli uffici del Comune di Terracina alcuni atti viaggino a velocità differenziate rispetto ad altri. Ma il dato, va detto, si potrebbe prestare a questa lettura.

Se abbiamo riportato inesattezze, rispetto al testo della determina dirigenziale n. 1321 del 25.6.2026, saremo lieti di rettificare. (everardo longarini)

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