sabato 14 Marzo 2026,

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Terracina, 2 milioni di euro per rattoppare le strade: soldi sprecati e asfalto che si sbriciola. La denuncia di un caso emblematico in via Marcia: la stessa buca rattoppata due volte in tre mesi è già tornata allo stato originario.

scritto da Redazione
Terracina, 2 milioni di euro per rattoppare le strade: soldi sprecati e asfalto che si sbriciola.  La denuncia di un caso emblematico in via Marcia: la stessa buca rattoppata due volte in tre mesi è già tornata allo stato originario.

Due milioni di euro spesi, strade peggiorate. È la fotografia impietosa del manto stradale del territorio terracinese, dove le buche continuano a ripresentarsi puntualmente dopo ogni intervento di riparazione, quasi come se i lavori non venissero mai eseguiti a regola d’arte.

L’ultimo caso emblematico arriva da via Marcia, civico 4, dove una ditta incaricata di ripristinare il manto stradale dopo lavori alla centralina Enel ha lasciato dietro di sé una storia paradossale, fatta di rattoppi inefficaci.

La cronaca di un fallimento annunciato.

L’11 dicembre 2025 viene eseguito un primo intervento di “appilamento” del manto stradale aperto durante i lavori alla centralina Enel (?). Il risultato è subito giudicato insufficiente: il lavoro non è stato realizzato a regola d’arte. Il 22 dicembre 2025, a seguito di una segnalazione pubblica di questa pagina informativa, la stessa squadra (?) torna sul posto per rifare l’intervento in maniera, questa volta, definitiva.

Ieri, 26 febbraio 2026, il sopralluogo: il bitume posato a dicembre si è sbriciolato sotto il passaggio delle automobili, riaprendo di fatto la buca. Come se quei due interventi non fossero mai avvenuti.

Il nodo dei 2 milioni di euro.

Quello di via Marcia non è un caso isolato, ma la punta di un iceberg che affonda le radici in una gestione della manutenzione stradale che desta più di qualche interrogativo. Il Comune di Terracina ha speso oltre 2 milioni di euro per interventi di colmatura e ripristino del manto stradale sul proprio territorio. Eppure, a fronte di questo esborso considerevole per le casse comunali, la situazione appare oggi peggiore rispetto al punto di partenza: buche riaperte, rattoppi che non reggono nemmeno due mesi, e cittadini costretti a fare lo slalom tra crateri sull’asfalto rischiando danni ai propri veicoli.

Sorge spontanea la domanda: dove sono finiti quei soldi? Chi ha controllato la qualità dei lavori eseguiti? E perché gli uffici comunali preposti alla vigilanza non sembrano aver rilevato — né tantomeno sanzionato — la sistematica inadeguatezza degli interventi?

Si chiede l’intervento di un “Magistrato di Berlino”.

Di fronte a quello che appare come un fallimento strutturale e reiterato, aggravato dall’assenza di controlli evidentemente efficaci da parte degli uffici tecnici del Comune, si avanza oggi una richiesta precisa da parte dei cittadini: ma un “Magistrato a Berlino c’è”?

I cittadini terracinesi hanno il diritto di sapere se il denaro pubblico stanziato per le strade sia stato speso nel rispetto delle normative vigenti, se i capitolati d’appalto siano stati rispettati, e se i collaudi — ove previsti — siano stati effettivamente eseguiti. Quando le risorse ci sono ma i risultati non si vedono, è dovere delle istituzioni preposte fare chiarezza.

Non è più tollerabile che Terracina e i terracinesi debbano subire non solo il disagio quotidiano di strade dissestate, ma anche la beffa di veder sprecare milioni di euro senza che nessuno risponda di nulla. (e)


La documentazione fotografica degli interventi e delle successive ricadute è disponibile e potrà essere messa a disposizione delle autorità competenti. Anche se l’intervento in oggetto potrebbe essere stato realizzato al di là delle convenzioni delle ditte con il Comune. Il che non cambierebbe il senso del disastro che ammiriamo in città.

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