sabato 27 Febbraio 2021,

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Storace: “Sta per esplodere lo scandalo firme”

scritto da Redazione
Storace: “Sta per esplodere lo scandalo firme”

Sta per esplodere lo scandalo delle firme per le elezioni politiche. A regime ne servono un paio di milioni entro un mese, con tanto di festività in mezzo. E’ da settembre che lanciamo l’allarme, ma finora i partiti che non sono stati capaci di modificare la legge elettorale, se ne sono infischiati. E ora siamo al pasticcio finale. Chi non ha più consenso nel Paese punta a frodare chi sta fuori dal Parlamento. Eppure il Quirinale aveva raccolto l’allarme, ma l’incertezza deriva anche dal silenzio del Viminale di fronte ai doveri che ha”. E’ quanto scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, sul sito del partito e su Il Giornale d’Italia.
La questione e’ complessa e semplice al tempo stesso. Se si va a votare il 24 febbraio per le politiche, trentacinque giorni prima vanno presentate le liste per la Camera e il Senato. Ovvero, attorno al 20 gennaio.
La settimana prima, il 14 febbraio, liste in tribunale il 13 gennaio. In un caso siamo a 40 giorni, se si vota la settimana prima a 33. Ogni partito, a regime, deve raccogliere circa 120mila firme nelle 26 circoscrizioni della Camera e nelle regioni per il Senato in cinque o sei settimane. Praticamente ventimila a settimana, tremila al giorno.
Un’interpretazione più favorevole le dimezza. Se il Presidente della Repubblica scioglie prima del 28 dicembre il Parlamento – ovvero, come recita la legge in vigore, quattro mesi prima della scadenza naturale della legislatura, fissata al 28 aprile – se ne devono raccogliere sessantamila: 1500 al giorno, se fossero tutte pronte da oggi.
Ma per raccogliere ordinatamente le sottoscrizioni e nel pieno rispetto delle norme, bisogna fare le cose per bene, premurandosi di avvisare per tempo chi le deve autenticare avendo di fronte chi firma, recuperando i certificati elettorali dei candidati e soprattutto – continua Storaceciascuna delle 945 accettazioni di candidatura per Camera e Senato. Perché se un candidato ci ripensa si potrebbe correre il rischio di dover ricominciare con le firme.
Il presidente Napolitano, lo scorso 29 novembre – la lettera e’ stata pubblicata sul Giornale d’Italia online del 30 – mi ha scritto ammettendo “l’esigenza di non rendere più difficili gli adempimenti necessari per partecipare alla competizione elettorale”.
In realtà, ora il buco normativo e’ totale. Non avendo legiferato in materia elettorale perché i partiti non ne sono stati capaci dopo averci annoiato per anni sul Porcellum, ora tocca convincere il governo a varare un decreto che eviti il caos. Anche perché c’erano sei mesi prima del deposito delle liste per raccogliere le firme, ma nessuno sapeva con quale legge elettorale. Il governo e’ stato persino incapace, finora, di pubblicare il censimento Istat 2011, per cui si e’ modificata la struttura della popolazione, ma non si sa ancora se cambia l’attribuzione dei collegi di Camera e Senato nel territorio, a cui si devono uniformare le liste elettorali. Non lo dico io, ma Santa madre Costituzione.
A tutto questo si aggiunga il caos che riguarderà Lazio, Lombardia e Molise, dove si dovranno raccogliere firme anche per le regionali.
E’ evidente che ci vuole una deroga per esonerare dalla raccolta firme.
La legge vigente salva i gruppi parlamentari formati in entrambe le Camere a inizio legislatura. Se non sbagliamo si tratta di Pd, Pdl, Italia dei Valori e Lega. Il presidente della commissione senatoriale competente, Vizzini, ci ha provato ieri dicendo che si deve stabilire una deroga per chi ha almeno due parlamentari. Comodo, molto comodo. Chi ha parlamentari frutto di scissioni se la cava senza aver preso un solo voto; chi ha gruppi regionali formati grazie al voto popolare invece no. Fli se la cava, La Destra no? Questo caso riguarda anche i grillini, i Verdi, i Radicali, la Federazione della sinistra.
E’ democrazia. Non scherziamo – conclude StoraceSarebbe l’ultimo scandalo della legislatura”.

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