venerdì 15 novembre 2019,
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Sperlonga. La valorizzazione dell’Appia antica e le polemiche

scritto da Redazione
Sperlonga. La valorizzazione dell’Appia antica e le polemiche

Le polemiche pretestuose della minoranza consiliare e il successivo intervento a gamba tesa della ex delegata  comunale di Sperlonga Sara Kelani, avvenute in seguito ad una deliberazione “ibrida” del Comune di Itri  riguardante il  la valorizzazione dell’Antica Via Appia da me denunciata e  criticata,  meritano di alcune precisazioni  essenziali la  comprensione dei cittadini e di tutti  gli attori istituzionali coinvolti nel progetto che a tutt’oggi rimane  purtroppo al  Palo di partenza. Si tratta di un Piano D’Azione per la valorizzazione dei cammini  storici connessi e funzionali all’Antica  Via Appia, cosiddetta “Regina Viarum” per la sua importanza storica.  Progetto sul quale stiamo lavorando da alcuni anni e  che vede impegnati, attraverso un apposito Protocollo d’intesa,  oltre 17 Comuni ed Enti territoriali ivi compresi i parchi regionali dei Monti Ausoni, Aurunci e Riviera di Ulisse.

Il Protocollo in questione  è  basato su un progetto preliminare strategico di rete  teso a promuovere e valorizzare  il cammino dell’Appia Antica che va da Terracina fino a Minturno. Tale progetto è stato elaborato e coordinato gratuitamente dal Sottoscritto in stretta collaborazione con l’Università di Cassino e da alcuni  valenti professionisti (Archeologi,  architetti , storici botanici, antropologi ecc.) Una iniziativa, questa, che  ha suscitato  forte  interesse del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Lazio espresso pubblicamente in diversi seminari e convegni. Si tratta insomma di un piano d’azione che assunto connotati innovativi e strategici  per l’intero comprensorio pontino al quale hanno fatto riferimento anche altri territori del Lazio a sud di Roma  fino a Latina,  passando  dai Monti Lepini.  Per la realizzazione di questo progetto strategico, che parte da Roma fino a Brindisi, sono state coinvolte 4 Regioni  e stanziati dal CIPE otre 60 milioni di euro, il tutto  coordinati da un apposita “Cabina di Regia “ tra  Stato-Regioni  interessate. Stiamo parlando, quindi, di progetti realmente importanti e strategici che possono incidere in modo qualitativo sullo sviluppo culturale, ambientale ed economico- turistico del nostro comprensorio.

Pertanto le chiacchiere a vuoto e le polemiche personalistiche e di basso profilo su tali questioni, esercitate da parte delle forze di minoranza locali,  sono “strampalate” e  non trovano alcun riscontro né documentale né di merito.  

Posto tutto quanto sopra, occorre dire che siamo stati i primi a partire con le procedure amministrative e progettuali  affidando poi  il ruolo di Ente Capofila al Comune di Itri, il quale purtroppo è fermo al “palo di partenza” da oltre 2 anni nonostante le numerosissime sollecitazioni sia verbali che scritte  avvenute sia  dal sottoscritto che dagli altri  soggetti pubblici  aderenti al Piano D’Azione , nonché, dalle Associazioni sociali e culturali e ambientali operanti sul territorio.

Il fatto grave, da me denunciato, è avvenuto con una recente deliberazione della Giunta Comunale di Itri con la quale, dietro al nobile titolo di “richiesta di riconoscimento del Patrimonio dell’Unesco dell’Appia antica“, viene affidata l’intera  Valorizzazione dell’Appia Antica a titolo “gratuito” ad una  Associazione di Latina  costituita ad hoc, quasi sconosciuta, senza titoli ed esperienza in materia stravolgendo di fatto il lungo ed importante lavoro  condiviso e  formalizzato  da  ben  17 soggetti pubblici locali e territoriali.

Tutto questo è francamente inaccettabile e indifendibile con il serio rischio di far perdere a questo territorio  importanti finanziamenti ed una grande opportunità per la cultura e lo sviluppo economico-turistico sostenibile e qualitativo del territorio. Perciò ci batteremo fino in fondo per non disperdere l’ottimo lavoro già fatto e dare concreta attuazione ai progetti di valorizzazione dell’antica Via Appia e dei cammini storici ad essa connessi e funzionali costituiti dalla Via Francigena e dall’ Antica Via Flacca, così come condiviso e sancito formalmente dal Protocollo d’Intesa e dal suo  Piano D’Azione.

Stefano D’arcangelo

 

 

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