domenica 17 Maggio 2026,

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Sei giorni di Consiglio a Terracina: maggioranza muta, opposizione ignorata, problemi irrisolti

scritto da Redazione
Sei giorni di Consiglio a Terracina: maggioranza muta, opposizione ignorata, problemi irrisolti

Approvati Dup e Bilancio tra emendamenti bocciati in serie e un dibattito politico che non c’è stato. Resta il silenzio della maggioranza Giannetti sulle questioni che contano.

Si chiude con un bilancio politico magro — e non solo contabile — la maratona consiliare del Comune di Terracina. Sei sessioni consecutive, convocate già in ritardo, per approvare il Documento Unico di Programmazione e il Bilancio di previsione: un percorso che lascia nella memoria dei cittadini e nella cronaca amministrativa della città tre elementi difficili da archiviare.

Il primo è la valanga di emendamenti presentati dalle opposizioni — partiti e liste civiche — e respinti quasi en bloc dalla maggioranza che sostiene il sindaco Giannetti. Il secondo è il silenzio ostinato di quella stessa maggioranza, incapace o non disponibile a replicare nel merito politico alle proposte di modifica avanzate dai banchi dell’opposizione. Il terzo, forse il più pesante, è che al netto dei due documenti approvati, sul tavolo restano intatti tutti i nodi irrisolti che Terracina si porta dietro da decenni — e che anche questi primi tre anni di amministrazione Giannetti non hanno sciolto.

Gli interventi dei consiglieri di maggioranza sul Bilancio si sono rivelati ancora una volta di natura prevalentemente ragionieristica: un elenco di cifre che avrebbe potuto essere presentato in forma più efficace direttamente dal dirigente comunale di settore. Poco o nulla di politico, ancora meno di programmatico. Un documento che è apparso più una sequenza di enunciazioni formali — condite da ringraziamenti a cascata verso il governo Meloni, verso il rappresentante locale a Bruxelles, verso l’assessore alla cultura della giunta — che una vera analisi delle scelte amministrative compiute e di quelle da compiere.

Non basta, dunque, rivendicare i numeri quando manca la visione.

Sul piano istituzionale, alcune assenze pesano. La segretaria generale dell’ente, presente alla prima e travagliata seduta plenaria, è poi sparita dall’aula per il resto degli impegnativi lavori. La presidenza dell’assemblea ha mostrato i limiti di una funzione ancora da rodare. Eppure, proprio per questo, è forse l’unica figura istituzionale coinvolta nella “sei giorni” che merita di essere tenuta fuori dalla critica.

Per il resto, il giudizio è senza appello: sei giorni che la storia politica e amministrativa di Terracina ricorderà soprattutto per ciò che non è stato detto.

Il bilancio, infine (come il Dup), è stato approvato nella tarda serata di giovedì 9 aprile 2026 con i soli voti della maggioranza. Una chiusura dei lavori giunta in anticipo perché il consigliere di Europa Verde ha deciso di ritirare gli altri emendamenti presentati e ancora da discutere, attraverso un accordo raggiunto con l’amministrazione, che in “cambio” ne ha votato favorevolmente quattro. Ma di questo inaspettato risvolto ne parleremo quanto prima. (e)

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