martedì 02 Marzo 2021,

Cronaca

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San Felice Circeo. Dopo 35 anni abbattuto l’ecomostro

scritto da Redazione
San Felice Circeo. Dopo 35 anni abbattuto l’ecomostro

Ci sono voluti 35 anni, ma alla fine oggi l’ecomostro del Circeo, due scheletri abusivi in località Quarto Caldo, nel cuore del Parco nazionale, è stato abbattuto. Si conclude così il lungo iter giudiziario e amministrativo iniziato con una licenza edilizia concessa nel 1973 e poi bloccata dall’amministrazione che annullò le concessioni alla società Maiora. Successivamente i quattro edifici realizzati in maniera parziale furono acquistati dalla società Acantos che presentò domanda di condono, poi respinta negli anni ’90. La storia successiva e’ costellata di ordini di demolizione, diffide e ricorsi, fino all’acquisizione dell’area da parte del Comune di San Felice Circeo che ha inviato le ruspe per la demolizione, grazie anche alla collaborazione del Parco nazionale del Circeo. “Finalmente il Circeo – ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini che in questi giorni ha lavorato per contrastare il fenomeno dell’abusivismo e del dissesto idrogeologico – si libera di quegli scheletri di cemento che ne hanno deturpato per decenni il promontorio. Ringrazio il sindaco di San Felice del Circeo, Gianni Petrucci, e il commissario del Parco nazionale, presidente uscente Gaetano Benedetto, per questa iniziativa che non è solamente simbolica”. Dopo un primo abbattimento nel 2000, ricorda il ministero, l’intervento di oggi rimuove dieci ville composte da 16 unità abitative per un volume complessivo di circa 10.000 metri cubi. “L’azione di oggi – ha commentato il commissario del Parco, Gaetano Benedetto – restituisce a tutti uno straordinario tratto del promontorio che era deturpato dagli orrendi scheletri di cemento armato con cui si era tentata l’ennesima lottizzazione abusiva.  Ancora paghiamo le conseguenze del cosiddetto ‘sacco del Circeo’ degli anni ’70 e questi abusi appartengono proprio a quell’epoca”. Gli fa eco Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: “La demolizione degli abusi nel Parco Nazionale del Circeo è un gran bel segnale di legalità per una terra afflitta da una presenza radicata della criminalità organizzata. Nel Lazio è allarmante la situazione dell’illegalità ambientale, dall’abusivismo edilizio al traffico illecito di rifiuti, dall’inquinamento delle acque a quello atmosferico, con pesanti interessi della criminalità organizzata. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2009 ben 6.200 abusi hanno creato una profonda ferita ai danni del territorio del Lazio: un abuso su quattro si compie nelle aree vincolate e uno su cinque sfregia le coste. L’assalto criminale legato all’edilizia va fermato con una nuova stagione di demolizioni in tutto il territorio, dopo l’Isola dei Ciurli a Fondi, Ardea e San Felice bisogna mantenere accese le ruspe contro i ritmi impressionanti dell’abusivismo, sostenendo i Comuni come è avvenuto in questi casi anche con il fondo di rotazione per la lotta all’abusivismo”.

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