Nella seduta del Consiglio Comunale del 2 luglio, la maggioranza (Fratelli d’Italia, Lega, Energia Civica e Gruppo Misto), affiancata da Forza Italia e Progetto Terracina, ha approvato l’adesione alla cosiddetta “rottamazione quinquies” e al regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, previsto dalla Legge 199/2025. Contrari Europa Verde e Sinistra Italiana, assente il Partito Democratico. Sul secondo provvedimento si registra anche l’astensione del Gruppo Misto.
A denunciare l’operazione è Gabriele Subiaco, consigliere comunale di Europa Verde a Terracina e consigliere nazionale del movimento, che parla di un’ennesima sanatoria fiscale capace di “ricompattare” l’intero centrodestra, minoranza compresa.
I numeri dell’operazione.
Secondo i dati riportati da Subiaco, il volume dei crediti coinvolti ammonta a circa 10,5 milioni di euro per la rottamazione quinquies (relativi al periodo 2000-2023) e a oltre 69,5 milioni per la definizione agevolata (periodo 2016-2020). Ipotizzando un tasso di adesione realistico intorno al 10%, in linea con i precedenti della rottamazione quater, il beneficio stimato per le casse comunali sarebbe di circa 4 milioni di euro in sei anni, a fronte di una rinuncia a sanzioni e interessi per quasi 2,7 milioni.
Il consigliere sottolinea inoltre che gran parte del credito relativo alla definizione agevolata riguarda le multe del tutor della Galleria Monte Giove, difficilmente esigibili: escludendo questa voce, l’impatto reale sul bilancio si dimezzerebbe ulteriormente.
La critica: “Operazione politica, non economica”.
Per Subiaco il rapporto costi-benefici dell’iniziativa sarebbe “praticamente nullo”, con effetti irrilevanti su residui attivi e fondo crediti di dubbia esigibilità. La reale motivazione, secondo il consigliere, sarebbe di natura elettorale più che finanziaria, e rischierebbe di scoraggiare i cittadini che pagano regolarmente le tasse, mettendo sullo stesso piano chi ha sempre versato i tributi e chi decide di farlo solo ora, beneficiando di rateizzazioni agevolate.
Le proposte alternative.
Invece dei condoni, criticati anche dalla Corte dei Conti, Subiaco propone misure strutturali:
potenziare la capacità di riscossione, oggi sotto il 50% dell’accertato annuo;
intensificare la lotta all’evasione fiscale incrociando le banche dati comunali con utenze elettriche, contratti di locazione (Siatel) ed elenchi delle attività commerciali, per verificare correttamente IMU, TARI e canone unico patrimoniale.
Misure che, secondo il consigliere, produrrebbero un recupero di risorse più sostanziale rispetto alla sanatoria, ma che richiederebbero “coraggio politico” che il centrodestra, a suo dire, preferisce non esercitare. (e.l.)
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