giovedì 09 aprile 2020,
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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

LA BARBUTA, PALOZZI (FI): “DOPO SENTENZA TRIBUNALE, SI VADA VERSO CHIUSURA CAMPO ROM”
Alla luce dell’ordinanza emessa dal Tribunale Civile di Roma sul campo rom La Barbuta e resa nota quest’oggi dall’associazione 21 Luglio, al Campidoglio adesso non rimane che uscire dai silenzi istituzionali e mettere punti fermi sul futuro dell’insediamento attrezzato, localizzato in VII Municipio e a due passi dal Comune di Ciampino. Al di là delle opinioni politiche sulla questione rom, un dato politico è chiaro: La Barbuta, esempio imbarazzante di come i problemi di Roma si ripercuotano negativamente sull’area metropolitana, deve diventare protagonista di un graduale ridimensionamento antropico e strutturale, anticamera della chiusura e della bonifica del suo perimetro. Dopo denunce mediatiche, roghi tossici e discariche a cielo aperto, è giunto il momento che i cittadini di Ciampino e Morena tornino a vivere una vita tranquilla e serena”. Così il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Ambiente, Adriano Palozzi.


I rappresentanti dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua) contestano le norme del Disegno di legge sulla concorrenza relative ai sinistri stradali. L’Avvocato Marco Bona, esperto di responsabilità civile e risarcimento danni e consulente della commissione Rc dell’Oua, è intervenuto sul tema ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.
“E’ un dato oggettivo che le lobby delle assicurazioni spingono per questo provvedimento -ha affermato Bona-. C’è stata una relazione dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) nel 2014, in cui l’Ania metteva in campo una serie di proposte per riformare la Rc Auto. Queste proposte sono state riprese parola per parola dal Governo. Quindi queste sono norme nuove scritte dall’Ania“.
Attraverso riferimenti alla scatola nera e alla riparazione diretta tramite carrozzerie convenzionate -ha aggiunto Bona-, si sta cercando di trasformare un contratto con l’assicurato in un contratto che va contro qualsiasi principio della libera concorrenza. Si incanala il consumatore verso determinate clausole che sarebbero vessatorie. Lo conducono ad optare, in ragioni di sconti indefiniti, per delle clausole che lo vessano e lo costringono in determinate direzioni. Questo va in senso opposto rispetto a quello che era stato definito con il decreto Bersani“.


Alfredo Iorio, leader di ”Nessuno tocchi il mio popolo” è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
“Nessuno tocchi il mio popolo” – ha spiegato Iorio – è una sigla nata due settimane fa per cercare di unire le forze che stanno vedendo il dissolversi dell’Italia e del suo patrimonio economico, morale e culturale. Dopo l’assegnazione di un casale a dei clandestini a La Storta abbiamo unito molte sigle di associazioni di volontariato e politiche e abbiamo pensato a questo motto. Le vecchie categorie sono saltate, ognuno viene da vari mondi ma l’importante è ricostruire questo paese e cominciare dalle cose fondamentali.
Sul primo campo profughi per italiani:”Lo abbiamo creato perché gli italiani oggi sono profughi che scappano da guerre economiche, dalle cartelle esattoriali di Equitalia e dalle banche – ha aggiunto Iorio – si ritrovano senza casa senza niente, costretti a dormire per strada. Per questo abbiamo deciso di raccoglierli vicino a questo casolare che vogliono dare ai clandestini. Nel campo ci sono trenta famiglie che la mattina vanno a lavorare e la sera quando tornano devono dormire in macchina o in tende. Questa notte un bambino si è sentito male, è stato ricoverato con la febbre molto alta ma il sindaco pensa alle unioni civili.
Ancora sull’Amministrazione Marino: “Il sindaco è un latitante, – ha commentato ancora Iorio – è un pazzo e quello che succede a Roma è imbarazzante. Vogliamo i nostri diritti, che non ci sia differenza di trattamento tra italiani e stranieri. Marino è fuori luogo, e la città è stata distrutta dalla classe politica di destra e sinistra.”
Oggi saremo davanti al Municipio perché il presidente Barletta non è mai venuto a vedere il campo profughi. Allora andremo noi da lui per chiedere un minimo di assistenza. Questi sono dei pazzi veri. C’è follia totale in una classe dirigente che non esiste più”.
Sulla Lega di Matteo Salvini:La soluzione non è seguire Salvini. A Roma il leader leghista ha preso tutta la vecchia classe dirigente di Alemanno, bravissime persone ma è il vecchio potere. Non è una novità. Le ruspe ce l’ha nel cervello, al di là dei mezzi di comunicazione, a Roma Salvini non entra. E’ fico perché è imposto, ma vi assicuro che a Roma Salvini non entrerà . A Roma la tensione è alta, sembra di essere tornati agli anni settanta , la Capitale non ha bisogno di altre guerre interne.


 

Giorgio La Malfa, ex Segretario del Partito Repubblicano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “La storia oscura”, condotta da Fabio Camillacci, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, parlando dell’emergenza immigrazione.
La Lega di Salvini non mi piace -ha affermato La Malfa- preferivo quella di Bossi, che aveva una testa politica. Salvini è solo un demagogo, ha il successo che hanno i demagoghi, che va e viene col vento. In un momento difficile del Paese, chi strilla trova consensi. Ma bisognerebbe anche avere la capacità di dire qualcosa di positivo per attirare l’attenzione delle persone serie. A dire ‘non vogliamo immigrati in Lombardia’ ci vuole poco, ma bisognerebbe anche spiegare come si fa a non averli. Da una parte i governatori delle regioni sbagliano, ma da una parte hanno ragione. Quella dell’immigrazione è una tragedia per l’Italia, che non può caricarsi un milione di persone all’anno. La Francia e l’Inghilterra hanno spalancato le porte all’immigrazione clandestina con quella dissennata guerra fatta in Libia. Per questo dovrebbero essere solidali con l’Italia. L’Europa non sa cosa fare in Libia e non vuole prendersi parte di queste persone che scappano dall’Africa, quindi l’Italia è sola davanti a tutto questo. E’ una situazione molto difficile, non invidio Renzi“.


Il Senatore Stefano Esposito, commissario del Partito Democratico a Ostia, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Dimissioni Marino.Quelli che chiedono le dimissioni di Marino -ha dichiarato Esposito- continuano a fare il gioco di chi non vuole cambiare niente a Roma. L’azione della Magistratura è repressiva, ma a questa azione devono seguire gli interventi amministrativi necessari perchè non si ripetano le situazioni che ogni giorno umiliano centinaia di migliaia di militanti per bene del Partito Democratico, costretti a leggere certe cose. Di fronte alle azioni di una penosa banda di ruba galline, capisco che in molti possa prevalere lo sconforto. Se la situazione non fosse tragica, la richiesta di dimissioni di Marino fatta da Alemanno farebbe ridere. Stiamo parlando di un signore che è indagato per associazione mafiosa, uno dei reati più gravi che ci possa essere. Sui giornali ho letto che Buzzi ha dichiarato: ‘Sotto Alemanno abbiamo dovuto pagare perchè sennò ci avrebbero tolto il lavoro’. E questo signore si permette di criticare una persona per bene come il Sindaco Marino. Io se fossi nei panni di Alemanno mi sarei andato a nascondere. Non lo hanno arrestato, lo hanno lasciato a piede libero, se fossi in lui resterei chiuso in casa e cercherei di far dimenticare la mia esistenza. Ha veramente la faccia come il…
Il giudice del lavoro ha bocciato la rotazione dei dipendenti di Roma Capitale. “Questa è una cosa incredibile -ha affermato Esposito-, spero che i cittadini si rendano conto di quanto sia difficile per un sindaco per bene come Marino riuscire nell’intento di portare un minimo di trasparenza e legalità nell’amministrazione. Arriva un giudice del lavoro qualunque e ti boccia il provvedimento. Ma quello che mi preoccupa sono le dichiarazioni roboanti dei sindacati. Io ho letto le dichiarazioni degli esponenti della Cisl. Trovo incredibile questa logica corporativa che di fronte a quello che succede pensa semplicemente di potersi auto assolvere scaricando su qualche politico ladro le responsabilità di un sistema annidato dentro la struttura amministrativa. Senza una struttura amministrativa compiacente, le indicazioni di qualche politico ladro non possono trovare l’efficacia che stiamo verificando leggendo le carte. Non voglio definire quelli della Cisl consapevoli complici, ma sicuramente in questo momento non stanno aiutando il necessario processo di trasparenza che è urgente nell’amministrazione capitolina. Siamo di fronte ad una situazione in cui ognuno cerca di tutelare il proprio ombelico senza rendersi conto di cosa sta succedendo fuori. Su alcune questioni c’è un interventismo inaccettabile da parte della Magistratura. Prima il Tar, poi il Consiglio di Stato, ora il giudice del lavoro, viene da pensare davvero contro chi dobbiamo combattere. Leggendo le dichiarazioni degli esponenti della Cisl ci si rende conto che loro accettano la rotazione solo se concordata con loro“.
Esposito ha commentato le polemiche che hanno riguardato un suo tweet dopo la finale di Champions, per cui il senatore è stato accusato di sessismo. “Andando a vedere i curricula delle signore che si sono agitate, si capiscono molte cose -ha affermato Esposito-. Ho scoperto questa giovane scrittrice Ballestra, che prima non avevo mai sentito nominare. Sono un po’ ipocriti e un po’ bacchettoni. Si sono sprecati tanti fiumi di parole e d’inchiostro, ma questa mattina sia l’Amaca di Gabriele Serra sia il pezzo di Giordana su Libero sono straordinariamente efficaci. Entrambi confermano che queste persone il sessismo l’hanno visto solo nella loro mente obnubilata dall’idea che non si possa più dire una parola. Tra un po’ non potremo nemmeno più utilizzare il detto della “botte piena e la moglie ubriaca”, perchè diranno che è sessista“.
Roberto Spada su Facebook ha chiesto consigli per il nome da dare alla sua lista civica.Ostia illegale, questo è l’unico nome della lista che potrebbe mettere -ha commentato Esposito-. Peccato che prenderebbe pochi voti, perchè la legalità ad Ostia è più forte di quanto lui creda“.


Riforma della scuola: governo va sotto in commissione su parere di costituzionalità. Determinante il voto del Senatore Mario Mauro (Gal), che ha spiegato le ragioni del suo voto ai microfoni di Open Day, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.
Oggi -ha affermato Mauro- si votava il parere cosiddetto di costituzionalità ma in buona sostanza i dubbi di un fondamento costituzionale di questa norma, che sembra ignorare molti degli aspetti della libertà di insegnamento, ci sono e sono evidenti anche nella maggioranza. Il nostro voto contrario non è legato al non voler riforme nella scuola, vogliamo riforme valide, non come questa che è scritta malissimo. Il nostro suggerimento al Governo è di fermarsi un attimo e rivedere la riforma nel dettaglio, perché molti dettagli producono troppe contraddizioni”.
Questo testo -ha proseguito Mauro- è una sfida al buon senso, dentro ci sono cose incongruenti. Lei cosa direbbe se uno Stato che contrae quotidianamente accordi con le persone, per adempiere ai propri doveri, cambiasse questi accordi in corsa? Ci siamo lamentati, e tantissimo, perché lo ha fatto con effetto retroattivo con la categoria dei pensionati, perché non dovrebbero farlo con gli insegnanti o aspiranti tali? Se lo Stato ha negoziato con degli aspiranti insegnanti un certo percorso per diventare insegnanti e poi cambia le carte in tavola, cosa dovrebbero dire quei cittadini? Il nostro problema è questo testo abborracciato, scritto dai dirigenti del Pd che si occupano di istruzione per restare nelle grazie del Presidente del Consiglio. Il testo attuale non ha né capo né coda, va riscritto”.

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