martedì 24 Novembre 2020,

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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

ROMA, LO SFOGO DI UN COMMERCIANTE DEL PIGNETO: “SONO SOTTO ATTACCO MAFIOSO, LA MIA GELATERIA OSTAGGIO DI SPACCIATORI E TOSSICI. COSÌ NON CE LA FACCIO PIÙ“. LA FOTO DEL CARTELLO APPESO FUORI DAL LOCALE E LE SUE PAROLE SU RADIO CUSANO CAMPUS
E’ un artigiano del gelato il commerciante sentito da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it), il piccolo imprenditore che ha voluto denunciare per l’ennesima volta come il quartiere Pigneto di Roma sia ormai sempre più ostaggio degli spacciatori e dei tossicodipendenti.
Si chiama Filippo, fuori dalla sua gelateria ha attaccato un cartello in cui scrive di essere sotto attacco mafioso: Io lavoro tante ore al giorno in quartiere difficilissimo, da quattro anni ostaggio degli spacciatori che operano davanti alla mia gelateria in qualsiasi ora del giorno e della notte. Spadroneggiano, danno vita a risse, discutono, litigano, gli ho detto di andare via e per questo hanno tagliato una pianta di vite che avevo davanti alla mia gelateria da più di vent’anni. Questa gente spaccia su queste strade da anni, mi dicono che devo cambiare casa e che non devono rompere. Ieri davanti alla mia gelateria c’erano tre ragazzi che si stavano bucando, ho provato a dirgli di lasciar perdere, ma è difficilissimo andare avanti così. A venti metri dalla gelateria, abbiamo trovato due che si bucavano, altre quattro o cinque persone che si stavano facendo di crack. Se provo a chiamare la polizia per segnalare che ci sono schiamazzi fortissimi e risse tra spacciatori, mi dicono di chiamare i vigili urbani. Come faccio ad andare avanti così? Per sfregio stanotte mi hanno tagliato la vite che avevo piantato 20 anni fa e che era l’orgoglio di via Pesaro. E’ stato un attacco mafioso. Loro si comportano da mafiosi. Hanno voluto fare una ritorsione vigliacca contro le mie proteste. Proprio come agiscono i mafiosi. Qui c’è un’organizzazione criminale che utilizza ragazzi spacciatori come se fossero soldatini e che vengono cambiati ogni sei mesi. Stiamo facendo una grossa pressione con il Prefetto, io sono disperato, non voglio lasciare questa gelateria, ci lavorava il mio bisnonno, sono loro a doversene andare, non noi.  La verità è questa è una zona a spaccio controllato, secondo me le autorità vogliono tenere gli spacciatori qui per non farli andare da altra parte. In quattro anni ho perso l’80% del fatturato“.


ROMA, GIORGIA MELONI A RADIO CUSANO CAMPUS:  “ROMANI, SARÒ RIGIDISSIMA A COSTO DI FARMI CACCIARE DAL CAMPIDOGLIO, VOTATEMI A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO. ALL’APERTURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI DOMANI SONO INVITATI ANCHE BERLUSCONI E BERTOLASO“. POI UNA BATTUTA SUL GATTO MARTINO: “GLI SERVE UNA FIDANZATA. LO NOMINO CAPO DELLA LEGIONE ANTI RATTI
Giorgia Meloni, candidata sindaco di Roma per Fratelli D’Italia, Lega Nord e Noi con Salvini, è intervenuta questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Sarà un natale di Roma particolare, quello di domani, per Giorgia Meloni, che aprirà al Pincio la propria campagna elettorale: “Un Natale di Roma particolare perché coinciderà anche con lo sciopero dell’Atac? Beh, che le cose debbano cambiare a Roma mi pare un sentimento diffuso. Roma è una città che rispetto alle sue potenzialità è totalmente allo sbando, come un museo tramutato in stalla. Potenzialmente è la migliore città mai esistita, però per una serie di ragioni che riguardano soprattutto il pregresso dell’amministrazione, ma anche secondo me il fatto che i romani hanno un po’ smesso di crederci, oggi versa in condizioni abbastanza tragiche, per quello che riguarda il decoro, i rifiuti, il trasporto pubblico, sperando che lo sciopero dell’Atac di domani non porti problemi particolari alla nostra manifestazione prevista per le 18 alla terrazza del Pincio. Se sono invitati Berlusconi e Bertolaso? Sono sempre invitati. Speriamo… Io fino all’ultimo ci spero, ho fatto appelli di ogni genere. Non tanto per vincere, si può vincere comunque, ma per semplificare il quadro agli occhi della gente. A me interessa per questo, perché poi i sondaggi dicono che la mia partito posso giocarla comunque“.
Giorgia Meloni traccia l’agenda e gli obiettivi da cui far rinascere la Capitale: “Abbiamo voglia di provare a cambiare le cose, partendo dalle questioni semplici e di buon senso di cui la città ha bisogno e l’amministrazione deve essere in grado di dare il buon esempio. La disillusione di tanti cittadini deriva dal fatto che quando tu vedi che tutto va storto, che non ne vale la pena, alla fine pensi che sia normale che non funzioni anche tu, perché dici ‘ma chi me lo fa fare, tanto se ne fregano tutti’. Io voglio metterci la faccia e impegnarmi in prima persona“.
Tornando sulla sua gravidanza, Giorgia Meloni chiarisce: “Tutti ci lamentiamo, ma quanti di noi sono davvero disposti a fare tutto ciò che è possibile fare per cambiare le cose? Io non ho nascosto, ed è stato oggetto anche di qualche incomprensione, che mi sarebbe piaciuto vivere la gravidanza in un’altra maniera. Dicono che sia il periodo più bello nella vita di una donna ed io non me lo godrò. Per questo all’inizio ho pensato di fare una scelta diversa. Poi, quando ho capito che l’alternativa era di fatto o riconsegnare Roma a chi l’ha governata fino ad ora oppure darla in mano ai Cinque Stelle, molto bravi negli slogan ma con una capacità di governo tutta da dimostrare, allora mi sono detta che dovevo fare la mia parte. Se pensassi che la politica non possa cambiare le cose smetterei di farla“.
Secondo Giorgia Meloni i cittadini di Roma, più che confusi come sostiene Virginia Raggi, sono arrabbiati: “Sono più arrabbiati che confusi. E’ la politica a sembrare confusa, i cittadini sono arrabbiati e obiettivamente non a torto, per quello che abbiamo visto e che vediamo di questa città, della discrepanza tra ciò che Roma potrebbe essere e quello che invece è. Sono molto diffidenti, io incontro tanta gente, la mia casa di sondaggi preferita è la mercato rionale comunication. Le politica le cose può cambiarle, ma non da sola. Se la politica non riesce a cambiare le cose è anche, spesso, perché la gente non risponde. Puoi mettere a Roma il sindaco più bravo in assoluto, ma se poi la gente aggira le norme tu la città non la rimetti in piedi lo stesso“.
Giorgia Meloni punta molto sul coinvolgimento dei cittadini: “Ho un piano molto ampio nel mio programma che riguarda proprio il coinvolgimento dei romani, il coinvolgimento dei privati nel rifacimento delle strade, delle associazioni di commercianti per il decoro, che riguarda le neomamme per ampliare l’offerta degli asili, che riguarda le associazioni e i comitati di periferia ai quali mi piacerebbe dare la possibilità di aprire delle attività commerciali a costo zero in cambio del fatto che loro si occupano di riqualificare determinate aree. Io voglio offrire degli strumenti affinché questa città si rimetta in piedi, ma ci devono credere tutti. Se io per esempio dico ‘guarda, ti do la possibilità di mettere la pubblicità del tuo marchio su questa strada e in cambio mi rifai il manto stradale’, ma se poi mi accorgo che lo hai fatto male, ti vengo a prendere per un orecchio’. Nel tema di mafia capitale non c’erano solo i politici, ma anche i burocrati e gli imprenditori. Complessivamente questa città sembra per parte non crederci più e quella che invece ancora si comporta bene non si fa sentire“.
Giorgia Meloni annuncia che sarà rigidissima: Bisogna dare l’esempio. Io lo farò ma sarò rigidissima con chi non non rispetterà le regole. Sarò rigidissima, a costo di essere cacciata dal Campidoglio, non guarderò in faccia nessuno. E’ l’unico modo per uscirne. Tutti oggi dicono che va bene ma se quando sarà ognuno farà l’inferno e avremo Roma con le manifestazioni con il sindaco preso a sacchi di patate, preferirò questo piuttosto che stare cinque anni in Campidoglio senza cambiare niente per la logica del compromesso. Per questo, dico ai romani votatemi a vostro rischio e pericolo, perché se arrivo a fare il sindaco non guardo in faccia a nessuno. Chi ama questa città e rispetta le regole non ha nulla da temere“.
Infine, una battuta sul Gatto Martino, il gatto di Giorgia Meloni: “Il Gatto Martino sta bene, ma approfitto per fare un appello. Gli sto cercando una fidanzata, in questo periodo è un po’ irrequieto, un po’ esuberante. Se qualcuno avesse una gatta, fatevi sentire. Nominarlo capitano ad honorem della battaglia che dovrà sconfiggere i topi? Sì, Gatto Martino lo nominiamo capo della legione antiratti“.


PROCESSI VERDINI, D’ANNA (ALA) A RADIO CUSANO CAMPUS: “VERDINI SI FARA’ TUTTI E SEI I PROCESSI, VIENE INQUISITO SOLO PERCHE’ E’ UN NOME. ALCUNI MAGISTRATI SFRUTTANO LA PROPRIA IMPUNITA’ PER FARE POLITICA, COLPA ANCHE DEL “TRAVAGLISMO”.
Vincenzo D’Anna, senatore di Ala, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Vincenzo D’Anna ha parlato della mozione di sfiducia discussa ieri in Senato: “Abbiamo perso una giornata intera in Senato a parlare dell’aria fritta, perché le mozioni erano strumentali. Non c’era neanche un movente politico, perché a Renzi nessuno ha contestato nulla, al di là degli sfoghi generici. Basta con la politica dell’odio fine a sé stesso. Renzi è osteggiato da finti rivoluzionari, basta guardare al caso del Movimento Cinque Stelle. Renzi è uno che non vuol tirare a campare, vuole cambiare le cose“.
D’Anna, poi, ha commentato il sesto processo che dovrà affrontare Denis Verdini: ” Verdini si farà tutti e sei i processi, qualche volta sarà assolto, qualche volta sarà condannato per poi essere assolto in appello o in cassazione. Non c’è un solo creditore che non abbia avuto i soldi indietro da Verdini. E’ inquisito per finanziamento illecito ma per i soldi che ha dato lui ai giornali e non per quelli che ha preso. Verdini viene inquisito perché un nome. Nella rappresentazione scandalistica che dà corpo alla politica in italia, chiamiamola “travaglismo”, dove non si è presunti innocenti ma presunti colpevoli, Verdini incarna l’idea del trafficone, del male, è il macellaio. Invece Verdini ha grandi competenze e grandi esperienze. Ci sono magistrati che non essendo responsabili dei loro errori continuano a commettere errori e abusi perché non ne danno conto a nessuno. Dietro al discorso dell’autonomia dei magistrati si nasconde il discorso della irresponsabilità. Alcuni magistrati attraverso la notorietà vogliono arrivare al potere politico. Una parte della magistratura italiana ha smanie di protagonismo perché vuol fare politica sfruttando l’impunità e la notorietà. Verdini è vittima di teoremi. Purtroppo in Italia per arrivare alla sentenza definitiva servono 14 o 15 anni, quando sarà assolto non importerà più a nessuno, purtroppo oggi in Italia i processi li facciamo sui giornali“.


Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito all’intervista del suo predecessore Fausto Bertinotti, che al Corriere ha spiegato i suoi rapporti con il mondo di Comunione e Liberazione e ha parlato di fine della sinistra italiana. “Non condivido quello che dice quando parla di eutanasia del movimento operaio –ha affermato Ferrero-. Negli ultimi 30 anni la sinistra si è divisa. C’è una sinistra socialista che è stata protagonista di politiche neoliberiste che stanno distruggendo il welfare e la democrazia, tutte le conquiste del movimento dei lavoratori. E dall’altro lato c’è la sinistra anti-liberista. Far finta che sia tutto la stessa cosa non funziona, perché la parola sinistra oggi non dice quasi nulla, bisogna specificare quale. La sinistra di Hollande che vende cacciabombardieri e quella di Renzi che distrugge i diritti dei lavoratori è fallita. Poi c’è una sinistra che si batte affinché la ricchezza che abbiamo sia distribuita, e che lavora contro il razzismo e per l’accoglienza”.
La sinistra di Renzi fa le stesse cose che faceva Berlusconi quindi non ha nulla di sinistra –ha spiegato Ferrero-. La sinistra di alternativa si è suicidata quando Bertinotti è stato presidente della Camera, perché molta gente ha pensato: siete riusciti ad andare al governo ma non sta cambiando nulla e quindi anche voi siete diventati come gli altri. Qualche responsabilità ce l’ha anche Bertinotti quindi. Da quel momento noi stiamo cercando di rimettere insieme i cocci cercando di ricostruire una sinistra unita. Lo stiamo facendo a partire dalle elezioni comunali”.
Bisogna guardare alle cose come sono cambiate senza farsi prendere in giro –ha aggiunto Ferrero-. I ricchi sono più ricchi di 50 anni fa e i poveri sono di più rispetto a 50 anni fa. Dire che lo sfruttamento del popolo è aumentato potrà sembrare un linguaggio retrò, ma questa è la realtà. Tutti i giovani di 20 anni oggi stanno peggio di come stavano 30 anni fa perché qualcuno guadagna sulle loro spalle sfruttandoli, molto più di quanto accadeva 30 anni fa. Il Jobs act ha tolto dei diritti, ormai tutti i lavoratori sono sottoposti al ricatto del licenziamento. E’ in corso una repressione dei delegati sindacali combattivi all’interno delle fabbriche. Renzi ha fatto un favore ai padroni, ai datori di lavoro, a quelli che vivono e guadagnano sul lavoro degli altri”.


Beatrice Brignone, deputata di Possibile, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Legge o giustizia”, condotta da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Brignone è prima firmataria della proposta di modifica alla legge 194. “Vogliamo garantire che almeno il 50% del personale in servizio non sia obiettore di coscienza –ha affermato Brignone-. Tutte le persone che si sono rivolte a me su questo tema, hanno riportato tutte la stessa testimonianza: c’è un clima di mobbing nei confronti di chi non obietta. La fede religiosa c’entra poco, ci sono persone che sono diventate obiettori di coscienza perché non ce la facevano più a sostenere quel clima. Se tu vieni chiamato dalla mattina alla sera solo per praticare interruzioni di gravidanza perché altri non lo fanno, il peso psicologico diventa più pesante. I dati del ministro Lorenzin? Sono sempre opinabili i suoi dati. I dati che il Ministero ci ha dato in autunno parlano di calo delle interruzioni di gravidanza, calo degli aborti clandestini, calo della contraccezioni, cala tutto e calano anche le nascite. C’è qualcosa che non torna in questi dati. Il fatto che ospedali e consultori non offrano il servizio necessario e, anziché offrirti accoglienza ti fanno sentire un clima di ostilità in cui ti guardano di traverso come se fossi un’assassina, è chiaro che qualcuno pensi di ricorrere ad altre strade, come ad esempio quelle fai-da-te che offre la rete. Su questi temi c’è una scarsa laicità da parte del governo e infatti io sono uscita dal Pd anche per questo. C’era ai tempi di Veltroni e c’è ancora di più oggi”.

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