martedì 24 Novembre 2020,

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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

UMBERTO ECO, IL RICORDO DI DARIO FO A RADIO CUSANO CAMPUS: NE “IL NOME DELLA ROSA” C’E’ UN PERSONAGGIO ISPIRATO DAL MIO MISTERO BUFFO. AVREI DOVUTO RECITARE NEL FILM. AVEVA RAGIONE, INTERNET HA DATO DIRITTO DI PAROLA AGLI IMBECILLI, CHE IO PERO’ DEFINIREI ANCHE LECCAPIEDI. PER SCHERZARE MI CHIAMAVA LADRO DI CAPPOTTI
Dario Fo, premio nobel per la lettura nel 1997, è intervenuto su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Dario Fo, nel giorno in cui il mondo saluta Umberto Eco, ha voluto ripercorrere alcune tappe del suo rapporto con lo straordinario scrittore italiano: “Prima di tutto Umberto Eco è stato uno studioso del lessico, della lingua, veramente a grandissimo livello. Una cosa che ci legava era l’attenzione al dialetto, non soltanto per quanto riguarda la lingua, ma per la forma, per l’immagine, che attraverso il dialetto si riusciva ad ottenere. Ci fu un momento in cui lui nel libro “Il nome della Rosa” aveva inserito un personaggio molto importante, quello che si inventa una lingua, tutto strano, particolare. Quel personaggio parlava una lingua particolare, che cambiava di volta in volta. Lui stesso, un giorno, mi disse che era stato ispirato dal mio Mistero Buffo, che si ispirava apertamente al mio grammelot.
Dario Fo racconta ancora un aneddoto, su Umberto Eco:Nella versione cinematografica de Il nome della Rosa, Umberto Eco mi aveva proposto proprio di interpretare quel personaggio, ispirato al grammelot. Ho parlato anche con il regista, che era francese. Aveva l’idea, però, di deformarmi completamente il volto. Per questo non se ne fece nulla, perché io recito con la voce, con i ritmi, ma anche quando recito con una maschera, io uso il volto. Comunque, fu lui stesso a dichiarare di essersi ispirato al mio grammelot. Poi, io e Umberto Eco, ci siamo incontrati parecchie volte, in dibattiti e in feste. Una volta andai a casa sua, ero talmente intrigato dalla conversazione, che quando sono andato via presi per sbaglio il suo cappotto, lui mi telefonò scherzando e mi disse che glielo avevo rubato. Per questo, per sorridere, quando ci incontravamo mi chiamava ladro di cappotti“.
Da Dario Fo, poi, un commento sulle dichiarazioni di Umberto Eco a proposito di Internet: “Quando disse che internet ha dato diritto di parola agli imbecilli? Lui amava il contrasto, il paradosso. Io sono d’accordo, comunque. Internet ha dato il diritto di parola agli imbecilli, che crescono, sono sempre di più, che non sono tali solo perché sono ciechi di cervello e non vedono il mondo, ma anche perché non hanno alcun tipo di capacità di indignarsi. Non sono solo imbecilli, sono anche leccapiedi”.


Vladimir Luxuria è intervenuta questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Robero Arduini e Andrea Di Ciancio.
Luxuria ha duramente criticato l’evoluzione legata al Ddl Cirinnà: “Meglio un pezzo che oggi che tutto mai come dice Renzi? Intanto a pezzi siamo noi, sempre in mano a politici che tra voltafaccia, giochi di alleanza e tradimenti, decidono qualo diritti concederci e quali diritti no. Sarebbe stato come se i neri d’America si fossero accontentati di una legge che stabilisse che potevano sì salire sull’autobus, ma che dovevano rimanere in piedi. Io credo che l’uguaglianza debba essere totale. Siamo stufi di essere presi in giro e di veder svenduti i nostri diritti. Dicevano di volere le unioni civili alla tedesca, qui invece siamo davanti alle unioni civili alla vaticana. E siamo così sicuri che verrà tolta soltanto la stepchild adoption? Io mi aspetto altre sorprese. Qui tra i due litiganti, PD e Movimento Cinque Stelle, Angelino gode“.
Luxuria è molto dura con il Movimento Cinque Stelle:Mi ha molto delusa. In Italia c’era un’emergenza democratica legata ad una lacuna sui diritti civili che durava da trent’anni e loro hanno trovato la scusa della regola del supercanguro per non votarla, dopo che venti minuti prima avevano dato il loro consenso. Per fortuna ora i sondaggi li vedono in calo. L’incoerenza dev’essere punita. L’anno scorso mi ricordo Airola che è venuto al Gay Village promettendo un sacco di cose, poi in venti minuti hanno cambiato idea. Penosi“.
Luxuria poi ha lanciato l’idea del partito arcobaleno:Sono talmente stufa di dover dipendere dai partiti che dico che dovremmo fondarlo noi un partito arcobaleno. Facciamo un partito arcobaleno e questa volta in quel posto glielo mettiamo noi. Perché doverci sempre fidare delle promesse e poi doverci accontentare di diritti annacquati? Il partito arcobaleno si fonderebbe sull’uguaglianza, si batterebbe per i diritti civili, per l’educazione sessuale nelle scuole, contro l’omofobia. Io la lancio come provocazione, ma secondo me tra gay, lesbiche, trans, parenti e amici siamo più degli elettori di Alfano, che rappresenta il partito più omofobo tra tutti quelli che siedono in Senato. Adesso contiamoci noi”.
Luxuria, con il partito arcobaleno, legifererebbe sul tema prostituzione: “Bisogna che le prostitute, maggiorenni e ovviamente che fanno questo mestiere per una scelta personale, paghino le tasse, siano riconosciute come lavoratrici e possano svolgere questo lavoro in maniera riconosciuta, senza la solita ipocrisia che contraddistingue spesso la politica italiana“.


Germania: Ifo cala a 105,7 punti, peggio delle attese
Calo oltre le attese per l’indice tedesco Ifo, che misura la fiducia delle imprese nazionali, a 105,7. Il mese precedente era a 107,3 punti, mentre il mercato si attendeva un calo a quota 106,8.


UNIONI CIVILI. RENZI: SI CHIUDA ENTRO SETTIMANA, MEGLIO PEZZO SUBITO
Continuiamo a fidarci di chi cambia idea all’ultimo momento o portiamo a casa le unioni civili? Dopo tanto chiacchierare la mia proposta è che si chiuda entro la settimana, rapidissimamente. Potrebbe non essere un provvedimento migliore nelle attese di tanti. Ma dovendo scegliere tra tutto mai e un pezzo oggi è meglio un pezzo oggi. Altrimenti il rischio che vedo è la paralisi“. Così Matteo Renzi a Rtl 102.5.


JOBS ACT. RENZI: A RICOLFI NON PIACE? AGLI ITALIANI PIACE
Dopo 20 anni in cui i soliti chiacchieravano soltanto, è arrivato un governo che le cose su cui gli altri chiacchieravano, le sta facendo. Poi nessuno è perfetto. Ma ora c’è qualcuno che le cose le fa. Ed è questo l’elemento di simpatia del governo verso gli italiani“. Così Matteo Renzi, a Rtl 102.5, a proposito del jobs act. “Il jobs act è fatto di parte economica e normativa. A Ricolfi non piace la parte normativa? Pace. Agli italiani piace“, aggiunge.

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