Come nel caso del lago della SNIA, oggi riconosciuto come lago urbano solo grazie alla lotta degli abitanti del quartiere, è necessario mobilitarsi contro la gestione privatistica di un’amministrazione comunale che privatizza e cementifica.
Pretendiamo un consiglio comunale aperto che rimetta al centro le esigenze dei cittadini e delle cittadine, dei comitati e delle realtà politiche e sociali a cui per troppo tempo questa giunta ha negato il dialogo.
Verso lo sciopero generale del 28 e la manifestazione nazionale del 29 novembre, contro il governo Meloni e la finanziaria di guerra, fermiamo il progetto criminale dello studentato di lusso, per una Roma città pubblica che garantisca una vita dignitosa a tutti i suoi abitanti.
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