martedì 15 Settembre 2026,

Cronaca

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Rifiuti a Terracina. Parte Supereco e giunge puntuale il comunicato dell’assessore Maurizio Casabona, che celebra i nuovi mezzi e ringrazia tutti: dipendenti, ditta e cittadini

scritto da Redazione
Rifiuti a Terracina. Parte Supereco e giunge puntuale il comunicato dell’assessore Maurizio Casabona, che celebra i nuovi mezzi e ringrazia tutti: dipendenti, ditta e cittadini

Da primo di settembre a raccolta dei rifiuti a Terracina ha un nuovo gestore. Dopo anni di gestione De Vizia, il servizio passa a Supereco, società di Cassino che si è aggiudicata l’appalto da circa 60 milioni di euro per cinque anni. L’assessore all’Ambiente Maurizio Casabona ha accompagnato l’avvio con un comunicato di toni istituzionali: nuova flotta di mezzi, alcuni elettrici, fiducia nel futuro, ringraziamenti ai lavoratori e appello ai cittadini a fare la propria parte.

Un testo che si legge come l’inaugurazione di una nuova era. Ma che, a uno sguardo più attento, lascia fuori quasi tutto ciò che servirebbe a un cittadino per capire davvero cosa sta cambiando — e a quale prezzo.

Un’eredità pesante, non menzionata.

Il comunicato parte da un generico “sono fiducioso che le cose possano migliorare”, senza dire da dove si parte. Eppure l’estate appena chiusa è stata tutt’altro che semplice: nelle settimane di massima presenza turistica si sono accumulati sacchi e materiali non raccolti, con contenitori stracolmi e rifiuti finiti anche ai margini delle strade nelle zone più frequentate. È il contesto reale in cui Supereco muove i primi passi. Non un dettaglio da tacere, ma il punto di partenza da cui giudicare ogni promesso miglioramento.

La gara che nessuno racconta.

Il vuoto più vistoso riguarda il percorso che ha portato all’aggiudicazione. Il comunicato non fa alcun cenno al fatto che l’assegnazione a Supereco sia stata tutt’altro che pacifica: la società De Vizia, gestore uscente, aveva impugnato l’aggiudicazione con un ricorso articolato in otto motivi, e aveva anche investito l’ANAC contestando l’ammissibilità dell’offerta economica della concorrente. L’Autorità Anticorruzione ha però confermato che l’offerta di Supereco era conforme alla normativa di gara, e il TAR del Lazio ha successivamente respinto il ricorso di De Vizia, chiudendo il contenzioso amministrativo e aprendo la strada al cambio di gestore fissato per il 1° settembre.

Mesi di ricorsi, una sospensiva cautelare che a un certo punto aveva bloccato tutto, un parere ANAC, una sentenza del TAR: ai cittadini di Terracina, di questo iter, non è arrivato praticamente nulla. Il comunicato dell’assessore non ne fa menzione.

Le domande che il Comune si è posto — ma non ha condiviso.

Sorprende ancora di più il silenzio sui contenuti tecnici dell’appalto, perché non è vero che nessuno se li sia posti: risulta che gli stessi uffici comunali, prima della firma del contratto, avessero chiesto verifiche sul rispetto delle clausole di gara da parte di Supereco, in particolare sulle caratteristiche qualitative e quantitative del personale indicato, oltre che sulla possibilità di modifiche al piano economico-finanziario presentato dalla società. Sono esattamente le domande che un cittadino si farebbe leggendo il comunicato di Casabona: quanti lavoratori sono stati confermati, se ci saranno nuove assunzioni, con quali garanzie occupazionali. Il Comune, a quanto pare, se le è poste. Ai cittadini, per ora, non è stata data risposta.

Il nodo dei costi, mai nominato.

Ma è sul fronte economico che il silenzio pesa di più. Negli ultimi anni il Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti a Terracina è cresciuto in modo consistente: da poco più di 9,2 milioni di euro nel 2020 a oltre 11,1 milioni nel 2026, un incremento superiore al 20%. Il costo unitario effettivo è salito parallelamente, superando il valore di riferimento del benchmark di settore. Il tutto senza che il volume dei rifiuti prodotti o la percentuale di raccolta differenziata siano aumentati in modo proporzionale.

Di tariffa puntuale — lo strumento che dovrebbe legare quanto si paga a quanto realmente si differenzia — il comunicato non dice nulla. Ma è proprio lì che si giocherà la credibilità del nuovo appalto: se i costi continuano a salire senza un miglioramento verificabile del servizio, il cambio di gestore rischia di essere un’operazione di facciata.

Chi controlla il controllore?

Casabona chiude promettendo di seguire “con attenzione” e “spirito costruttivo” l’avvio del nuovo servizio. Formula rassicurante, ma vaga: non un solo riferimento a report periodici pubblici, indicatori di servizio misurabili, penali da applicare in caso di inadempienza, o un tavolo di monitoraggio aperto a cittadini e comitati.

È una lacuna che pesa più delle altre, perché il problema del controllo a Terracina non nasce oggi: negli ultimi dieci anni la vigilanza della stazione appaltante sull’esecuzione del servizio rifiuti è stata, nella pratica, debole o del tutto assente. Senza un cambio di passo nel monitoraggio quotidiano, il rischio è che la storia degli ultimi dieci anni si ripeta identica.

Il vero banco di prova.

Mezzi nuovi ed elettrici, un appello ai cittadini, ringraziamenti ai lavoratori: il comunicato di Casabona è, nella forma, ineccepibile. Nella sostanza, però, evita ogni domanda scomoda — sui costi, sui controlli, sulla gara contestata, sul futuro dei lavoratori. Ai terracinesi, più che parole di fiducia, servirebbero numeri, capitolati pubblici e indicatori verificabili. Il vero giudizio su Supereco non lo darà un comunicato stampa, ma il primo cassonetto vuoto — o pieno — nei prossimi giorni. (everardo longarini)

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