La Stazione Unica Appaltante (SUA) della Provincia di Frosinone ha ufficialmente aggiudicato alla Super Eco (o Supereco?) di Cassino il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Terracina. Un contratto dal valore di circa 100 milioni di euro, per una durata di nove anni, che rappresenta uno degli appalti pubblici più onerosi a carico della comunità terracinese — quella stessa che ogni anno sostiene il peso della TARI, una tassa tutt’altro che trascurabile per i bilanci familiari.
La notizia, resa nota nelle scorse ore, arriva dopo oltre un anno di iter procedurale — e di fatti di cronaca — che avrebbero meritato una diverse e più esaustiva comunicazione istituzionale nei confronti dei cittadini.
Il procedimento non è ancora chiuso.
Nonostante l’aggiudicazione, la pratica non può ancora considerarsi definitivamente conclusa. Come precisa la stessa SUA, dopo la notifica dell’esito a tutte le imprese partecipanti — prevista dalla normativa sulla trasparenza e la parità di trattamento — prenderà avvio il cosiddetto periodo di stand-still, disciplinato dall’art. 18, comma 3, del D.Lgs. 36/2023. Durante questo intervallo di tempo, le ditte interessate avranno la facoltà di valutare la legittimità dell’aggiudicazione e, se lo riterranno opportuno, proporre impugnazioni dinanzi all’Autorità giudiziaria o agli organi di controllo competenti.
La questione antimafia e il nodo irrisolto.
Sorge spontanea, a questo punto, una domanda: perché la SUA di Frosinone, che ha avuto oltre un anno di tempo, non ha già portato a termine la verifica dei requisiti antimafia, almeno su ditta che risultata vincitrice? Non era questa, almeno stando alle scarne comunicazioni pubbliche sulla vicenda, una delle condizioni sospensive che aveva bloccato l’iter di assegnazione dell’appalto?
Gli spettri giudiziari non sembrano dissipati.
Sullo sfondo resta l’ombra di possibili ricorsi. Non è da dimenticare, in tal senso, la corrispondenza intercorsa il 7 gennaio 2026 tra la De Vizia, la SUA di Frosinone e il Comune di Terracina: uno scambio di “carte” che potrebbe non essere privo di conseguenze ulteriori.
L’appalto è aggiudicato, ma la partita non è chiusa. Come recita un vecchio adagio: chi vivrà, vedrà. Per il momento stiamo tutti in “stand-still”. (e)
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