venerdì 05 Marzo 2021,

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Regione Lazio a 50 consiglieri, rischio ricorsi. Zingaretti, serve etica nuova

scritto da Redazione
Regione Lazio a 50 consiglieri, rischio ricorsi. Zingaretti, serve etica nuova

Ormai è ufficiale, le elezioni regionali del Lazio si celebreranno il 10 e l’11 febbraio 2013, e si voterà per 50 consiglieri e non più per 70, con il listino’ ridotto da 14 a 10 seggi. Renata Polverini, a due mesi dalle sue dimissioni, ha firmato il decreto di indizione delle urne. E nella stessa data, ma dovrà esprimersi il Consiglio dei ministri, ha spiegato il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, potrebbero votare anche Lombardia e Molise. Dopo due sentenze, del Tar e del Consiglio di Stato, dopo più cambi di data e infinite polemiche, però, le sorprese potrebbero non essere finite: da una parte si temono ricorsi sul numero dei consiglieri, dall’altra non si esclude che la competitor di Nicola Zingaretti per la presidenza della Regione possa essere la stessa Polverini, in odore di una clamorosa ricandidatura.
“Sono le date che avevamo già concordato col Viminale subito dopo le mie dimissioni – ha detto oggi la governatrice – Poi è uscito il comunicato del Quirinale che parlava di 10 marzo. Abbiamo poi atteso il Consiglio di Stato. Tutto ciò che é stato detto in questi giorni è quindi demagogia”. Eppure la magistratura potrebbe non essere uscita di scena: secondo infatti un parere del giurista Michele Ainis richiesto dai partiti ‘minori’ dell’opposizione (Sel, Radicali, Fds, Psi, Verdi ma condiviso nel merito anche dal pdl Donato Robilotta) indire le elezioni a 50 e non a 70, numero indicato dallo Statuto, è illegale ed “esporrà la Regione a una serie di ricorsi” ha affermato il vendoliano Luigi Nieri.
“Non temo ricorsi” ha tagliato corto Polverini, ricordando che l’indicazione a 50 è contenuta nella sentenza del Tar (sarà compito del nuovo Consiglio, ai sensi della spending review del governo, modificare come prima cosa lo Statuto). Intanto Zingaretti, che ora entro il 22 dicembre dovrà lasciare Palazzo Valentini, guarda avanti: “Elezioni fissate: ora cambiamo tutto. La situazione della Regione è drammatica. Prima ancora del programma bisogna riaffermare un’etica nuova di responsabilità per l’onestà, la trasparenza e la legalità, premessa di nuove e radicali politiche di innovazione con una feroce discontinuità su tutto”. Ma chi sarà l’avversario di Zingaretti? Di certo, all’estrema destra, sarà in campo il leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Il Pdl però, in attesa delle mosse di Silvio Berlusconi, non ha ancora un candidato unitario. Ecco perché va forte l’ipotesi del ‘papa straniero’, e uno potrebbe essere Francesco Storace, che scioglierà la riserva il 9 dicembre alla convention de La Destra. Ma potrebbe dirottare sul Campidoglio se Polverini decidesse di ricandidarsi togliendo d’impaccio il partito. Una ipotesi che prende piede (ci starebbe riflettendo anche il Cavaliere) e che lei fa tutto tranne che smentire: “Vedremo. Attendiamo in queste ore anche decisioni che riguardano la dimensione nazionale. Poi ci esprimeremo rispetto alla ricandidatura”.
Dichiarazioni molto distanti da quelle rilasciate negli ultimi mesi, quando, non risparmiando rasoiate nei confronti del Pdl, si diceva “sicuramente non più interessata a governare il Lazio” e più orientata verso “una candidatura nazionale”. Nel Pdl, in ogni caso, nulla è certo, neanche la stessa sopravvivenza del nome e del simbolo. Di certo Polverini ha incassato l’appoggio di Gianni Alemanno: “Sarebbe un grande atto di coraggio e una candidatura di grandissimo prestigio” ha detto il sindaco.

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