Udite udite, o cittadini di Terracina! Mentre i sommi sacerdoti del Consiglio Comunale erano intenti a bocciare con solenne alzata di mano la mozione che chiedeva di mettere i freni alla trasformazione di Piazza Mazzini — un uomo solo, un uomo coraggioso, un uomo con le… iniziative, scendeva in campo!
Stiamo parlando di Mario Iannarilli, candidato a sindaco per il leggendario partito “Fatti ma non Pugnette”, che — stufo delle chiacchiere consiliari — ha deciso di passare direttamente ai fatti (come da statuto del partito, d’altronde).
E cosa ha fatto Mario? Si è piazzato — nel senso più nobile e letterale del termine — in mezzo a Piazza Mazzini, bloccando il traffico veicolare con la sola forza della sua presenza e della sua indignazione civica. Un uomo contro le ruspe. Un corpo contro il milione e mezzo di euro. Una sagoma umana contro il cemento della burocrazia giannettiana.
La scena, a detta dei terracinesi accorsi numerosi, era di quelle che si raccontano ai nipotini: Mario fermo, i clacson che suonano, e lui lì, impassibile come un semaforo rotto ma con molta più personalità.
I cittadini, commossi e spassosissimi al tempo stesso, si sono avvicinati in massa per stringergli la mano, abbracciarlo, ringraziarlo e probabilmente offrirgli un caffè — perché a Terracina si sa, la piazza appartiene al popolo, non ai progetti da un milione e mezzo che nessuno ha chiesto.
E le 1.500 firme sulla petizione contro la riqualificazione? Carta canta, villan dorme — ma la maggioranza Giannetti evidentemente dorme più sodo.
Mario, fresco della sua impresa da moderno Leonide terracinese, ha già fatto sapere che questo è solo l’inizio: nell’immediato futuro sono previste altre iniziative, ancora più clamorose. Che si tratti di incatenarsi alla fontana? Di presidiare il bar centrale (chiuso) a oltranza? Di sfidare l’amministrazione a una gara di bocce per decidere le sorti della piazza?
Nessuno lo sa ancora. Ma una cosa è certa: con Mario Iannarilli e “Fatti ma non Pugnette”, a Terracina non ci si annoia.
Il Peppino nazionale approverebbe. (e)
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