Le piste ciclabili di Terracina versano in uno stato di abbandono preoccupante, con una manutenzione pressoché inesistente fin dal momento della loro realizzazione. Un problema che non è passato inosservato ai cittadini, sempre più esasperati da infrastrutture che, anziché rappresentare un valore aggiunto per la mobilità urbana, si sono trasformate in un simbolo di incuria amministrativa.
Il panorama è sconfortante. Alcune piste ciclabili sono letteralmente scomparse dalla mappa cittadina, inghiottite dal degrado e dall’abbandono: è il caso di quella di Borgo Hermada e de La Fiora. Non stanno meglio le infrastrutture urbane: la pista di via Appia, che dovrebbe collegare il percorso al porto traianeo, quella di via Mortacino, fino ad arrivare alla centralissima pista sul lungomare Circe. Quest’ultima, che aveva contribuito in maniera determinante all’ottenimento della prima Bandiera Blu per Terracina, si è rivelata una struttura tutt’altro che funzionale: alle prime piogge si allaga trasformandosi, con amara ironia, in una sorta di piscina all’aperto, più adatta al nuoto che alla ciclabilità.
Le piste ciclabili possono essere una risorsa, ma solo se hanno senso.
Nessuna opposizione preconcetta alle infrastrutture ciclabili: anzi, in una città come Terracina, sviluppata quasi interamente in pianura, una rete ciclabile ben progettata potrebbe rappresentare una vera opportunità. A patto, però, che risponda a una logica concreta e utile per i cittadini. Una rete efficace dovrebbe collegare i principali uffici pubblici, le scuole, i mercati, le aree commerciali e i punti di interesse turistico, creando un circuito virtuoso capace di decongestionare il traffico urbano, soprattutto nelle ore di punta. Una mobilità alternativa all’automobile, accessibile e sicura, potrebbe migliorare sensibilmente la qualità della vita in città e ridurre le emissioni inquinanti, con benefici per residenti e turisti.
Sul fronte delle risorse, arriva una notizia che apre qualche spiraglio di speranza. I 2 milioni e 600 mila euro ricevuti dalla Regione Lazio, come comunicato dall’amministrazione Giannetti, saranno destinati a interventi in via Lombardia, viale Europa, viale Leonardo da Vinci, via Pecs, via Napoli, via Appia Nuova e via Pantanelle. Un investimento significativo, che tuttavia lascia aperta una domanda cruciale: parte di queste risorse sarà destinata a risolvere il problema strutturale della pista del lungomare Circe, con il suo cronico allagamento? Si tratta di una preoccupazione civica concreta, che si affianca all’annosa questione delle buche stradali nella lista delle priorità dei terracinesi.
Da segnalare, infine, con favore, la notizia che i lavori saranno affidati ad ASRAL, con la quale il Comune avrebbe stipulato apposita convenzione, garantendo così una gestione strutturata degli interventi.
La speranza è che questo nuovo ciclo di investimenti segni una svolta reale: non semplici opere di facciata, ma infrastrutture pensate per durare, inserite in un progetto di mobilità urbana coerente e finalmente a misura di cittadino. (e)
*Foto: pista ciclabile del Lungomare Circe.
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