sabato 12 Settembre 2026,

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Piazza Piazza Municipio non è un palcoscenico qualunque: la replica alla consigliera Olleia

scritto da Redazione
Piazza Piazza Municipio non è un palcoscenico qualunque: la replica alla consigliera Olleia

Nel dibattito aperto dalla consigliera di Forza Italia Valentina Olleia sull’uso degli spazi storici di Terracina per gli eventi estivi, c’è un punto di partenza che merita di essere corretto prima ancora di entrare nel merito: la contrapposizione tra residenti del Centro Storico Alto e organizzatori di eventi, così come viene presentata, non rende giustizia alla complessità del problema.

Un luogo che non è un palcoscenico neutro

Olleia sostiene che “borghi, centri storici, piazze e siti archeologici sono tra i palcoscenici naturali più ricercati” dagli artisti e dagli organizzatori, e che questo non sarebbe un caso, trattandosi di un’occasione di marketing territoriale, comunicazione e promozione turistica. È un ragionamento che regge fino a un certo punto, ma che smette di reggere quando si applica indiscriminatamente a Piazza Municipio.

Quella piazza non è un contenitore vuoto in attesa di essere riempito. È il Foro Emiliano e racchiude al suo interno, tra molto altro, un tratto dell’antica Via Appia e il teatro romano riportato alla luce dagli scavi. Le sostruzioni che reggono la pavimentazione bimillenaria, anch’essa malconcia, mostrano da tempo i segni di un utilizzo intensivo che va ben oltre la loro capacità di sopportazione. Trattare questo spazio come un “palcoscenico naturale” equivalente a una piazza qualsiasi significa ignorare la natura stessa del bene che si sta usando.

Il problema non sono solo i servizi

La consigliera individua nella mancanza di servizi adeguati — parcheggi, mobilità, navette, sicurezza, pulizia, gestione dei flussi — il vero nodo della questione, più che nella necessità di nuovi limiti o regolamenti. È un’osservazione condivisibile in parte: la crescita degli eventi non è stata accompagnata da un pari sviluppo delle infrastrutture di supporto, ed è giusto chiederne conto all’Amministrazione comunale di oggi e a quelle che si sono succedute da almeno 25 anni, sempre dello stesso colore, con poche ma insignificanti variazioni.

Ma ridurre il problema a una questione organizzativa significa aggirare la domanda più scomoda: non tutti gli eventi sono compatibili con un sito monumentale di questo valore, indipendentemente da quanto bene vengano gestiti i parcheggi o la raccolta rifiuti. Manifestazioni che, con tutto il rispetto per chi le organizza, non hanno alcun legame con la storia e l’identità del luogo che le ospita non dovrebbero trovarvi posto. Il problema non è solo come si gestisce l’afflusso di persone, ma quali eventi trovano spazio in un luogo che è, prima di tutto, un monumento posto in orizzontale.

Regolamentare non significa spegnere

Olleia chiude il suo intervento con un appello a non “spegnere ciò che finalmente sta tornando a vivere”, invitando piuttosto a organizzare meglio. È un principio condivisibile nella sua forma generale — nessuno vuole un Centro Storico Alto silenzioso e disabitato dopo anni di declino — ma non può diventare un alibi per rinviare all’infinito una regolamentazione più severa e coerente con il contesto.

Proprio perché Piazza Municipio, il Teatro Romano e l’Appia che li attraversa sono un patrimonio irripetibile, la loro valorizzazione richiede un criterio di selezione degli eventi, non solo un potenziamento dei servizi logistici. Il restyling necessario, a partire dalle sostruzioni e dalla pavimentazione della piazza, dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi discorso su un uso sostenibile nel tempo di questi spazi, non una nota a margine.

Una sinergia sì, ma con un criterio chiaro.

Sul bisogno di una vera sinergia tra Amministrazione, associazioni, organizzatori, attività economiche e residenti, prima dell’inizio della stagione degli eventi, non ci sono dubbi: è un metodo di lavoro necessario e da sempre assente. Ma quel tavolo di programmazione dovrà partire da una premessa che finora è mancata nel dibattito pubblico: non tutti gli spazi della Terracina pre-romana, romana e medievale possono ospitare tutto. La storia che quei luoghi rappresentano da millenni non è un dettaglio scenografico da sfruttare, ma il criterio con cui scegliere che cosa vi trova posto e che cosa no. (everardo longarini)

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