Il Consiglio Comunale di Terracina ha respinto la mozione presentata dal gruppo Progetto Terracina con cui si chiedeva la revoca degli atti relativi alla trasformazione di Piazza Mazzini e la sospensione dell’iter amministrativo avviato. A illustrarne le ragioni è Alessandro Di Tommaso, capogruppo del movimento.
La vicenda ha origine dalla deliberazione del 27 dicembre 2024, con cui l’Amministrazione ha previsto la possibilità di contrarre un mutuo da 1,5 milioni di euro per intervenire sulla piazza, in assenza di risorse proprie già stanziate. L’indizione di un concorso di idee ha quindi aperto una fase che, secondo i proponenti, avrebbe richiesto un preventivo passaggio politico e una definizione chiara delle priorità cittadine.
In pochi giorni la proposta ha raccolto quasi 1.500 firme, segnale di un interesse diffuso e trasversale su una questione che tocca l’identità urbana e l’utilizzo di risorse pubbliche significative.
«Non siamo contro la riqualificazione, ma contro l’assenza di una gerarchia chiara delle priorità», ha ribadito Di Tommaso nel corso della discussione, precisando che la posizione del gruppo non si oppone al confronto progettuale in sé. Il nodo centrale, piuttosto, riguarda la programmazione: prima di ipotizzare l’accensione di un mutuo con una destinazione specifica, occorre stabilire quale sia l’ordine delle urgenze per la città. «I vincoli di bilancio impongono coerenza: se si accende un mutuo con una destinazione specifica, quelle risorse devono essere utilizzate per quella finalità.»
La mozione, formulata ai sensi dell’articolo 21-quinquies della Legge 241/1990, chiedeva di valutare se le risorse previste potessero essere dirottate su interventi ritenuti più urgenti: scuole, manutenzione ordinaria, viabilità, lungomare e parchi pubblici. È stato inoltre sottolineato come Piazza Mazzini non sia uno spazio privo di identità, ma un luogo con una precisa configurazione storica e urbanistica che merita un confronto approfondito.
«Governare significa scegliere. E scegliere significa stabilire cosa viene prima», ha dichiarato Di Tommaso, aggiungendo che una pausa di riflessione avrebbe rafforzato la coerenza dell’azione amministrativa e restituito centralità al Consiglio nelle scelte strategiche.
La maggioranza ha scelto di procedere. «Noi ci assumiamo la responsabilità di aver chiesto prudenza e chiarezza», ha concluso il capogruppo. «La maggioranza si assume la responsabilità di aver scelto diversamente. La politica è questo: scelte. E ogni scelta produce conseguenze.» (e)
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