Ha il sapore di un valzer di poltrone la vicenda del Piano Urbano della Sosta di Terracina, il documento che dovrebbe disegnare il futuro della sosta a pagamento e dei parcheggi in città. L’ultimo atto, in ordine di tempo, porta la firma dell’architetto Luisa Arcese, dirigente del settore Mobilità e Trasporti: con la determinazione n. 1707 del 12 agosto 2026 viene disposta la sostituzione temporanea del Responsabile Unico del Progetto, ai sensi dell’articolo 15 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023).
Una storia cominciata a fine 2024.
Ripercorrendo gli atti pubblicati all’albo pretorio, la vicenda del RUP per la redazione del Piano si trascina ormai da circa un anno e mezzo. Tutto parte con la determinazione n. 2277 del 18 novembre 2024, quando l’incarico di Responsabile Unico del Progetto viene affidato a Luigi La Valle, istruttore amministrativo del Dipartimento III. La sua uscita dal servizio, però, rende necessaria una nuova nomina: con la determinazione n. 456 del 6 marzo 2026 il testimone passa al geometra Adalberto Cervelloni.
Anche questa seconda gestione, tuttavia, si interrompe: Cervelloni risulta oggi assente dal servizio per un periodo non ancora quantificabile. Per non bloccare l’iter e rispettare le tempistiche contrattuali, l’amministrazione comunale ha dovuto individuare in tempi rapidi un terzo nome. La scelta è caduta sulla dottoressa Sabrina Tacelli, in servizio presso il Dipartimento III, che assume così l’incarico di RUP ad interim, in sostituzione temporanea di Cervelloni.
Un dettaglio non trascurabile: a differenza dei due predecessori, la dottoressa Tacelli non risulta una figura tecnica, circostanza che nella macchina comunale viene letta come il segno più evidente delle difficoltà nel trovare, all’interno degli uffici, personale qualificato e disponibile a portare a termine il progetto.
Sullo sfondo, due aree ancora da valutare.
Il valzer dei RUP non è che la punta dell’iceberg di un dossier più ampio, quello della carenza cronica di parcheggi in città. Da tempo sono individuati due terreni potenzialmente utili ad ampliare l’offerta di sosta: uno di proprietà delle Suore Pie Filippine, nel centro storico alto — che allevierebbe la pressione soprattutto nei mesi estivi — e uno in via Pantanelle, nella parte bassa della città. In entrambi i casi le proprietà si sarebbero dette disponibili a cedere le aree, ma manca ancora la nomina di un tecnico incaricato della valutazione economica necessaria per formalizzare le trattative.
Nel frattempo, i parcheggi già attivi continuano a essere gestiti in modo, per usare un eufemismo, poco strutturato: si registrerebbe infatti una diffusa evasione del pagamento della sosta, particolarmente accentuata nella stagione estiva, quando l’afflusso di turisti e residenti aumenta la pressione sugli stalli disponibili.
L’ipotesi dell’esternalizzazione.
Non manca, sullo sfondo, anche un dibattito politico: un partito della maggioranza avrebbe proposto, parallelamente alla revisione del Piano, di affidare la gestione dei parcheggi a una ditta esterna, ipotesi che secondo i proponenti garantirebbe introiti più consistenti rispetto all’attuale gestione diretta da parte del Comune.
Resta da vedere se il cambio al vertice del progetto, il terzo in diciotto mesi, riuscirà a dare l’accelerazione che il Piano attende da tempo, o se si tratterà solo dell’ennesima tappa di un percorso che, tra assenze, pensionamenti e nomine ad interim, fatica a trovare una direzione stabile. (everardo longarini)
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